La sentenza del 5 marzo scorso ha scompaginato tutto, dando ragione alla società di gestione rifiuti Teknoservice, contro il Comune di Pomezia che aveva deciso l’annullamento dell’assegnazione del maxi appalto da oltre 67 milioni di euro.
Sono seguite le dimissioni dell’ex assessora ai Rifiuti Amelia Paiano e in Giunta è entrato un sostituto, Marco Marrone.
La questione entra ora ufficialmente nel dibattito politico pubblico.
La maggioranza, guidata dal sindaco Veronica Felici, sarà chiamata a spiegare ai consiglieri e ai cittadini quale strada intenda seguire per uscire da uno dei passaggi più complicati degli ultimi anni.
Il caso rifiuti arriva nel luogo delle decisioni
Finora la vicenda è rimasta soprattutto confinata tra atti, carte, ricorsi e sentenze.
Il Consiglio comunale discuterà ora “le criticità della gestione” e le “responsabilità politico-amministrative” – questo l’oggetto della convocazione di seduta – legate all’appalto del servizio di igiene urbana, alla luce della decisione del Consiglio di Stato.
In altre parole, il tema entra nel cuore del confronto cittadino. Non è più soltanto una questione per addetti ai lavori, ma un nodo che tocca direttamente i residenti. Perché quando si parla di rifiuti si parla di un servizio essenziale, di costi, di Tari e anche della credibilità di chi governa.
La sentenza che ha cambiato tutto
A far esplodere il caso è stata la clamorosa decisione del Consiglio di Stato sul maxi appalto per la gestione dei rifiuti: una gara dal valore enorme, circa 67,5 milioni di euro in otto anni, che comprende raccolta, trasporto e altri servizi connessi all’igiene urbana.
Il punto decisivo è stato uno. I giudici hanno stabilito che il Comune di Pomezia era intervenuto troppo tardi quando aveva deciso di fare marcia indietro e cancellare l’aggiudicazione. Così il ribaltone è stato annullato.
Il risultato politico è pesante, perché la sentenza non riapre soltanto un contenzioso: rimette in primo piano l’intera gestione della vicenda e costringe l’amministrazione a chiarire come intenda muoversi da qui in avanti.
È da quel momento che il tema rifiuti ha smesso di essere una questione confinata nei tribunali. È diventato, a tutti gli effetti, un caso politico.
Le dimissioni e il cambio in Giunta
Subito dopo la sentenza, il terremoto giudiziario ha avuto un effetto immediato anche sul piano politico. L’ex assessora ai Rifiuti Amelia Paiano ha lasciato l’incarico: un segnale chiaro del peso che questa vicenda ha avuto all’interno del Comune.
Nel frattempo è arrivato un sostituto, Marco Marrone. Ma il cambio di nome in Giunta non è bastato a raffreddare il clima. Anzi. La partita resta apertissima.
Per questo la discussione in Consiglio assume un valore ancora più forte.
I cittadini si aspettano risposte concrete, vogliono capire se esiste una via d’uscita e soprattutto vogliono sapere quali conseguenze potranno esserci sul servizio e sulle tasche delle famiglie.
Adesso servono risposte chiare
La seduta del 9 aprile non servirà soltanto a ricostruire quello che è successo. Il Consiglio sarà chiamato anche a discutere gli impegni per la Giunta, perché, dopo la sentenza, non basta più guardare indietro: occorre spiegare cosa succederà adesso.
Sul tavolo ci sono i possibili riflessi economici della vicenda, compresi eventuali oneri risarcitori e gli effetti degli aumenti retroattivi della Tari tra il 2023 e il 2026. Un tema che rende tutto ancora più sensibile.
In ballo ci sono milioni di euro, che potrebbero portare grossi problemi al bilancio di Pomezia.
Per i cittadini la domanda è semplice: questa storia avrà un costo? E, se sì, chi pagherà il conto?
È attorno a questo interrogativo che la maggioranza dovrà costruire la propria linea. E dovrà farlo in modo chiaro e comprensibile, senza rifugiarsi nel linguaggio tecnico.
Il primo vero banco di prova pubblico
Per la maggioranza sarà il primo vero banco di prova pubblico dopo il colpo arrivato dalla sentenza. La discussione sui rifiuti, messa addirittura al primo punto dell’ordine del giorno, dice molto sulla centralità del caso.
Da giovedì i cittadini si aspettano una direzione. Non soltanto una difesa dell’operato passato, ma una spiegazione credibile di come il Comune intenda uscire da questa vicenda.
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