Con un decreto firmato il 21 aprile, il Comune di Pomezia ha infatti istituito una task force di 8 persone (più una da nominare) incaricata di seguire da vicino il servizio di igiene urbana e di prevenire eventuali criticità nella raccolta e nella gestione dei rifiuti, soprattutto in vista dell’imminente stagione balneare.
Con l’arrivo a Torvaianica di decine di migliaia di turisti e presenze aggiuntive, il sistema sarà inevitabilmente sottoposto a una forte pressione.
La task force del Comune di Pomezia
L’obiettivo dell’atto è chiaro: mettere attorno a un unico tavolo rappresentanti politici, dirigenti e organi di controllo per monitorare il servizio, individuare i problemi e intervenire prima che la situazione possa peggiorare.
In sostanza, il Comune di Pomezia punta a rafforzare il controllo su uno dei settori più delicati per la città, in un momento considerato particolarmente sensibile.
Un modo per dire alla Teknoservice, l’azienda incaricata del servizio, che le vicende legali e contrattuali non devono intaccare la qualità del servizio e che il Comune, ora, è pronto a reagire velocemente ad eventuali problematiche dovessero insorgere.
La struttura individuata dal Comune è composta da otto figure, tutti “big” dell’amministrazione pometina, più una da nominare.
Ne faranno parte:
- la Sindaca, Veronica Felici, con funzioni di indirizzo e coordinamento;
- l’Assessore al Bilancio, Massimo Abbondanza;
- il Segretario generale dell’ente, Gloria Ruvo;
- il Dirigente del settore Ambiente-Raccolta differenziata, Giovanni Ugoccioni;
- il Comandante della polizia locale, Angelo Pizzoli;
- il Presidente della commissione Ambiente-Demanio marittimo, Cinzia Marinelli;
- il Presidente della commissione Finanza-Patrimonio-Affari generali-Partecipate-Avvocatura, Omero Schiumarini;
- il Presidente della commissione Controllo e Garanzia, Alessio Caporaletti.
è prevista anche la partecipazione dell’Assessore con delega ai rifiuti, quando e se eventualmente verrà nominato.
Il decreto prevede anche la possibilità di integrare il gruppo con figure esterne, se necessario. In particolare, potranno essere coinvolti un legale di fiducia del Comune, soprattutto per il supporto in materia di contratti pubblici, e altri tecnici.
Un segnale che conferma quanto il Municipio consideri complessa la fase che si è aperta.
Cosa dovrà fare la task force
La task force avrà il compito di verificare l’esecuzione del servizio, analizzare dati e segnalazioni, esaminare i disservizi e proporre soluzioni sul piano tecnico, organizzativo ed economico.
Sarà, di fatto, una cabina di regia interna chiamata a seguire passo dopo passo uno dei servizi più delicati per Pomezia.
Le riunioni saranno convocate dalla sindaca e di ogni seduta dovrà essere redatto un verbale.
Il lavoro dei componenti rientrerà nelle rispettive funzioni istituzionali e, almeno secondo quanto previsto dal decreto, non comporterà costi aggiuntivi per il Comune.
Pomezia, situazione rifiuti delicata
La decisione arriva dopo una sentenza che ha rimesso in discussione l’intera vicenda rifiuti.
Con la decisione del 5 marzo 2026, il Consiglio di Stato ha bocciato l’annullamento dell’aggiudicazione dell’appalto rifiuti assegnato a Teknoservice. Il contratto resta valido, ma restano in piedi anche le contestazioni dell’azienda sui compensi.
Secondo i giudici, quell’annullamento era intervenuto fuori tempo massimo. Un passaggio decisivo, che ha riaperto una partita già molto delicata sul piano amministrativo e contrattuale.
Da quel momento, il quadro si è fatto ancora più fragile: da una parte resta aperto il fronte legale, dall’altra c’è un servizio essenziale che non può fermarsi.
La raccolta dei rifiuti, infatti, è uno dei banchi di prova più concreti per qualsiasi amministrazione, perché ogni disservizio si riflette immediatamente sulle strade e sulla vita quotidiana dei cittadini.
Un appalto da 67,5 milioni e uno scontro che va avanti da tempo
La vicenda parte da lontano. Il Comune di Pomezia aveva bandito una gara europea per la gestione dell’igiene urbana, con un valore complessivo di circa 67,5 milioni di euro per otto anni.
L’appalto comprende raccolta differenziata, trasporto dei rifiuti, servizi collegati e pulizia dell’arenile.
Nel dicembre 2023 la gara era stata aggiudicata a Teknoservice, ma da lì il rapporto si è subito complicato.
Il nodo non era soltanto operativo: al centro dello scontro c’erano anche i costi effettivi del servizio. Comune e società si sono trovati su posizioni diverse, aprendo un braccio di ferro prima sul piano economico, poi su quello amministrativo e infine in tribunale.
Il significato politico della scelta
A Pomezia il settore rifiuti è da tempo uno dei più esposti. Non solo per il peso economico del servizio, ma anche perché ogni decisione ha effetti immediati sul decoro urbano, sui controlli, sulle lamentele dei residenti e, più in generale, sul funzionamento quotidiano della città.
Per questo il decreto va letto anche come una scelta politica. Dopo la sentenza, il Comune vuole mostrare di non restare fermo, di voler alzare il livello di attenzione e di presidiare con maggiore continuità un servizio fondamentale.
Cosa può cambiare adesso
La task force, da sola, non chiude il contenzioso sull’appalto e non risolve automaticamente i problemi legati ai costi o alle tensioni contrattuali. Può però diventare il luogo in cui il Comune di Pomezia prova a tenere insieme controllo del servizio, scelte amministrative e prossime mosse politiche.
Il messaggio ai cittadini è chiaro: il fronte rifiuti è troppo delicato per essere lasciato alla sola gestione ordinaria. Serviva una struttura dedicata, capace di coordinare uffici, vertici amministrativi e commissioni consiliari.
Resta ora da capire se questo organismo riuscirà davvero a evitare nuovi scossoni. Il decreto rappresenta un primo passo. La prova decisiva, però, sarà quella più concreta: la qualità del servizio nelle strade della città.
Leggi anche: Pomezia, 4 ettari di terreno privato sono del Comune, che si muove per acquisirli subito























