La Giunta guidata dal sindaco Alberto Bertucci ha approvato il “Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica, per i lavori di Riqualificazione del percorso storico dell’emissario del Lago di Nemi“, che serve ad aprire la strada alla richiesta di finanziamenti regionali.
Nemi a caccia di soldi della Regione Lazio
Il Comune di Nemi ha dunque deliberato l’atto che consente di candidare l’intervento ai fondi regionali e di preparare i passaggi successivi.
La delibera richiama infatti l’avviso della Regione Lazio dedicato ai piccoli comuni “Piano Annuale degli interventi in materia di Valorizzazione Culturale” di importo totale di 4,5 milioni di euro.
La cifra richiesta dal Comune di Nemi per risistemare il percorso che scorre dentro la roccia è di 40mila euro.
Il tracciato dell’emissario è uno dei passaggi più sorprendenti dell’area nemorense. Il sito del Comune lo descrive come un tratto sotterraneo lungo 1.650 metri, capace di passare sotto Genzano e di sbucare a Vallericcia.

Il cunicolo corre nella roccia vulcanica, resta per lunghi tratti molto stretto, con una larghezza variabile tra 70 centimetri e 1 metro, e in alcuni punti raggiunge un’altezza di circa 1,90 metri.
È il genere di passaggio che fa capire subito quanto fosse ambiziosa, per l’epoca, l’opera scavata nel sottosuolo.
Lo stato attuale del percorso
All’inizio del 2025, una frana ha bloccato l’imbocco del tunnel sul lato di Ariccia, creando problemi di sicurezza e imponendo lavori di consolidamento.

Il Comune di Ariccia è intervenuto per mettere in sicurezza l’area e per rendere più sicuro anche il collegamento a piedi verso l’accesso ariccino.
Ma anche altri punti presenterebbero problemi, lungo il percorso.
Quindi la riqualificazione immaginata da Nemi si inserisce in un contesto dove valorizzazione, sicurezza e tutela ambientale devono restare insieme.
Un’opera antica che nasce dall’acqua
Per capire il senso della notizia bisogna tornare indietro di molti secoli.
L’emissario del lago di Nemi viene descritto come un’opera idraulica antichissima, collocata dalle fonti tra età arcaica e antichità romana.
La sua funzione era essenziale: regolare il livello del lago in un bacino che non ha sbocchi naturali e convogliare l’acqua verso la valle.
Proprio questa presenza viene spesso collegata alla storia del tempio di Diana Nemorense, sorto sulle rive del lago in un’area che senza il controllo delle acque avrebbe avuto un destino diverso.
Il valore simbolico per Nemi
L’emissario non è solo un cunicolo antico, è un pezzo della memoria dei Castelli Romani.
Negli studi più recenti viene raccontato anche come la via d’acqua fu usata nel Novecento durante le operazioni di recupero delle celebri navi di Caligola.
Oggi quel tracciato resta uno spazio fragile, affascinante e non sempre facilmente fruibile. Per questo la delibera approvata a Nemi pesa più di quanto dica la cifra.
Non parla soltanto di lavori, parla del tentativo di riportare al centro un luogo che unisce archeologia, paesaggio e identità locale. E di farlo con un progetto che prova a trasformare un patrimonio nascosto in una risorsa viva per il territorio.
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