Lo studio è stato realizzato nell’ambito del progetto per cui la Regione Lazio ha stanziato circa 5,5 milioni di euro, a fronte di una spesa prevista di 6,4 milioni di euro, per contrastare l’erosione con la costruzione di dieci pennelli rigidi ortogonali alla costa (come nell’immagine sopra) e la realizzazione di scogliere sommerse.
La ricostruzione storica della costa, effettuata attraverso foto aeree e immagini satellitari dal 1954 al 2019, mostra un quadro chiaro: il litorale perde mediamente tra 30.000 e 60.000 metri cubi di sedimenti all’anno, con una perdita trasversale compresa tra 1,0 e 2,0 metri cubi di sedimenti per metro di costa.
È pertanto confermato un lento smantellamento progressivo della fascia costiera.
Le simulazioni effettuate con il modello numerico UNIBEST hanno preso in considerazione quattro scenari differenti.
Opzione zero: se non si interviene Sabaudia perde poca spiaggia, Latina molta
La linea di riva “naturale”, definita come opzione zero, corrisponde a quanto si verrebbe a determinare senza interventi.
Nel tratto tra Lido di Latina e Foce Rio Martino si prevede un arretramento significativo, mentre tra Foce Rio Martino e Torre Paola la costa rimane relativamente stabile, grazie a un trasporto solido longitudinale bimodale.
A Latina la spiaggia arretra, a Sabaudia no.
Nel complesso, il tratto tra Lido di Latina e Capo Portiere perde circa 17.000 metri cubi di sedimenti all’anno in 3 chilometri, mentre quello da Capo Portiere a Torre Paola circa 25.000 metri cubi all’anno in 25 chilometri.
Opzione 1: più spiaggia a Latina, ma a Sabaudia arretra
L’Opzione 1 prevede l’installazione di dieci pennelli in massi naturali, ortogonali alla costa, e otto scogliere sommerse collegate ai pennelli, oltre a sette varchi in massi naturali e un ripascimento complessivo di 131.000 metri cubi di sabbia.
Questa soluzione permette di salvaguardare il tratto più a rischio, garantendo un allargamento della spiaggia di circa 20 metri.
Ma la modifica delle correnti sulla costa comporterebbe un aumento delle perdite nel tratto da Capo Portiere a Torre Paola, pur se modesto, e comunque compensato dal ripascimento previsto.
L’opzione 2: solo ripascimento, ma continuo e costoso
L’Opzione 2, invece, propone un ripascimento puro del tratto 1 con avanzamento della linea di costa di circa 25 metri. Tale piano richiederebbe però un approvvigionamento di sabbia considerevole, circa 300.000 metri cubi.
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Inoltre ogni anno bisognerebbe intervenire nuovamente per compensare le perdite con un piano di manutenzione di 42.000 metri cubi di nuova sabbia.
Opzione 3: pennelli e ripascimento annuale
L’Opzione 3 combina interventi rigidi e morbidi, con dieci pennelli semisommersi (di cui 8 più lunghi e 2 un po’ più corti) e un ripascimento di circa 25.000 metri cubi, consentendo un avanzamento medio della linea di riva di 8,5 metri.
Questo scenario riduce le perdite rispetto all’opzione zero a circa 9.000 metri cubi all’anno e minimizza gli impatti verso Sud-Est, nella zona del Parco Nazionale del Circeo.
Dall’analisi comparativa emerge chiaramente che il litorale tra Foce Verde e Capo Portiere, attualmente difeso solo parzialmente, necessita di interventi mirati per arrestare l’erosione.
La scelta buona per Latina e Sabaudia
L’antropizzazione della costa ha reso necessarie opere rigide per proteggere le infrastrutture esistenti, ma la soluzione più sostenibile individuata dagli esperti è proprio l’Opzione 3.
Le misure prese saranno dunque: dieci pennelli in massi naturali, ripascimento morbido di circa 23.917 metri cubi e manutenzioni periodiche di 30.000 metri cubi all’anno lungo Capo Portiere e Torre Paola, utilizzando sabbie provenienti da cave marine individuate dalla Regione Lazio.
Con questi interventi, la costa di Latina potrà non solo mantenere la propria estensione attuale, ma anche aumentare la larghezza della spiaggia, proteggendo le attività turistiche e commerciali e riducendo gli effetti erosivi verso Sud-Est.
Gli errori del passato
Troppe scelte in passato non sono state fatte in maniera oculata. Si è intervenuto pesantemente su una spiaggia e ne sono conseguiti enormi danni su quelle vicine.
Oppure la politica, che lanciava continue promesse, non ha poi fatto seguire i fatti.
Occorre quindi ora il massimo della serietà da parte di chi amministra e soprattutto il coinvolgimento di tecnici capaci.
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