Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio ha confermato la scelta di ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) di lasciare dieci slot giornalieri per i voli cargo alla compagnia tedesca DHL, leader mondiale nel settore della logistica e delle spedizioni espresse.
In questa maniera, di fatto, è stato impedito che l’aeroporto di Ciampino diventasse uno scalo interamente dominato da Ryanair. La sentenza porta la data del 27 aprile.
Le contestazioni di Ryanair
La sentenza riguarda la distribuzione degli slot, cioè le autorizzazioni per decolli e atterraggi.
Ryanair contestava la decisione di mantenere una quota di operatività cargo a favore di DHL.
Secondo la compagnia low cost irlandese, quella scelta avrebbe favorito il trasporto merci a danno dei voli passeggeri.
Il TAR del Lazio, però, ha respinto questa lettura. Per i giudici, ENAC ha spiegato in modo sufficiente perché quei dieci slot dovessero restare a DHL.
Nessuna discriminazione contro Ryanair
Uno dei passaggi più significativi della sentenza riguarda i numeri.
Secondo quanto emerge dalla sentenza, come accennato in apertura, Ryanair detiene già il 100% degli slot destinati al trasporto passeggeri e il 98% del totale degli slot dell’aeroporto di Ciampino.
Per il Tribunale, quindi, è difficile parlare di discriminazione ai danni della compagnia irlandese. La quota lasciata a DHL viene considerata limitata e funzionale a garantire anche il servizio cargo.
Riporta esplicitamente la sentenza:
“nessuna discriminazione è stata perpetrata a danno di Ryanair e a beneficio di DHL nell’attribuzione degli slots a Ciampino come dimostrato dai documenti depositati in giudizio”.
Ricorso fermato anche per un vizio formale
Il TAR del Lazio ha dichiarato il ricorso di Ryanair inammissibile anche per un problema legato alla procura conferita agli avvocati.
Il mandato risultava rilasciato a Dublino, ma autenticato da un legale italiano senza la corretta formalità richiesta per gli atti formati all’estero.
Ryanair ha provato a sanare il problema con una nuova procura, ma per i giudici era troppo tardi. Nel processo amministrativo, quel requisito deve essere valido fin dall’inizio.
Perché DHL resta a Ciampino
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La decisione non si è fermata comunque alla questione formale.
Il Tribunale ha affrontato anche il merito e ha ritenuto corretta la posizione di ENAC.
DHL è rimasta l’unica compagnia cargo operativa sullo scalo. Inoltre, il trasferimento completo delle sue attività a Fiumicino non risulta ancora realizzato.
Per questo, secondo il TAR, mantenere dieci slot cargo a Ciampino non è una scelta arbitraria, ma una decisione collegata alla situazione concreta dello scalo.
Ciampino non è solo uno scalo passeggeri
I giudici hanno chiarito un altro punto decisivo: Ciampino non è stato trasformato in un aeroporto esclusivamente passeggeri.
Finché non esiste una scelta ufficiale in questo senso, lo scalo deve poter continuare a ospitare sia voli passeggeri sia voli cargo.
Questa impostazione consente a ENAC di mantenere un equilibrio tra le diverse funzioni dell’aeroporto, senza cancellare del tutto il trasporto merci.
Il precedente sul rumore e la nuova motivazione
La vicenda nasce anche dal problema del rumore aeroportuale.
Su questo tema, in passato, il TAR aveva censurato alcune scelte di ENAC perché non sufficientemente motivate. Ryanair sosteneva che l’ente stesse ripetendo lo stesso errore.
Questa volta, però, i giudici hanno dato una lettura diversa. Secondo la sentenza, ENAC non ha semplicemente prorogato una vecchia deroga, ma ha rivalutato la situazione attuale di Ciampino e ha indicato ragioni concrete.
Le conseguenze economiche per Ryanair
Ryanair dovrà pagare le spese di giudizio a ENAC e DHL, quantificate in 5mila euro ciascuna, oltre agli accessori di legge.
Le spese vengono invece compensate nei confronti dei Ministeri coinvolti, che si erano costituiti solo formalmente. La decisione potrà essere eventualmente impugnata, ma per ora conferma la piena validità delle scelte operate da ENAC.
Una sentenza che pesa sul futuro dello scalo
Il messaggio del TAR è chiaro: Ciampino può restare uno scalo a fortissima presenza Ryanair, ma non per questo deve diventare un aeroporto senza cargo.
La compagnia irlandese conserva una posizione dominante, ma non esclusiva. Per i giudici, i dieci slot assegnati a DHL non alterano l’equilibrio dello scalo e non rappresentano un trattamento ingiusto nei confronti di Ryanair.
Una piccola quota cargo può restare, soprattutto se serve a garantire un servizio ancora presente e non assorbito da Fiumicino.
Ryanair ha facoltà di presentare ricorso al Consiglio di Stato, secondo e ultimo grado della Giustizia Amministrativa, contro tale sentenza di primo grado.
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