La decisione segue i sopralluoghi effettuati dagli enti competenti, che hanno evidenziato problemi legati alla sicurezza, all’organizzazione e alla mancanza di figure professionali chiave, e l’ordinanza di chiusura emessa dal Comune di Aprilia, sospesa già due volte dal Tar.
La struttura, secondo i giudici del TAR, non garantisce la tutela degli ospiti, molti dei quali non autosufficienti.
Persistono irregolarità e carenze fondamentali
Il Tribunale amministrativo ha basato la sua decisione sui rilievi emersi durante il sopralluogo congiunto del 18 marzo 2026, effettuato da Servizi Sociali, Polizia Locale, Ufficio Urbanistica e ASL di Latina.
I magistrati hanno rilevato diverse criticità:
- La struttura non ha predisposto i Piani Personalizzati di Assistenza (PAI) per gli ospiti autosufficienti.
- Sono presenti anziani non autosufficienti senza piani individuali concordati con la ASL.
- Mancano figure professionali fondamentali, tra cui il responsabile della struttura, l’educatore professionale e l’assistente sociale.
- Non è disponibile la documentazione obbligatoria per la gestione quotidiana: quaderno delle consegne, organigramma del personale e registro presenze con turni di lavoro.
- La casa di riposo ospita 21 anziani, a fronte dei 20 posti letto autorizzati.
- Non è stato prodotto il certificato di potabilità dell’acqua del pozzo a servizio della struttura.
- L’edificio presenta difformità tra i titoli edilizi e lo stato reale dei locali, con carenze urbanistico-edilizie e assenza della certificazione di agibilità.
Secondo il TAR del Lazio, queste carenze compromettono la sicurezza e il benessere degli ospiti, rendendo impossibile il ripristino immediato di condizioni idonee.
Gli sforzi dei gestori non bastano
I giudici hanno riconosciuto che i gestori della struttura hanno tentato di adeguarsi alle prescrizioni, ma tali interventi non sono risultati sufficienti a eliminare le criticità.
La priorità, sottolinea il TAR, è proteggere la salute e la sicurezza degli anziani, “non totalmente autosufficienti”, piuttosto che soddisfare interessi di natura organizzativa o commerciale.
In questo senso, la decisione respinge l’istanza di sospensione del provvedimento comunale di chiusura, ribadendo che le condizioni attuali non garantiscono l’assistenza minima necessaria.
La tutela degli ospiti al centro della decisione
Il Tribunale ha specificato che, nel bilanciamento degli interessi, prevale la protezione degli ospiti. La chiusura temporanea della struttura è vista come misura necessaria per evitare rischi immediati alla salute e alla sicurezza degli anziani.
Il TAR evidenzia che, fino a quando non saranno sanate le criticità principali – piani di assistenza, personale qualificato, documentazione completa e conformità edilizia – la struttura non può essere riaperta.
La sentenza conferma quindi la chiusura della casa di riposo e obbliga i gestori a correggere le irregolarità prima di poter riaccogliere gli anziani.
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