L’assegnazione sarà gratuita, ma chi otterrà un orto dovrà rispettare regole precise, coltivarlo direttamente e contribuire alle spese annuali di acqua ed energia. Il bando nasce per rinnovare le assegnazioni dopo oltre cinque anni.
Dove si trovano gli orti sociali
Gli orti sociali di Grottaferrata si trovano in via Vecchia di Marino. Le informazioni pubblicate dal Comune in occasione del nuovo regolamento del 2025 parlano di circa 50 appezzamenti, con dimensioni variabili tra 3,30 e 50 metri quadrati.
Si tratta quindi di piccoli spazi pubblici pensati per la coltivazione familiare, non per attività produttive o commerciali.

Una storia nata come progetto sociale
Gli orti non sono una novità assoluta per Grottaferrata.
Già nel 2017 le cronache locali parlavano di 50 orti realizzati in via Vecchia di Marino, da assegnare gratuitamente secondo i requisiti previsti dal regolamento comunale.
Allora una parte era destinata ai cittadini e una parte ad associazioni, Onlus e scuole. Il nuovo bando riprende quella esperienza, ma aggiorna la distribuzione e le regole di accesso.
Domande entro il 15 maggio
Chi vuole partecipare deve inviare la domanda esclusivamente via PEC all’indirizzo [email protected].
Alla richiesta vanno allegati il modulo compilato, una copia leggibile del documento d’identità, l’ISEE ordinario in corso di validità e, se presente, il certificato di disoccupazione.
Le domande arrivate dopo la scadenza finiranno in lista d’attesa e saranno prese in considerazione solo se resteranno orti disponibili.
Chi può farsi avanti per ottenere un orto
Il bando è rivolto ai cittadini residenti a Grottaferrata. Chi presenta domanda non deve avere già un altro orto, né direttamente né tramite un familiare dello stesso nucleo. Non deve neppure disporre di altri terreni coltivati a orto, di proprietà o in uso.
Il Comune di Grottaferrata chiede anche che l’assegnatario sia in grado di coltivare personalmente l’appezzamento. L’orto, quindi, non può diventare un terreno da affidare ad altri.
Una parte riservata a scuole, associazioni e Onlus
Non tutti gli orti saranno destinati ai singoli cittadini.
Il bando riserva 6 appezzamenti ad associazioni, Onlus e scuole. In questo caso non basta una semplice domanda, serve un progetto con finalità didattiche, formative, sociali o riabilitative.
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L’idea è usare gli orti come luoghi di educazione ambientale, inclusione e sostegno alle persone più fragili. Il progetto dovrà essere aggiornato ogni anno.
Come sarà formata la graduatoria
Il Comune di Grottaferrata formerà una graduatoria assegnando punteggi in base a tre elementi principali: situazione economica, condizione lavorativa e composizione familiare.
Chi ha un ISEE più basso riceverà più punti. Saranno favoriti anche disoccupati, pensionati e nuclei familiari numerosi. A parità di punteggio conterà prima l’ISEE più basso e poi l’ordine di arrivo della domanda al protocollo.
Assegnazione per 5 anni, ma non senza regole
L’orto sarà assegnato per cinque anni. La concessione è gratuita, ma per il 2026 è previsto un contributo annuale di 75 euro per le spese di acqua ed energia elettrica.
Il pagamento sarà gestito dall’Associazione Tuscolana Solidarietà ODV, indicata nel bando come affidataria della gestione. L’associazione ha già avuto un ruolo nella storia degli orti sociali cittadini con il progetto “Orto Live”, nato su terreno comunale e finanziato dalla Provincia di Roma.
Cosa si può coltivare e cosa è vietato
Gli orti potranno essere usati per coltivare ortaggi, piccoli frutti e fiori. I prodotti saranno destinati all’uso personale o familiare. È vietato venderli.
Gli assegnatari dovranno tenere pulito lo spazio, rispettare i vicini, non abbandonare rifiuti, non accendere fuochi, non allevare animali e non realizzare manufatti. Vietato anche cedere o affittare l’orto ad altre persone. Dopo tre contestazioni scritte, il Comune potrà revocare l’assegnazione.
Il senso del bando
Il nuovo bando non riguarda solo la coltivazione, gli orti sono pensati come spazi di comunità. Servono a recuperare aree pubbliche, evitare abbandono e vandalismo, favorire socialità e promuovere un rapporto più diretto con la terra.
Per alcune famiglie possono rappresentare anche un piccolo aiuto concreto. Per scuole e associazioni, invece, diventano luoghi dove realizzare progetti educativi, ambientali e inclusivi.
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