Accordo dopo anni di contestazioni
Si conclude con una transazione la vicenda tra il Comune di Aprilia ed Eni Plenitude, relativa a vecchie forniture di energia elettrica e gas risalenti a un contratto attivo fino al 2014.
Negli anni successivi, la società energetica ha più volte richiesto il pagamento di diverse fatture ritenute insolute.
Tali richieste sono state oggetto di contestazione da parte del Settore Finanze del Comune. Gli uffici hanno infatti evidenziato in più occasioni dubbi sulla sussistenza del debito e sulla correttezza degli importi richiesti.
Le cifre indicate nelle diffide inviate nel tempo risultavano inoltre variabili e progressivamente decrescenti.
Il passaggio dei crediti e le nuove richieste
Una parte della vicenda riguarda anche la cessione dei crediti da parte di Eni a BFF Bank. Il Comune aveva provveduto a saldare tutte le fatture oggetto di quella cessione.
Successivamente, però, il contratto tra le due società è stato risolto e i crediti sono tornati nella disponibilità di Eni Plenitude.
A quel punto, la società ha avanzato nuove richieste di pagamento, concentrandosi su sei fatture rimaste insolute. Nel maggio 2025 è arrivata una formale diffida, con la richiesta di saldo degli importi ritenuti ancora dovuti.
Il ricorso alla mediazione
Di fronte al mancato pagamento, Eni Plenitude ha avviato una procedura di mediazione obbligatoria tramite l’organismo ADR Center per ottenere il pagamento di quelle vecchie bollette.
Il Comune di Aprilia ha deciso di aderire alla procedura conciliativa, nominando il proprio difensore. Sono stati fissati diversi incontri tra marzo e aprile 2026 per cercare una soluzione condivisa.
La proposta e l’intesa finale
Durante la mediazione, le parti hanno avviato un confronto basato anche su documentazione prodotta dal Comune. Questo ha portato a una rideterminazione del credito da parte di Eni Plenitude.
L’importo inizialmente richiesto è stato ridotto a poco più di 22 mila euro, a cui si aggiungevano interessi per circa 16.800 euro. Il Comune, però, si è dichiarato disponibile a riconoscere solo la quota capitale.
Alla fine, grazie alla proposta del mediatore, è stato raggiunto un accordo complessivo pari a 25 mila euro. Una cifra considerata equilibrata rispetto alle posizioni delle parti.
I vantaggi economici per il Comune
La scelta di chiudere la controversia in via bonaria è stata valutata come conveniente per l’ente. In caso di giudizio civile, infatti, il Comune avrebbe rischiato di dover pagare una somma significativamente più alta.
Con l’accordo, vengono evitati gran parte degli interessi di mora, con un risparmio stimato in oltre 14 mila euro. Inoltre, le spese legali saranno sostenute da Eni Plenitude, evitando un ulteriore esborso di circa 4.500 euro.
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Nel complesso, il rischio evitato per le casse comunali è stato quantificato in circa 20 mila euro.
La Commissione straordinaria, con i poteri della Giunta, ha approvato all’unanimità l’adesione all’accordo.
La decisione è stata motivata anche dalla necessità di garantire stabilità al bilancio comunale.
L’accordo sarà formalmente sottoscritto davanti all’organismo di mediazione. Le somme saranno pagate utilizzando fondi già previsti nel bilancio di previsione 2026.
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