L’operazione, prevista dalla Legge di bilancio 2026, consente di alleggerire gli oneri di indebitamento dell’ente e di ottimizzare la gestione finanziaria dei prestiti.
La rinegoziazione riguarda mutui con debito residuo superiore a 10.000 euro e scadenza oltre il 31 dicembre 2033.
Complessivamente, i 69 mutui ammontano a circa 23 milioni di euro, con due principali anni di scadenza: 31 dicembre 2043 e 31 dicembre 2044.
Secondo la tabella allegata alla rinegoziazione i tassi fissi applicati diminuiranno di pochi millesimi. Non è chiaro a quanto potrebbe assommare il risparmio.
Secondo la delibera commissariale, la CDP si rende disponibile per i Comuni italiani a rinegoziare anche i mutui già oggetto di precedenti operazioni, compresi quelli intestati a enti in procedura di dissesto, purché sia approvata l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato.
Modalità e condizioni della rinegoziazione
I nuovi piani di ammortamento prevedono il mantenimento del debito residuo invariato rispetto al 1° gennaio 2026.
Dal 30 giugno 2026 fino al 31 dicembre 2027, le rate semestrali includeranno quote capitale pari all’1,50% del debito residuo e interessi calcolati al nuovo tasso fisso post rinegoziazione.
Dal 2028, le rate saranno costanti secondo il piano di ammortamento “francese” fino alla scadenza originaria dei mutui.
Il tasso di interesse fisso post rinegoziazione viene determinato secondo il principio dell’equivalenza finanziaria, garantendo che il valore attuale dei flussi di rimborso del prestito originario e di quello rinegoziato rimanga identico.
La garanzia dei prestiti sarà costituita da delegazione di pagamento irrevocabile sulle entrate del bilancio comunale.
I vantaggi della rinegoziazione
L’operazione, secondo la delibera del Comune di Aprilia,
“ha lo scopo di ottimizzare il valore finanziario del portafoglio di debito, eliminare potenziali rischi di tasso e costi di estinzione elevati, rimodulare la distribuzione dei flussi di pagamento delle rate nel tempo e ridurre l’incidenza degli oneri di ammortamento sul bilancio 2026-2028”.
Inoltre, l’ente sottolinea l’importanza di salvaguardare le risorse destinate agli interventi essenziali per la comunità locale.
Punto molto interessante è quello per cui la rinegoziazione consente anche di destinare eventuali economie generate sia a investimenti che alla spesa corrente.
In parole povere, da tutta questa operazione potrebbe scapparci la disponibilità di qualche soldino. Bisognerà popi vedere se le Commissarie decideranno di tenerselo nelle tasche comunali o di utilizzarlo per le necessità della città.
Qualche dettaglio tecnico
Il termine ultimo per aderire all’operazione è fissato al 9 aprile 2026. La rinegoziazione dei mutui sarà formalizzata attraverso la stipula di un contratto tra il Comune di Aprilia e la Cassa Depositi e Prestiti.
L’elenco dei mutui rinegoziabili comprende prestiti a tasso fisso o variabile, con oneri interamente a carico del bilancio comunale.
Le delegazioni di pagamento già rilasciate dai mutuatari restano valide anche dopo la rinegoziazione. Tutti gli altri termini dei mutui originari rimangono invariati, fatta eccezione per il nuovo piano di ammortamento.
Impatti sul bilancio comunale
La rinegoziazione dei mutui comporterà un effetto diretto sulla situazione economico-finanziaria del Comune di Aprilia, con una riduzione delle rate di ammortamento per gli esercizi 2026-2028.
L’operazione permette quindi di alleggerire il bilancio, senza alterare il debito complessivo, garantendo una gestione più sostenibile e flessibile delle risorse pubbliche.
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