Via Scrivia, ricordiamo, è una strada privata di proprietà dei residenti. È lunga circa 1 chilometro e mezzo. Parte da Via della Moletta e finisce proprio nel terreno dove stanno costruendo la nuova discarica ed è presente anche la vecchia discarica da bonificare.

La diffida dei residenti
Il documento di diffida, datato 3 aprile 2026, è stato inviato alla società Frales S.r.l. su iniziativa della presidente del Comitato dei residenti.
Nella comunicazione si legge chiaramente che
“la presente è inviata nell’interesse della Sig.ra Francesca Romana TINTORI, in proprio e nella qualità di presidente del comitato dei residenti di via Scrivia”.
Al centro della contestazione c’è il passaggio frequente di mezzi pesanti lungo la strada. Nel testo si evidenzia infatti che
“è stato accertato che, nell’ambito delle attività riconducibili al progetto di impianto in località Sant’Apollonia, automezzi pesanti – ivi inclusi autoarticolati – transitano con frequenza lungo via Scrivia”.
Secondo i residenti, la strada viene utilizzata come accesso al sito, ma senza alcun titolo legittimo.

Strada privata e non idonea al traffico pesante
Uno dei punti centrali della diffida riguarda la natura stessa di via Scrivia. Nel documento si sottolinea che:
“tale utilizzo risulta del tutto illegittimo” e si precisa che “via Scrivia, infatti, costituisce strada di natura privata e poderale, a servizio dei fondi limitrofi”.
Non solo. Le condizioni della strada vengono descritte come incompatibili con il traffico di camion. Si legge infatti che la carreggiata è ridotta e il fondo è dissestato, con “assenza di adeguata segnaletica e gravi criticità strutturali”.
Per questo motivo, il transito dei mezzi pesanti viene ritenuto “non solo incompatibile, ma anche pericoloso”.
Il Comitato si sta occupando anche dell’affissione di appositi segnali di divieto.

Rischi per la sicurezza e per le abitazioni
La diffida mette in evidenza anche i rischi per i residenti. Il passaggio dei camion, si legge,
“determina, quindi, un grave rischio per la sicurezza e l’incolumità dei residenti”.
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Una situazione che, secondo quanto asserito dai firmatari, potrebbe comportare anche violazioni di legge. Nel documento si parla infatti di
“possibile violazione delle norme in materia di sicurezza della circolazione e tutela dell’incolumità pubblica”.
Non mancano poi i riferimenti ai danni per le abitazioni vicine. Il testo evidenzia che il transito dei mezzi ha
“una incidenza negativa diretta sulle abitazioni limitrofe”.
La richiesta di cessazione immediata
Dopo aver ricostruito la situazione, i firmatari passano alla richiesta formale. La diffida è netta:
“si diffida la Società destinataria a cessare immediatamente il transito di automezzi pesanti su via Scrivia”.
Non solo lo stop immediato, ma anche l’impegno per il futuro. Viene infatti richiesto di
“astenersi per il futuro dall’utilizzo della predetta strada per attività connesse al proprio insediamento o cantiere”.
La società è inoltre invitata a rispondere in tempi brevi.
Nel documento si legge:
“si invita, altresì, a voler comunicare entro e non oltre 7 giorni dal ricevimento della presente le determinazioni che intende assumere”.
Il possibile ricorso alle vie legali
In caso di mancata risposta o di prosecuzione del transito, i residenti sono pronti ad agire.
La diffida avverte chiaramente che
“in difetto, la sottoscritta e i residenti interessati si vedranno costretti ad adire senza ulteriore preavviso le competenti Autorità giudiziarie”.
L’azione potrebbe avvenire anche con urgenza, “per ottenere la cessazione della condotta illegittima”.
Il documento si chiude con una precisazione formale: “la presente vale quale formale diffida e messa in mora ad ogni effetto di legge”.
Una vicenda destinata a evolversi
I residenti: noi ripariamo la strada e i camion la risfasciano
La questione del traffico su via Scrivia potrebbe anche entrare in una fase più delicata.
Da una parte la posizione dei residenti, che denunciano rischi e irregolarità. Dall’altra la società destinataria della diffida, chiamata a rispondere entro 10 giorni.
Calcolando la data di partenza della diffida, questa sorta di “ultimatum” scadrebbe il 13 aprile.
I residenti coinvolti promettono di non fermarsi davanti a un’eventuale mancata risposta dell’azienda. E minacciano ulteriori iniziative per bloccare il passaggio dei camion.
Mostrano anche le fatture da loro pagate per riparare la strada a loro spese e dichiarano che con i passaggi dei camion le buche si sono riaperte.
Una situazione che potrebbe presto approdare anche davanti all’autorità giudiziaria.
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