Quadraro, Tor Pignattara, Centocelle, Alessandrino, Villa Gordiani e Pigneto fanno da sfondo alle vicende di una reporter italoamericana e del suo cicerone romano. Il titolo della serie è “Another Home”.

A ciascun quartiere è dedicato un episodio.
Ogni lunedì alle ore 21 viene pubblicata una nuova puntata, disponibile su YouTube e sul sito ufficiale del progetto.
Il Caffè ha intervistato Carmen Bagalà, produttrice della serie per Calamazù, casa di produzione cinematografica e audiovisiva.
Una storia di identità e scoperta tra i luoghi iconici del Municipio V
I luoghi iconici del Municipio V di Roma diventano la scenografia di una storia che racconta il primo giorno a Roma di una fotoreporter americana con radici italiane.

La protagonista è Luce, una fotoreporter italoamericana appena arrivata a Roma per scrivere un articolo sulla città.
Nel suo primo giorno, a Villa Gordiani, incontra il signor Pietro e il suo cane Maciste. Sarà proprio Pietro a diventare la sua guida, accompagnandola alla scoperta dei quartieri del Municipio V e, allo stesso tempo, delle sue radici italiane.
Ha spiegato a Il Caffè Carmen Bagalà, produttrice della miniserie:
“Abbiamo voluto raccontare una Roma diversa scegliendo il linguaggio della miniserie narrativa. L’approccio è documentaristico, ma resta centrale il filo della storia tra Luce e Pietro”.
Emergono così spazi simbolici del quadrante sud est di Roma come
- Villa Gordiani,
- Villa De Sanctis,
- il Museo d’Arte Urbana delle Migrazioni,
- il Mausoleo di Sant’Elena,
- Centocelle,
- l’Acquedotto Alessandrino,
- Parco Sangalli,
- Tor Pignattara,
- il Pigneto,
- la Basilica Sotterranea di Porta Maggiore,
- i giardini di Monte del Grano al Quadraro
- il monumento alle vittime del rastrellamento.

Un progetto finanziato dalla Regione Lazio per promuovere il territorio
“Another Home” nasce grazie a un bando finanziato dalla Regione Lazio e promosso dal Municipio Roma V. L’obiettivo era raccontare il territorio attraverso il linguaggio del cinema, valorizzandone il patrimonio culturale e identitario.
Come si legge sul sito del progetto, l’intento è quello di «restituire dignità e visibilità a strade, piazze, siti archeologici, parchi e scorci di periferia che custodiscono memorie e storie spesso poco conosciute».
I luoghi diventano così scenografie vive, attraversate da personaggi e racconti che intrecciano passato e presente.

Il progetto ha una duplice vocazione: da un lato si rivolge ai turisti interessati a una Roma meno convenzionale, lontana dai percorsi più battuti; dall’altro parla ai residenti, invitandoli a riscoprire il proprio territorio.
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Ha detto Bagalà a Il Caffè:
“La sfida è stata raccontare una parte di Roma a pubblico così eterogeneo: da una parte i turisti e dall’altra i residenti. Per questo abbiamo scelto lo sguardo di Luce, che scopre Roma per la prima volta e allo stesso tempo la sente già parte di sé, grazie alle sue origini. È una reporter dallo sguardo attento, capace di osservare e ascoltare i luoghi, cogliendone l’anima”.
I quartieri del quadrante sud-est di Roma non sono più percepiti solo come periferia, ma come vere e proprie destinazioni culturali e turistiche.

Due settimane di riprese e una squadra under 35
Le riprese si sono svolte in circa due settimane, tra novembre e dicembre 2025, seguite da una fase di post-produzione. La miniserie è stata lanciata a fine marzo 2026.
Il regista è Vincenzo Giordano e la produzione di Calamazù e Event-Way. Mia Russell – attrice italoamericana – interpreta Luce, Michele Gammino è il signor Pietro.
Ha concluso Carmen Bagalà a Il Caffè:
“Uno degli aspetti più belli del progetto è aver lavorato con una squadra di giovani under 35 che vivono questi quartieri. Raccontandoli, hanno raccontato anche una parte di loro.
Il sostegno delle istituzioni è stato fondamentale: investire in un progetto audiovisivo di questo tipo non è scontato. È un segnale importante per il momento storico che stiamo vivendo. Sarebbe bello se questo diventasse un progetto pilota anche per altri municipi di Roma”.
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