Il Comune di Velletri ha dato il via libera definitivo all’aumento di spesa il 17 aprile, dopo l’approvazione della variante, con una Determinazione dirigenziale. L’incremento serve ad aggiornare il progetto.
L’opera quindi va avanti, ma con modifiche rese necessarie da problemi emersi nel sottosuolo.
La variante che fa salire il conto
Il nuovo importo legato alla seconda fase della variante è pari a 515.850,95 euro.
La cifra va ad aumentare il contratto dell’impresa che sta realizzando l’opera, che schizza a circa 6 milioni di euro totali.
La decisione arriva dopo il passaggio tecnico e amministrativo concluso nelle scorse settimane e trova copertura nei fondi già legati al progetto PNRR.
In termini semplici, il parcheggio non si ferma, ma costa di più perché il progetto ha dovuto adattarsi a condizioni diverse da quelle immaginate all’inizio.
Il problema del basalto
La necessità di cambiare il progetto nasce nel momento più delicato del cantiere, quello degli scavi.
Proprio lì sono emerse differenze impreviste nella conformazione del terreno, in particolare nella profondità dello strato di basalto, a quanto pare molto più spesso del previsto

È stato questo elemento a imporre una revisione della progettazione esecutiva. Non si tratta quindi di un’aggiunta scelta per ampliare l’opera, ma di una correzione resa necessaria dalla realtà trovata sotto terra, quando il cantiere era già partito.
Il parcheggio e il ruolo nel progetto urbano
L’intervento riguarda il parcheggio modulare da 400 posti di via Madre Teresa di Calcutta, inserito nel più ampio piano di rigenerazione urbana finanziato con risorse PNRR.
L’opera è pensata come uno snodo importante per la mobilità cittadina, in una zona strategica tra servizi, ospedale Colombo e centro urbano.
L’obiettivo resta quello di creare una struttura capace di alleggerire la pressione della sosta e migliorare l’accessibilità in un’area molto frequentata della città.

I tempi: da cantiere avviato al nuovo via libera
Il percorso dell’opera era già entrato nella fase concreta nel 2024, con la consegna delle aree di cantiere a febbraio e l’avvio definitivo dei lavori a marzo.
Poi sono arrivati gli imprevisti emersi durante gli scavi e la variante è stata divisa in due fasi. La prima era già stata approvata nel 2025. Ora è arrivato il via libera alla seconda fase.
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