Giovedì 9 aprile 2026, alle 9.30, nella sala consiliare di piazza Indipendenza, l’aula discuterà due mozioni consecutive, i punti 7 e 8 dell’ordine del giorno, entrambe dedicate alla linea 07 dell’Atac.
Il tema, questa volta, entra nel cuore della seduta: non come questione secondaria, ma come uno dei nodi più delicati per chi vive sul litorale.
Il caso torna in aula con due mozioni chiave
Non c’è solo in ballo una richiesta di chiarimento, ci sono due atti distinti che puntano nella stessa direzione.
Il punto 7 chiede al Consiglio comunale una presa di posizione netta contro la risoluzione del Municipio X di Roma, che punta alla sospensione del servizio invernale della 07 fino al confine con Pomezia.
Il punto 8, invece, chiede di aprire subito un tavolo interistituzionale con Roma e Regione Lazio per evitare che il collegamento venga ridotto o cancellato.
La vicenda nasce infatti dal percorso avviato nel Municipio X, dove il 27 novembre 2025 era stata inserita all’ordine del giorno la proposta di sospendere il servizio invernale e di spostare quelle percorrenze su altre linee romane.
Il punto 7 è il vero baricentro politico
Tra i due atti, il più pesante è il punto 7, perché non si limita a chiedere un confronto: chiede a Pomezia di opporsi formalmente.
In altre parole, il Consiglio comunale è chiamato a dire che il collegamento con Ostia non può essere smontato pezzo dopo pezzo senza una risposta politica immediata.
È il passaggio che prova a fermare l’impostazione del Municipio X e che dà al Comune di Pomezia un mandato più duro, anche nelle sedi amministrative e giurisdizionali, se necessario.
È anche il punto che parla più chiaramente ai cittadini.
Qui il nodo non è burocratico, è concreto. Se quella linea arretra, per molte persone tra Torvaianica, Campo Ascolano e Villaggio Tognazzi il rischio è di ritrovarsi con meno corse, meno fermate e meno alternative di trasporto pubblico.
Già a febbraio la stampa locale aveva acceso i riflettori sul tema, descrivendo la 07 come l’unico collegamento pubblico diretto tra quel tratto di Pomezia e il Municipio X.
Il punto 8 prova a costruire un’alternativa
Il punto 8 è invece la mossa più pratica: punta a mettere allo stesso tavolo Pomezia, Roma Capitale e Regione Lazio.
Il senso è semplice: se il problema supera i confini comunali, anche la soluzione deve essere sovracomunale.
È la strada che già a febbraio era stata evocata nel dibattito pubblico, con l’idea di coinvolgere la Regione Lazio per evitare che il peso del servizio resti solo su Roma.
La raccolta firme
Nelle ultime settimane la discussione si è spinta ancora oltre, con una petizione pubblica che chiede addirittura una nuova linea extraurbana stabile con il percorso Percorso:
Ostia Lido Centro → Torvaianica → Villaggio Tognazzi → Campo Ascolano → Bivio San Lorenzo (Ardea)
Per firmare la petizione: CLICCA QUI.
Già 2 fermate soppresse
In realtà, il caso sarebbe dovuto arrivare in Consiglio comunale a Pomezia già lo scorso il 19 febbraio, ma poi la seduta era slittata.
Sul territorio, però, i segnali di ridimensionamento ci sono già.
A fine febbraio il Caffè ha raccontato la soppressione di 2 fermate su Viale Po nel territorio di Pomezia, con Campo Ascolano servita solo in parte.
E il 2 aprile la protesta ha fatto un altro passo, con i cittadini che hanno annunciato il ricorso al TAR del Lazio contro la soppressione delle fermate.
Insomma, mentre la politica discute, i cittadini già percepiscono il servizio come più fragile e meno vicino a chi ne ha bisogno ogni giorno.
Per Pomezia è un test vero sulla mobilità
È qui che la seduta del 9 aprile assume un valore più ampio di una normale mozione.
Il Consiglio comunale dovrà decidere se limitarsi a registrare il problema oppure trasformarlo in una battaglia istituzionale.
Per chi prende quel bus per andare a scuola, al lavoro o a una visita medica, la questione è molto più semplice di come appare negli atti: quel collegamento serve, e perderlo significherebbe isolare ancora di più una parte del litorale.
Se dai punti 7 e 8 uscirà una linea politica compatta, Pomezia potrà presentarsi a Roma e in Regione con una posizione chiara.
Se invece prevarrà ancora il rinvio, il rischio è che la linea 07 continui a ridursi un po’ alla volta, tra fermate cancellate, disagi quotidiani e soluzioni sempre più incerte.
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