L’amministrazione pometina si è mossa in seguito alla sentenza del TAR del Lazio che lo scorso 30 marzo che gli ha riconosciuto il diritto ad ottenere quell’area, grande come circa 80 campi di calcio di serie A.
Il Comune di Pomezia ha deciso quindi lo scorso 20 aprile di recarsi presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari, per andare subito avanti con la pratica di presa possesso dei terreni.
Questo è anche segno che a Palazzo comunale si ritiene evidentemente improbabile un ricorso, contro la sentenza di primo grado, del fallimento Bonifaci al Consiglio di Stato, secondo e ultimo grado della Giustizia Amministrativa.
Dove si trovano i terreni
Le aree private in procinto di divenire pubbliche si trovano a Pomezia, in una zona che confina con strada Pontina, cimitero e con la Sughereta.

Non si parla di terreni qualunque. Sono spazi che, già sulla carta, erano destinati a funzioni pubbliche. La convenzione urbanistica li indicava infatti come aree per la rete stradale, per il verde pubblico, per i servizi e per i parcheggi.
Parliamo, per la precisione, di:
1) area di circa mq. 13.038 per la rete stradale;
2) area di circa mq. 14.922 per verde pubblico;
3) area di circa mq. 11.958 per la realizzazione dei servizi e dei parcheggi.
Nel complesso, come anzidetto, si tratta di quasi 40mila metri quadri. Una superficie importante per la città: una parte destinata alle strade, una parte al verde, una parte ai servizi e alla sosta.
In sostanza, pezzi di territorio che avrebbero dovuto entrare da tempo nella disponibilità pubblica e che invece sono rimasti per anni dentro una vicenda mai davvero chiusa.
Una storia iniziata nel 1989
Per capire questa vicenda bisogna tornare indietro di quasi quarant’anni.
Era il 21 ottobre 1989 quando il Comune di Pomezia stipulò una convenzione urbanistica per il comprensorio P6 con la società Sughereto Park, poi confluita nel fallimento del Gruppo Bonifaci.
In quell’accordo c’era un punto preciso. Alcune aree sarebbero dovute passare gratuitamente al Comune di Pomezia, a semplice richiesta dell’ente. Non come favore, non come scelta futura, ma come obbligo inserito nella convenzione stessa.
Quelle aree erano funzionali all’assetto del quartiere e alle opere di urbanizzazione.
Con il passare degli anni, però, il nodo non è mai stato sciolto del tutto. Le opere di urbanizzazione risultavano completate e collaudate, ma il trasferimento delle aree, secondo la ricostruzione del Comune, non era mai stato perfezionato.
Lo scontro in Tribunale tra Comune e Fallimento Bonifaci
Nel 2024 il Comune di Pomezia, sotto la guida della sindaca Veronica Felici, ha deciso di passare all’azione.
Ha formalmente messo in mora il fallimento Bonifaci, chiedendo l’adempimento di quell’obbligo rimasto sospeso per decenni. La risposta dei curatori è stata netta: secondo loro quella convenzione ormai aveva perso efficacia con il trascorrere del tempo.
Ha questo punto il Comune di Pomezia ha deciso di ricorrere al tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio. Il fallimento non si è costituito in giudizio, facendo un grave errore di valutazione.
Secondo i giudici, infatti, non bastava una lettera inviata fuori dal processo per far valere un’eventuale prescrizione, bisognava presentarsi in aula e sollevare lì la questione. Il TAR ha quindi dato ragione al Comune.
Il giudice ha in pratica preso atto dell’obbligo previsto dalla convenzione, del mancato trasferimento delle aree e della mancata eccezione processuale da parte del fallimento.
La decisione del TAR e la vittoria (non totale)
Il TAR ha quindi accertato lo scorso 30 marzo l’inadempimento e ha disposto il trasferimento coattivo e gratuito al Comune di Pomezia di una parte dei terreni richiesti. Non di tutti. Su alcune particelle, infatti, non c’era sufficiente certezza sulla loro effettiva riconducibilità alla ‘massa’ fallimentare.
Il risultato, però, resta pesante. Pomezia ottiene comunque una parte consistente delle aree rivendicate. E ottiene soprattutto un principio forte: quelle superfici, previste da anni per finalità pubbliche, devono passare al Comune.
Cosa cambia adesso per la città
Da qui si arriva alla novità di queste settimane. Il Comune di Pomezia ha acceso il motore amministrativo per completare il percorso.
La Determina per la trascrizione della sentenza mostra che il municipio non vuole perdere tempo. Vuole chiudere subito il cerchio.
Se il percorso si completa senza nuovi colpi di scena, Pomezia potrà quindi contare su aree che da anni erano destinate a strade, verde, servizi e parcheggi.
È un capitolo urbanistico che torna improvvisamente attuale e che, dopo una lunghissima attesa, comincia finalmente a entrare nella fase dell’esecuzione reale.
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