Ed ora il Comune di Pomezia ha approvato una nuova variante dei lavori, ma con una grossa differenza dalle precedenti: questa non fa crescere ulteriormente il quadro economico, anzi lo diminuisce un po’ e redistribuisce le risorse, dopo le ‘novità’ emerse durante i lavori.
Un progetto nato per mettere in sicurezza la scuola
Il progetto riguarda l’adeguamento sismico e la messa in sicurezza dell’edificio scolastico P.V. Marone.
In origine l’intervento valeva poco più di 4,2 milioni di euro. Era il quadro economico iniziale, costruito con fondi PNRR e una quota comunale.
Con il passare dei mesi, però, il piano ha cambiato dimensione. Prima sono arrivate risorse aggiuntive, poi il Comune ha dovuto ridisegnare tempi e coperture, infine è arrivata la variante tecnica approvata a settembre 2025.
Nuova variante, piccola diminuzione del costo
Il numero che pesa di più è quello finale. Oggi il progetto viene indicato in 10.455.783,21 euro. Significa un aumento di 6.158.898,96 euro rispetto alla previsione iniziale. In termini percentuali, l’incremento è di circa 143,3%.
È questo il dato politico più rilevante: il recupero della Marone non è più il progetto da poco più di quattro milioni immaginato all’inizio, ma un intervento che ha ormai superato i dieci milioni di euro.

C’è però una distinzione importante. L’ultima variante approvata dal Comune di Pomezia viene definita “a saldi invariati”.
Tradotto: non aumenta ancora il totale rispetto al progetto esecutivo già aggiornato, che era arrivato a 10.500.639,94 euro. Anzi, il quadro della variante scende anche un po, di 44.856,72 euro.
Il vero aumento, quindi, non nasce con l’ultimo atto in sé, nasce lungo tutto il percorso che ha portato il progetto dai 4,2 milioni iniziali fino all’attuale soglia dei 10,4 milioni.
Perché si è arrivati alla variante
Nel documento comunale la spiegazione è chiara:
“Nel corso delle demolizioni sono emerse alcune criticità strutturali – nascoste dalle finiture e pertanto non percepibili in sede di progetto originario – che rendono necessarie invero estese demolizioni e ricostruzioni, allo scopo di conseguire l’obiettivo del progetto di adeguamento sismico dell’edificio scolastico”.
In sostanza, una volta aperto il cantiere, la situazione reale dell’edificio si è rivelata più complessa del previsto. Da qui la necessità di nuove demolizioni, ricostruzioni più estese e una revisione tecnica dell’intervento.

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La Marone è diventata così il simbolo di una dinamica che molti cittadini conoscono bene: i lavori pubblici partono con una cifra e, passo dopo passo, si trasformano in operazioni molto più costose.
I tempi e la lunga traversata del cantiere
Il cantiere è stato consegnato il 28 marzo 2024, ricordando che:
con determinazione dirigenziale n. 282 del 07/03/2024 sono stati approvati i verbali di gara e si è proceduto all’aggiudicazione definitiva dei lavori a favore della ditta Schiaulini S.r.l., con sede legale in Santi Cosma e Damiano (LT)”.
Da allora il progetto ha attraversato una nuova rimodulazione, il reperimento di altre somme e infine la variante approvata nel settembre 2025.
Il documento ricostruisce questo percorso, ma non indica una nuova data finale di chiusura lavori. Ed è anche questo uno degli elementi che colpiscono: la vicenda si allunga, il quadro cambia, ma sul traguardo definitivo resta ancora una zona d’ombra.
Il progetto per rimettere in sicurezza la scuola Marone è diventato quindi molto più grande e molto più costoso di quanto previsto all’inizio.
La Marone non è più solo un cantiere scolastico, ma è diventato nel tempo uno dei dossier più pesanti e più delicati dell’amministrazione di Pomezia, per costi, tempi e impatto sulla città.
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