AL termine dell’articolo riportiamo anche la replica che la Asl Latina ci ha trasmesso in forma di Comunicato stampa.
Un giro d’affari da un miliardo di euro: sotto osservazione, in particolare, gli investimenti e le liste d’attesa, ma anche la scarsa informazione ai cittadini.
Il cuore della decisione: rigore e trasparenza
La Corte dei Conti (Sezione Regionale di Controllo per il Lazio) ha analizzato nel dettaglio i bilanci dell’ASL di Latina relativi agli anni 2023 e 2024.
L’obiettivo dei magistrati non è solo verificare che i numeri “tornino”, ma assicurarsi che la gestione del denaro pubblico sia coerente con l’obbligo di garantire cure adeguate ai cittadini, i cosiddetti Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
Il verdetto finale è un mix di incoraggiamento e avvertimento: l’Azienda è riuscita a rispettare i tempi di consegna dei documenti, segno di un “miglioramento nei processi di contabilizzazione”, ma restano nodi strutturali da sciogliere.
La Corte ha quindi disposto che l’ASL adotti provvedimenti concreti per superare le criticità riscontrate, riservandosi di verificare i risultati nei prossimi mesi.
Luci e ombre nei conti della sanità pontina
L’analisi economica rivela una situazione complessa. Nel 2023, l’ASL ha registrato un valore della produzione di oltre un miliardo di euro, ma i costi per l’acquisto di beni e servizi sono rimasti molto elevati.
In particolare, la gestione ordinaria ha mostrato segni di sofferenza, spesso compensati da operazioni “straordinarie” di pulizia contabile.
Un punto critico riguarda i rapporti con la Regione Lazio. Esiste una sorta di “gioco di specchi” tra i debiti dell’Azienda e i crediti che la stessa vanta verso la Regione Lazio.
I giudici hanno sottolineato l’esigenza di fare chiarezza definitiva su queste somme per evitare che l’incertezza metta a rischio la stabilità futura.
Un dato positivo emerge dalle certificazioni del Collegio Sindacale: non sono state rilevate gravi irregolarità nella tenuta dei libri contabili né si è fatto ricorso a nuovi debiti per finanziare gli investimenti.
Liste d’attesa e deficit informativo
Un sorriso più radioso col "Trattamento illuminante" in un solo appuntamento
Sul fronte dei servizi ai cittadini, i giudici toccano un nervo scoperto: le liste d’attesa.
L’ASL Latina ha messo in campo un piano straordinario a fine 2024 per ridurre i tempi delle visite specialistiche, potenziando le ore di lavoro dei medici.
Tuttavia, la Corte ha notato un “deficit informativo” e un ritardo nella raccolta dei dati sulle prestazioni svolte, sia dagli ospedali pubblici che dalle strutture private accreditate.
I giudici invitano a una “razionalizzazione dei processi di monitoraggio”, perché senza dati precisi e tempestivi è impossibile capire se gli obiettivi di salute pubblica siano stati davvero raggiunti.
La sfida del futuro: nuovi ospedali e PNRR
L’articolo della Corte dedica ampio spazio agli investimenti. Il futuro della sanità a Latina passa per la realizzazione di opere ambiziose, come i nuovi ospedali del Golfo (Formia) e di Latina, finanziati con centinaia di milioni di euro.
Al momento, questi progetti sono in una fase preliminare di pianificazione. La Asl non ha ancora materialmente incassato i fondi.
Parallelamente, l’ASL è impegnata nel grande cantiere del PNRR per la creazione delle “Case di Comunità” (come quelle di Aprilia, Cisterna e Borgo Sabotino).
I lavori sono iniziati nel corso del 2025, ma la Corte vigila strettamente sul “cronoprogramma” per evitare che ritardi burocratici facciano perdere i finanziamenti europei.
La Replica della Asl Latina a Il Caffè
Con riferimento all’articolo pubblicato in data 26 aprile 2026 dalla testata www.ilcaffe.tv, dal titolo «Asl Latina, giro d’affari da un miliardo di euro: problemi per liste d’attesa e informazione ai cittadini. L’indagine», l’Azienda Sanitaria Locale di Latina ritiene necessario fornire le seguenti precisazioni, a tutela della corretta informazione e dei lettori.
In primo luogo, non risulta in atto alcuna indagine da parte della Corte dei Conti nei confronti di questa Azienda. I dati richiamati nell’articolo si riferiscono all’esame della relazione-questionario e dei bilanci di esercizio relativi agli anni 2023 e 2024, attività che rientra nei controlli annuali ordinariamente svolti dalla Magistratura contabile sui bilanci di tutte le Aziende Sanitarie. Si tratta di una funzione di garanzia di rilievo costituzionale, finalizzata alla tutela dell’equilibrio finanziario pubblico.
Si precisa, inoltre, che la Corte dei Conti non ha emesso alcuna «sentenza», come erroneamente riportato, trattandosi di una deliberazione della Sezione Regionale di Controllo per il Lazio, nella quale è stata accertata la regolarità dei bilanci di esercizio 2023 e 2024 dell’Asl Latina.
Risulta altresì impropria la locuzione «giro d’affari», terminologia di matrice commerciale non riferibile a un’Azienda Sanitaria pubblica, la cui missione è istituzionale e priva di finalità lucrative. La cifra richiamata corrisponde al valore della produzione, ordinaria voce del bilancio di esercizio.
L’Azienda, nel solco dell’approccio rigoroso e trasparente che ne contraddistingue l’operato, ha già avviato le attività necessarie a recepire le indicazioni migliorative formulate dalla Sezione Regionale di Controllo per il Lazio e ad adottare i conseguenti provvedimenti. La medesima deliberazione, peraltro, dà atto delle iniziative già intraprese dall’Asl Latina, raccomandando il mantenimento ovvero il consolidamento di specifiche linee di azione.
Nel ribadire la correttezza e la regolarità dei bilanci esaminati dalla Sezione Regionale di Controllo per il Lazio della Corte dei Conti, si confida nell’esercizio responsabile del diritto di cronaca, attesa la delicatezza delle materie afferenti alla salute pubblica e il rischio che toni distonici o fuorvianti rispetto ai fatti possano generare allarmi sociali privi di reale fondamento.
Nessuna controreplica da Il Caffè
Non abbiamo intenzione di entrare in polemica con la Asl Latina, pertanto non inseriamo alcuna controreplica. Ogni lettore potrà farsi la propria opinione leggendo il nostro articolo e la replica della Asl di Latina.
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