Il nome che scompare dalle carte
Il nome Crik Crok esce quindi dalla denominazione societaria e lascia il posto a N.L. Distribuzione. Un brand notissimo, con più di 70 anni di storia, che (possiamo immaginare e sperare) rimarrà almeno come marchio commerciale.

A sancire il cambio è la Determinazione provinciale firmata l’8 aprile, con cui viene aggiornata l’autorizzazione ambientale del 2019 che permette allo stabilimento di continuare a funzionare. Recita il documento:
“VOLTURA DELLA AUTORIZZAZIONE UNICA AMBIENTALE adottata CON D.D. R.U. 1729 del 09/05/2019 e rilasciata dal Suap di POMEZIA ai sensi del D.P.R. 13 marzo 2013 n. 59, alla società CRIK CROK SRL per impianto sito in SS Pontina Km 27,650 – POMEZIA(RM) – 00071 a favore della società subentrante N.L. DISTRIBUZIONE S.r.l.”
Nel provvedimento metropolitano si legge che la variazione è stata comunicata dalla società alla Città Metropolitana di Roma e che il nuovo nome è in vigore dal 15 febbraio. Gli altri dati societari, invece, restano invariati, così come l’autorizzazione.
Chi certifica il cambio
Non si tratta di una voce o di un passaggio interno, è un atto pubblico. La Città Metropolitana ha disposto la voltura dell’Autorizzazione unica ambientale rilasciata in passato alla società, prendendo atto che oggi il soggetto titolare è N.L. Distribuzione S.r.l., non più la Crick Crok.
In pratica, la pubblica amministrazione mette nero su bianco ciò che era già stato comunicato dalla società: l’azienda che opera nel sito di Pomezia non porta più il nome Crik Crok.
Stato di crisi e Cassa integrazione
Questo passaggio, però, non arriva in un momento qualsiasi. Arriva mentre attorno allo stabilimento resta aperta una crisi lunga e pesante.
Il 4 febbraio lavoratrici, lavoratori e sindacati hanno manifestato davanti al Tribunale di Velletri per chiedere tempi rapidi e certezze sul futuro del sito produttivo di Pomezia.
Al centro della protesta c’erano proprio le procedure giudiziarie in corso e il timore che l’incertezza potesse continuare a colpire produzione e occupazione.
Il malessere non nasce oggi. Sullo stabilimento pesa da tempo una fase di forte rallentamento.
Il Ministero del Lavoro aveva già concesso per Crik Crok S.r.l. un trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria per l’unità di Pomezia dal 13 maggio al 31 dicembre 2025.
È un elemento che aiuta a capire il clima vissuto da chi lavora dentro la fabbrica: meno attività, meno certezze, più attesa.

Dal rilancio annunciato alle nuove incognite
Il contrasto con ciò che si raccontava solo due anni fa è evidente.
Nel dicembre 2023, dopo l’ingresso di Ligea come socio di maggioranza, Crik Crok aveva annunciato un piano di rilancio basato su investimenti, potenziamento dello stabilimento, sviluppo commerciale e crescita sui mercati esteri.
Il progetto era stato presentato come una nuova partenza per uno dei marchi storici degli snack italiani.
Oggi, invece, la scena è molto diversa. Il cambio di nome arriva mentre il futuro industriale resta ancora opaco, mentre i lavoratori aspettano risposte concrete.
Cosa cambia davvero a Pomezia
Per la città, e per chi da anni identifica quella fabbrica con il marchio Crik Crok, il cambio di denominazione ha un valore simbolico molto forte. Dice che una stagione si è chiusa, che il nome storico scompare dagli atti ufficiali. Ma non basta, da solo, a raccontare una ripartenza.
L’atto amministrativo aggiorna la titolarità e conferma che la società subentrante dovrà rispettare tutte le prescrizioni già previste per il sito. Non scioglie però la domanda più importante: quale sarà il futuro produttivo e occupazionale dello stabilimento di Pomezia?
Un grande passato e un futuro incerto
Un elemento che resta sullo sfondo, ma che pesa, è anche il valore storico e industriale del marchio Crik Crok, nato negli anni ’50 e diventato nel tempo uno dei simboli della produzione di snack in Italia.
Parliamo di un brand che ha attraversato generazioni, entrando stabilmente nella grande distribuzione e costruendo una riconoscibilità forte, soprattutto nel Centro Italia.

Il passaggio a N.L. Distribuzione S.r.l., quindi, non è solo una modifica formale ma segna una discontinuità che potrebbe avere riflessi anche sul posizionamento commerciale e sulle strategie future.
La preoccupazione a Pomezia è data dal fatto che in molti casi analoghi il cambio di denominazione societaria accompagna operazioni di riorganizzazione più ampie, che possono riguardare assetti proprietari, linee produttive e presenza sul mercato.
È anche per questo che, oltre agli aspetti amministrativi già chiariti dagli atti ufficiali, l’attenzione resta alta su eventuali sviluppi industriali che, al momento, non sono stati ancora resi noti.
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