Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione di Latina, ha dichiarato improcedibile il ricorso dopo che la stessa società ha comunicato di non avere più interesse a portare avanti la causa.
La controversia tra Acqualatina e i comuni di Nettuno, Aprilia, Latina e Bassiano
Al centro della disputa tra Acqualatina e i comuni di Nettuno, Aprilia, Latina e Bassiano c’erano alcune modifiche al regolamento del servizio idrico integrato approvate nel 2016.
In particolare, si trattava di norme che restringevano la possibilità di ridurre o sospendere la fornitura d’acqua in caso di morosità e le condizioni per la risoluzione del contratto con gli utenti.
Acqualatina, gestore del servizio idrico nell’ambito territoriale di Latina, aveva deciso di impugnare quelle modifiche ritenendole problematiche sotto diversi aspetti.
La società contestava infatti la legittimità delle nuove disposizioni, temendo possibili ripercussioni sulla gestione del servizio e sui rapporti con gli utenti.
Dall’altra parte, gli enti locali coinvolti avevano sostenuto la correttezza delle decisioni adottate nell’ambito delle loro competenze.
Il passo indietro di Acqualatina
A distanza di anni dall’avvio del contenzioso, è stata però la stessa Acqualatina a cambiare posizione. Con un atto depositato a marzo 2026, la società ha dichiarato di non avere più interesse a ottenere una pronuncia nel merito della vicenda.
Una scelta che ha di fatto svuotato il processo del suo oggetto. Senza una parte che chiede una decisione, il giudice non può entrare nel merito delle questioni sollevate.
Il Tar ha preso atto di questa situazione in modo chiaro: “la parte ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla definizione, nel merito, del presente giudizio”.
Da qui la decisione di dichiarare il ricorso improcedibile per “sopravvenuta carenza d’interesse”.
Nessuna decisione sulle regole contestate
La conseguenza più rilevante della sentenza è che il tribunale non si è pronunciato sulla legittimità delle modifiche al regolamento idrico. In altre parole, non è stato stabilito se quelle norme fossero corrette oppure no.
Il procedimento si è chiuso prima di arrivare a questo punto. È una situazione non rara nei contenziosi amministrativi, dove le circostanze possono cambiare nel tempo, rendendo inutile una decisione del giudice.
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Nel caso specifico, non vengono indicate nel dettaglio le ragioni del venir meno dell’interesse. È possibile che nel frattempo siano intervenuti nuovi accordi, nuove modifiche al regolamento o semplicemente una diversa valutazione da parte della società.
Le spese di giudizio
Un altro aspetto affrontato dal Tar riguarda le spese legali. Il tribunale ha deciso di compensarle tra le parti, cioè ciascuno pagherà i propri costi.
La decisione è motivata con l’evoluzione della vicenda: i giudici hanno ritenuto che ci fossero “giusti motivi” per non porre le spese a carico di una sola parte.
La conclusione del caso lascia quindi senza una risposta definitiva le questioni sollevate dieci anni fa. Non ci sono vincitori né vinti, almeno sul piano giudiziario.
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