Si parla in particolare dell’abbandono scolastico prima della conclusione del ciclo di istruzione obbligatoria.
Aprilia contro l’abbandono scolastico: l’alleanza tra Comune e scuole
La Commissione Straordinaria che guida il Comune di Aprilia ha approvato un protocollo operativo per contrastare il fenomeno dell’abbandono scolastico. L’obiettivo è chiaro. Creare una rete stabile tra istituzioni scolastiche, servizi sociali e amministrazione comunale.
Il documento nasce dopo una serie di incontri tra uffici comunali e dirigenti scolastici. Il confronto ha portato alla definizione di procedure condivise.
Il protocollo coinvolge tutti gli istituti del territorio: gli Istituti Comprensivi “Pascoli”, “Garibaldi”, “Matteotti”, “Gramsci”, “Orzini”, “Toscanini”, il Liceo “Meucci”, l’Istituto di Istruzione Superiore “Carlo e Nello Rosselli” e Latina Formazione e Lavoro-sezione di Aprilia
L’obiettivo è prevenire l’abbandono scolastico. Ma anche intercettare i primi segnali di disagio. Il Comune punta su una collaborazione continua tra scuola e servizi sociali.
Come funzionerà il controllo delle assenze
Il cuore del protocollo è il monitoraggio delle presenze a scuola. Le regole sono precise.
Le scuole devono segnalare i casi più critici. Si tratta degli studenti assenti per più di 15 giorni, anche non consecutivi, nel corso di tre mesi, senza giustificati motivi, e degli studenti la cui mancata frequenza ammonta ad almeno un quarto del monte ore annuale senza giustificati motivi.
In questi casi scatta subito un primo intervento. La scuola contatta la famiglia. L’obiettivo è capire le ragioni dell’assenza. Vengono attivati colloqui e supporti educativi.
Nel caso in cui lo studente non riprenda la frequenza entro 7 giorni dalla comunicazione o la famiglia non provveda a giustificare l’assenza, Il dirigente scolastico entro ulteriori 7 giorni avvisa il Sindaco affinché questi proceda all’ammonizione del Responsabile dell’adempimento dell’obbligo di istruzione.
Il ruolo dei servizi sociali
A questo punto entra in campo l’amministrazione comunale. Le segnalazioni arrivano all’Ufficio Pubblica Istruzione e ai Servizi Sociali.
Il Comune convoca i genitori. L’incontro serve per accertamenti in merito all’assenza e per condividere interventi mirati a consentire la ripresa della regolare frequenza scolastica.
Durante il colloquio si valuta se attivare un supporto. Possono essere coinvolti assistenti sociali o equipe multidisciplinari. L’obiettivo è aiutare la famiglia e il minore.
Durante il colloquio i genitori verranno invitati ad attivarsi per il ripristino della frequenza scolastica entro 7 giorni.
Le risultanze del colloquio con la famiglia, o la mancata presentazione al colloquio, vengono comunicate alla scuola. La scuola a sua volta fornirà riscontro al Comune in merito al rientro o all’eventuale mancato rientro entro i termini previsti.
Sanzioni e segnalazioni alla Procura
Se la famiglia non si presenta alla convocazione (o non richiede la modifica dell’appuntamento) e la frequenza non viene ripristinata entro 7 giorni dal colloquio, il Comune passa a un livello successivo.
Scatta l’ammonizione ufficiale ai soggetti responsabili dell’adempimento dell’obbligo di istruzione, ai sensi dell’art. 114 c. 4 del D. Lgs. 297/94.
Se anche dopo l’ammonizione la frequenza non riprende, l’organo comunale preposto provvede a segnalare la situazione del minore alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina. In questi casi si ipotizza il reato di elusione dell’obbligo scolastico.
Prevenzione e interventi precoci
L’aspetto più rilevante del piano resta però la prevenzione. Il Comune punta a intervenire prima che il problema diventi irreversibile.
Il protocollo sottolinea che la dispersione scolastica è legata a situazioni di disagio. Spesso si tratta di fragilità familiari o sociali. In altri casi di povertà educativa.
Per questo si punta su una rete ampia di supporto. Non solo scuole e Comune. Ma anche servizi sanitari e terzo settore.
L’obiettivo è costruire un sistema integrato. Un sistema capace di seguire i ragazzi nel tempo. E di offrire risposte concrete alle difficoltà.
Il documento approvato rappresenta un primo passo. Il Comune prevede di ampliare la rete. Potranno entrare nuovi soggetti. Tra questi associazioni e realtà locali.
L’obiettivo è rafforzare il sostegno agli studenti. E ridurre il rischio di abbandono.
L’obbligo scolastico in Italia
In Italia l’obbligo scolastico prevede che tutti i minori frequentino la scuola per almeno dieci anni, generalmente dai 6 ai 16 anni di età.
Questo obbligo comprende il primo ciclo di istruzione (scuola primaria e secondaria di primo grado) e i primi due anni della scuola secondaria di secondo grado o di un percorso di formazione professionale.
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