I Castelli Romani sono protagonisti scenografici di questa serie, con forte presenza anche delle città di Frascati con le sue piazze e di Marino, in particolare presso l’ex Ostello, dove le riprese televisive si sono tenute a partire dalla fine di gennaio fino alla scorsa settimana.
Il ciak nel cuore più scenografico di Ariccia
La finestra di lavorazione indicata dal Comune di Ariccia è fissata per l’8 aprile, dalle 6.30 alle 18.00.
Per un giorno, quindi, il luogo più iconico di Ariccia cambia volto e si trasformerà in un set televisivo.
Palazzo Chigi, il Parco e Piazza di Corte sono al centro delle riprese di “One of Us”, la nuova serie prodotta da Fabula Pictures per Rai 1. Il Comune ha autorizzato la lavorazione e predisposto anche il presidio delle aree interessate durante le riprese.
Con la troupe arrivano mezzi tecnici, attori, assistenti e scenografie. E attorno al set cambia inevitabilmente anche la vita del centro.
Per mercoledì 8 aprile è infatti prevista un’ordinanza sulla circolazione, con divieto di sosta e di fermata negli stalli sotto Palazzo Chigi e nelle aree di via Appia Nuova e Piazza di Corte.
Perché la scelta di Palazzo Chigi
La scelta non sorprende. Palazzo Chigi domina Piazza di Corte, nel cuore del centro storico di Ariccia, ed è uno dei luoghi-simbolo dei Castelli Romani. Al suo fianco si apre Parco Chigi, un’area boscata di circa 28 ettari che aggiunge profondità, fascino e respiro scenico a tutto il complesso.
È il genere di cornice che sullo schermo funziona subito: riconoscibile, elegante, ricca di storia. Una bellezza autentica che nessuna scenografia costruita in studio potrebbe restituire con la stessa forza.
Ma c’è anche un altro elemento da considerare. Le riprese arrivano in un momento particolare per il centro storico.
A fine marzo è stata infatti presentata ufficialmente la nuova Piazza di Corte, tornata al centro del progetto di valorizzazione cittadina. In questo contesto, la fiction Rai diventa anche una vetrina importante per un’area che Ariccia sta rilanciando con decisione.
Che cos’è “One of Us”
La serie televisiva è diretta da Andrea Rebuzzi ed è prodotta da Fabula Pictures, la stessa in questo momento sotto i riflettori per la serie “Avvocato Ligas”, con Luca Argentero.
La scheda del progetto parla di una miniserie destinata alla Rai, con una lavorazione complessiva in programma dal 12 gennaio al 22 aprile 2026, per un totale di 14 settimane di riprese. La troupe, secondo quanto indicato, è composta da circa 90 persone.
Massimo riserbo sugli attori protagonisti impegnati. Sul web al momento si trova traccia soltanto del nome di Raoul Bova, che impersona il preside di un istituto scolastico. Si attendono i comunicati ufficiali della produzione per conoscere i nomi dell’intero cast.
Il titolo circola da mesi tra gli addetti ai lavori e il progetto ha preso forma tappa dopo tappa, con set distribuiti tra Roma e provincia.
Ariccia entra quindi in una produzione già pienamente avviata, non in una fase preliminare.
Ed è proprio questo a rendere la scelta ancora più significativa: la città non è un semplice test, ma un tassello concreto di una storia già in costruzione.
La storia: una scuola inclusiva e una ragazza al centro del racconto
“One of Us” è il remake italiano della serie francese “Lycée Toulouse-Lautrec”.
Al centro del racconto c’è Vittoria, una ragazza di 17 anni che arriva in una scuola caratterizzata da una forte presenza di studenti con disabilità.
All’inizio fatica a trovare il suo posto, poi è costretta a mettere in discussione i propri pregiudizi. Da lì prende avvio un percorso fatto di amicizie, scontri, primi amori e crescita personale.
Da quanto emerge dalle presentazioni pubbliche del progetto, il cuore della serie è proprio qui: raccontare la quotidianità di ragazzi con e senza disabilità senza trasformare l’inclusione in uno slogan o in una lezione astratta.
L’obiettivo sembra piuttosto quello di costruire un racconto corale dell’adolescenza, con i suoi conflitti, i suoi slanci e le sue fragilità.
Cosa cambia per Ariccia
Per Ariccia l’operazione pesa su due piani. Il primo è quello immediato: il centro storico accoglie la macchina produttiva tra Palazzo Chigi, il Parco, la Collegiata e il sagrato di Piazza di Corte.
Il secondo è quello dell’immagine, forse ancora più rilevante. Lo stesso atto comunale collega infatti le riprese alla promozione del patrimonio storico-artistico e turistico della città, parlando apertamente di possibili ricadute positive anche sul piano commerciale.
Ed è proprio questo il punto più interessante. Ariccia non si limita a fare da sfondo: mette in mostra il suo luogo più identitario, lo consegna a una narrazione nazionale e lo fa dentro una fiction Rai destinata a un pubblico ampio, con un tema fortemente contemporaneo.
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