Il provvedimento vieta anche l’ingresso di nuovi ospiti e dispone la ricollocazione di quelli presenti, alcuni dei quali non autosufficienti.
Strada Gorgoglicino è una via appena fuori il nucleo di Latina, nella zona ovest. Lunga circa 1,7 chilometri, unisce Via Zani alla Strada Lunga.
Le irregolarità rilevate
L’ispezione, condotta il 26 febbraio 2026 dal Dipartimento di Prevenzione – UOC Igiene e Sanità Pubblica della ASL Latina, ha evidenziato numerose criticità.
Tra queste, l’assenza di abbattimento delle barriere architettoniche, pavimentazioni interne collose e dissestate, infissi e arredi logori.
Dei quattro servizi igienici disponibili, solo uno era completamente funzionante; gli altri risultavano inadeguati o ad uso esclusivo del personale.
Il verbale segnala inoltre problemi di igiene, con odori forti e persistenti presumibilmente di urina, materassi danneggiati e maleodoranti, e la presenza di arredi e oggetti dismessi sia all’interno sia all’esterno della struttura.
Sottolinea il documento della ASL:
“Nonostante riferito che al momento n.3 ospiti sono ancora in trattamento per la scabbia, le procedure per la debellazione della stessa su materassi, divani e poltrone non erano state adottate”.
Mancanza di autorizzazioni valide
Il Comune di Latina ha rilevato che la società che gestisce la struttura non dispone di un valido titolo autorizzativo per esercitare l’attività in Strada Gorgolicino.
La società aveva acquistato la precedente titolare senza comunicare alcuna istanza di subentro o volturazione dell’autorizzazione comunale.
Di conseguenza, l’attività della comunità alloggio risultava esercitata in assenza di autorizzazione legittima, rendendo necessario un intervento urgente da parte del Comune.
Intervento del Comune di Latina e misure di tutela
L’ordinanza conferma il divieto immediato di prosecuzione dell’attività.
È stato inoltre stabilito che la società deve garantire esclusivamente le prestazioni strettamente necessarie agli ospiti, quali assistenza, igiene, vigilanza, somministrazione di terapie e vitto, fino alla completa ricollocazione.
Il provvedimento impone la collaborazione attiva con i Servizi Sociali comunali e la ASL Latina per predisporre e attuare un piano di trasferimento.
Gli ospiti dovranno essere ricollocati entro dieci giorni dalla notifica del provvedimento, preferibilmente presso i nuclei familiari o altre strutture autorizzate.
Ogni trasferimento dovrà essere comunicato entro 24 ore al Comune, con indicazione della destinazione e del soggetto che assume la presa in carico.
Le responsabilità del gestore
Il gestore dovrà trasmettere al Comune e alla ASL entro 48 ore l’elenco completo degli ospiti, i contatti dei familiari o tutori, le condizioni personali e assistenziali di ciascun ospite e le misure adottate per la loro tutela.
Il mancato rispetto delle disposizioni potrà comportare ulteriori azioni da parte dell’amministrazione comunale.
Al momento dell’ispezione, nella struttura erano presenti nove ospiti, di cui quattro non autonomi.
Il Comune di Latina ha sottolineato la necessità di un intervento immediato per proteggere soggetti fragili.
Si legge nell’ordinanza:
“La prosecuzione dell’attività nelle condizioni accertate risulta incompatibile con la tutela della salute, della sicurezza, della dignità e del benessere degli ospiti presenti nella struttura”.
Leggi anche: Il Comune di Latina sogna in grande: un treno da Latina Scalo fino al centro città



























