Nelle carte pubblicate in questi giorni dalla Regione Lazio e dal Comune di Roma emerge che un progetto di un nuovo fotovoltaico firmato Rai Way è ormai in pieno corso di autorizzazione, il via libera è atteso entro l’anno in corso.
Parliamo dell’impianto di produzione energetica che sorgerà al posto dell’antenna presente a Santa Palomba e tutto intorno al nuovo Data Center preannunciato dalla Rai poche settimane fa.
Proprio la Rai ha presentato il nuovo Hyperscale data center di Pomezia, un grande campus digitale che sorgerà in quest’area e che potrà contare anche sul supporto del futuro impianto solare. Un impegno da circa 400 milioni di euro.

Il fotovoltaico entra nel vivo
Quindi il progetto del fotovoltaico che servirà ad alimentare il Data Center con energia green, non è più una semplice idea interna all’azienda.
La Regione Lazio lo ha inserito nella procedura ambientale con il nome “Santa Palomba”, indicando un impianto solare a terra da 5.487 kWp, cioè circa 5,5 MW, con relative opere di connessione.
Il Comune di Roma ha poi pubblicato l’avviso che informa i cittadini dell’avanzamento di questo passaggio. In parole semplici, il progetto è uscito dagli uffici ed è entrato nella sua fase pubblica.
Più di 10mila pannelli fotovoltaici a Santa Palomba
Nelle carte regionali l’impianto fotovoltaico “Santa Palomba” è indicato nel Comune di Roma. La potenza prevista è di 5,487 MWp. Siamo davanti a un campo solare di dimensioni rilevanti. Il numero di pannelli che impiegherà dovrebbe essere tra i 10mila e i 13mila, dipende dalla tipologia di pannello che verrà utilizzata, che al momento non è stata ancora resa nota.
Rai Way, pochi giorni fa, ha anche spiegato che questo impianto rientra in un piano più ampio da 8 impianti fotovoltaici distribuiti in Italia, per una potenza complessiva di 38,6 MWp.
Tra questi figurano due siti romani, uno da circa 9 MWp e, per l’appunto, quello di Santa Palomba da circa 5,5 MWp. L’investimento complessivo annunciato dalla società supera i 30 milioni di euro.
Non solo pannelli: una strategia più ampia
Il dato interessante è che Rai Way quindi non presenta Santa Palomba come un episodio isolato. La società parla di una trasformazione di vecchi siti delle onde medie in nuove infrastrutture verdi.
Nel piano annunciato da Rai Way compaiono moduli fotovoltaici ad alta densità, sistemi di inseguimento monoassiale per aumentare la resa e la possibilità futura di integrare batterie di accumulo.
Con l'implantologia computer guidata, alternativa meno invasiva alla classica
È il segnale che il progetto non nasce solo per produrre energia, ma per accompagnare la conversione industriale di aree già storicamente legate alle infrastrutture del gruppo.
Accanto al fotovoltaico prende forma il data center
Rai e Rai Way hanno presentato il progetto del nuovo Hyperscale Data Center di Pomezia e lo hanno descritto come uno degli asset strategici della trasformazione digitale del gruppo.
Il campus sorgerà su un’area di circa 140mila metri quadrati.
Avrà 16mila metri quadrati di data hall, distribuiti in quattro edifici indipendenti, e una capacità complessiva di 35,2 MW.
Rai e Rai Way spiegano che la struttura sarà alimentata al 100% da fonti rinnovabili. Parliamo appunto dell’impianto fotovoltaico Santa Palomba “in corso di autorizzazione” da 5,5 MW che potrà sostenere parzialmente l’approvvigionamento energetico del campus.
Due progetti RAi a Santa Palomba
Da una parte c’è quindi il fotovoltaico di Santa Palomba che avanza in Regione Lazio, dall’altra c’è il data center appena annunciato da Rai e Rai Way. Due progetti chiaramente collegati: il campus digitale potrà contare sul supporto del nuovo impianto solare, mentre l’intero progetto viene inserito in una strategia che unisce energia, reti, cloud e infrastrutture digitali.
Santa Palomba, insomma, sta diventando uno dei punti in cui la Rai prova a ridisegnare una parte del proprio futuro industriale.
Perché Santa Palomba è diventata strategica
La scelta di quest’area, secondo Rai Way, non è casuale.
Pomezia e il quadrante all’estremo sud del territorio di Roma vengono indicati come un nodo utile per le infrastrutture digitali del Paese, grazie alla vicinanza con le principali reti in fibra, con gli snodi di interscambio internet e con le connessioni che rendono Roma un punto naturale per servizi cloud e data center di nuova generazione.
In questa chiave il fotovoltaico non è un accessorio è una parte del racconto. Serve a dare al nuovo hub un profilo più sostenibile, più indipendente e più coerente con la svolta green e digitale rivendicata dall’azienda.
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