Cosa sorgerà nell’ex distilleria
Parliamo di un edificio legato alla memoria produttiva della città, riutilizzato per ospitare un servizio pubblico.
L’intervento punta a trasformare uno spazio esistente in un presidio rivolto a cittadini, lavoratori e persone in cerca di occupazione.
Non si tratta solo di un cambio di insegna. L’atto parla di lavori di adeguamento, ristrutturazione e manutenzione straordinaria.
Sono previsti anche il superamento delle barriere architettoniche e interventi per l’efficientamento energetico.
In altre parole, gli attuali spazi saranno trasformati in uffici pensati per essere più accessibili e più adatti a un servizio pubblico moderno.
I tempi del progetto
L’intervento è già entrato nella fase esecutiva. Il professionista incaricato ha consegnato il progetto esecutivo il 26 gennaio.
L’approvazione è arrivata il 29 gennaio. L’aggiudicazione dei lavori è datata 6 febbraio. Il contratto con l’impresa è stato stipulato il 9 febbraio. E soprattutto l’atto dice che la consegna dei lavori è avvenuta l’11 febbraio 2026.
Perché questo intervento conta per Ciampino
La Regione Lazio ha previsto l’apertura dell’Ufficio Locale del Centro per l’Impiego di Ciampino e il Comune ha messo a disposizione l’Enopolio per ospitarlo.
L’obiettivo è rafforzare la presenza dei servizi pubblici sul territorio e offrire un punto di riferimento più vicino a chi cerca orientamento, opportunità e assistenza sul fronte occupazionale.
C’è poi un altro elemento che rende la notizia rilevante. Il recupero dell’ex Enopolio unisce due piani diversi.
Da un lato il riuso di uno spazio che appartiene alla storia urbana della città, dall’altro la creazione di una funzione pubblica utile nella vita quotidiana.
La distilleria che cambiò la storia di Ciampino
Fu realizzata tra il 1938 e il 1939 nel pieno centro dell’allora frazione di Marino. L’ex Enopolio–distilleria di Ciampino rappresentò uno dei principali poli produttivi legati alla viticoltura dei Castelli Romani.

Fu inserita nel più ampio progetto economico promosso dal regime fascista attraverso l’ENADISTIL, Ente nazionale per la distillazione delle materie vinose).
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Lo stabilimento fu inaugurato alla presenza di Benito Mussolini. Occupava una vasta area industriale ed era destinato alla lavorazione delle materie vinose, diventando rapidamente un punto di riferimento per l’economia agricola locale .
La sua costruzione segnò anche una svolta urbanistica per Ciampino, decretando di fatto l’abbandono dell’originaria idea di “città giardino” a favore di una vocazione più industriale e produttiva.
Il rilancio e il lento declino nel dopoguerra
Gravemente danneggiato dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, il complesso fu recuperato nel dopoguerra e riutilizzato dalla Cantina Sociale, mantenendo la propria funzione legata alla filiera del vino e contribuendo alla ripresa economica del territorio.
La funzione originaria legata alla distillazione e alla produzione alcolica, però, venne meno già tra la fine degli anni ’50 e i primi anni ’60, quando il ruolo dell’impianto venne gradualmente ridimensionato a favore di attività di stoccaggio e successivamente di trasformazione enologica legata alla Cantina Sociale.
Negli anni successivi, il sito non tornò più a essere un vero centro di produzione di alcolici, segnando così la fine definitiva della sua vocazione distillatoria e il passaggio a usi industriali e logistici differenti rispetto all’impianto originario.
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