Il provvedimento della Capitaneria di Roma
La decisione è contenuta nell’ordinanza n. 31/2026 della Capitaneria di Porto di Roma, firmata il 30.
Il provvedimento riguarda l’intero compartimento marittimo di competenza, e ha effetti diretti anche sulla costa sud del litorale romano, compresi i Comuni di Pomezia, Ardea, Anzio e Nettuno.
Non si tratta di un blocco totale della pesca.
L’ordinanza introduce uno stop selettivo, limitato ad alcune specie e a determinati periodi. L’obiettivo è tutelare le risorse marine e garantire la sostenibilità della pesca nel tempo.
Ilmare, infatti, ha bisogno di pause per rigenerarsi. E queste pause vengono fissate con un calendario preciso.
Quali specie si fermano e quando
Il punto centrale del provvedimento riguarda i periodi di divieto.
Le regole cambiano a seconda della specie.
Le vongole e i “cuori di mare” (cardidi) non potranno essere pescati nei mesi di aprile e settembre 2026.
Le telline saranno invece ferme nel solo mese di aprile.
Per i cannolicchi lo stop durerà due mesi, aprile e maggio.
Si tratta di una distinzione importante. Ogni mollusco ha tempi biologici diversi. Per questo motivo l’ordinanza stabilisce divieti differenziati, adattati alle esigenze di tutela delle singole specie.
Per i pescatori locali significa dover riorganizzare il lavoro.
Per il territorio, invece, è una misura che punta a evitare lo sfruttamento eccessivo del mare.
Il divieto vale anche per la pesca sportiva
Un aspetto rilevante riguarda l’estensione del divieto.
Lo stop non interessa solo i pescatori professionisti.
L’ordinanza vieta infatti l’uso di draghe meccaniche (HMD), draghe meccanizzate (DRB) e qualsiasi attrezzatura utilizzata per la pesca sportiva o ricreativa dei molluschi bivalvi.
In pratica, nei mesi indicati non sarà possibile raccogliere vongole, telline o cannolicchi nemmeno per uso personale.
È una scelta precisa. L’obiettivo è evitare che una parte della pressione sul mare resti attiva mentre l’altra si ferma. La tutela, quindi, viene estesa a tutti.
Le attività consentite e le deroghe
Nonostante il fermo, alcune attività potranno proseguire.
I pescatori autorizzati potranno esercitare altri mestieri previsti dalla licenza, a condizione che vengano sbarcati gli attrezzi destinati alla raccolta dei molluschi.
Il comandante del Compartimento Marittimo di Roma chiarisce:
“sono esclusi dal fermo gli altri mestieri autorizzati in licenza previa comunicazione scritta (PEC) e sbarco degli attrezzi per molluschi bivalvi entro le ore 9 del terzo giorno precedente l’inizio del fermo”.
E aggiunge:
“È consentito l’esercizio di altri mestieri autorizzati in licenza previa comunicazione scritta (PEC) e sbarco degli attrezzi per molluschi bivalvi entro le ore 09:00 del terzo giorno precedente l’inizio del fermo”.
Sono escluse dal divieto anche le attività di pesca a scopo scientifico o di ricerca. In questi casi è necessaria una comunicazione preventiva agli enti competenti.
Le motivazioni dello stop
Alla base dell’ordinanza ci sono motivazioni ambientali ed economiche.
Il provvedimento richiama il piano di gestione annuale e il parere del CIRSPE del 12 marzo 2026, che ha raccomandato lo stop per la vongola.
L’obiettivo è garantire la sostenibilità delle risorse marine e la sicurezza alimentare.
Una pressione eccessiva sulle specie più pescate rischia infatti di ridurre drasticamente la loro presenza. Il fermo tecnico serve proprio a favorire il ricambio naturale e a mantenere la produttività nel lungo periodo.
In altre parole, fermarsi oggi per non svuotare il mare domani.
Controlli e sanzioni
L’ordinanza prevede controlli da parte delle autorità marittime.
I trasgressori saranno sanzionati secondo quanto previsto dal Codice della Navigazione.
Per i pescatori, ma anche per gli appassionati di pesca sportiva, diventa quindi fondamentale rispettare il calendario dei divieti.
Il Consorzio per la Gestione della pesca dei Molluschi bivalvi (CO.GE.MO.) di Roma ha sottolineato l’importanza del rispetto delle regole, sia per evitare sanzioni sia per contribuire alla salvaguardia delle risorse locali.
Cosa cambia per Pomezia e Ardea
Le marinerie locali dovranno adattare tempi e attività. Anche l’economia legata al mare subirà effetti, almeno nel breve periodo.
Per i cittadini, invece, il cambiamento sarà meno visibile ma comunque significativo.
Il provvedimento segnala una maggiore attenzione verso la salute del mare e la qualità delle acque.
Il messaggio è chiaro. La costa non è una risorsa infinita. Per continuare a garantire lavoro e prodotti del mare servono regole e pause programmate.
Aprile sarà il mese più coinvolto, con il maggior numero di specie ferme. Maggio riguarderà i cannolicchi. Settembre vedrà un nuovo stop per vongole e cuori.
Non è un blocco totale. È una pausa selettiva. Ed è pensata per difendere il mare e il futuro della pesca anche lungo il litorale di Pomezia e Ardea.
Attenzione, perché il divieto di pesca dei molluschi vale per tutti, anche per i bagnanti che l’estate raccolgono a riva le telline con le mani.
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