Si chiude quindi con un passo indietro del privato e con la presa d’atto del TAR del Lazio una delle vicende più seguite sul lungolago di Castel Gandolfo.
Lite chiusa tra privato e Comune di Castel Gandolfo
L’ultimo capitolo è arrivato nelle aule del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio nei giorni scorsi, ma non con uno scontro finale tra le parti, al contrario, con una rinuncia.
La ricorrente, titolare della struttura sportiva molto nota e attiva da decenni sul lago Albano, che aveva impugnato l’ordinanza comunale di demolizione, ha fatto un passo indietro e ha ritirato il ricorso. Il Comune di Castel Gandolfo, naturalmente, non si è opposto.
La decisione, pubblicata dal TAR del Lazio il 16 aprile, chiude così una vicenda che per anni ha accompagnato il rapporto tra il privato e il Comune di Castel Gandolfo.
Non c’è stata una pronuncia che dicesse chi aveva ragione e chi aveva torto. C’è però un dato politico e amministrativo molto chiaro: il contenzioso si è spento dopo la rimozione spontanea delle opere indicate come abusive e dopo il ritiro dell’azione legale.
Il caso del club sul lago
Al centro della storia c’è un noto club sportivo che opera nell’area del Lago Albano, uno dei punti più frequentati della zona turistica di Castel Gandolfo, in via Spiaggia del Lago. Un’area delicata, molto attrattiva e da tempo osservata con attenzione dagli uffici comunali.
L’Ordinanza contestata risaliva al dicembre 2022. Da lì era partito il ricorso, depositato nel 2023.
La causa è rimasta aperta fino al 2026, quando la parte privata ha deciso di chiudere definitivamente la partita, come anzidetto. Una scelta che, letta oggi, appare come il segnale più concreto del cambio di scenario maturato negli ultimi mesi.
La stretta del Comune sul lungolago
Il punto più interessante, però, è un altro. Questo caso non sembra isolato, ma va inserito dentro un quadro più ampio.
Da tempo il Comune di Castel Gandolfo sta portando avanti una linea più rigida sui locali e sulle attività presenti sul lungolago, soprattutto nell’area a maggiore vocazione turistica.
Non si tratta solo di carte e uffici, dietro c’è una precisa idea di controllo del territorio. Il lungolago è una vetrina, è un luogo simbolico, è anche uno spazio dove convivono economia, turismo, paesaggio e regole. Per questo ogni intervento finisce per avere un peso che va oltre il singolo immobile o la singola attività.
La vicenda del club sportivo si inserisce proprio in questo filone. È uno dei casi che mostrano come il Comune abbia deciso di alzare l’attenzione e di tenere il punto anche quando si apre un fronte giudiziario.
Il segnale per gli altri locali
Con l'implantologia computer guidata, alternativa meno invasiva alla classica
La chiusura della causa manda ora un messaggio chiaro a tutto il comparto del lungolago. Le contestazioni aperte dal Comune non sono rimaste sulla carta. E quando il contenzioso si chiude con la rimozione delle opere e con il ritiro del ricorso, il segnale diventa ancora più forte.
Il Comune di Castel Gandolfo vede quindi confermata, almeno nei fatti, la tenuta della propria linea. E il lungolago resta al centro di una stagione di verifiche che potrebbe non fermarsi qui.
Per chi vive la zona, o ci lavora, la notizia conta per questo. Perché oltre il singolo caso racconta un orientamento e cioè che sul Lago Albano, soprattutto nei punti più esposti e più frequentati, la fase della tolleranza sembra essersi chiusa.
Leggi anche: Lago Albano, raddoppio della condotta che preleva l’acqua dal lago Albano, Acea dà il via agli espropri






















