La chiesa di Santa Marina è presso il vecchio cimitero di Ardea, appoggiata sul fianco di Colle Noce. Questo incastonamento ha portato anche alla scoperta di una antica sepoltura ipogea scavata nel tufo del colle.

Un progetto per salvare un sito storico
L’amministrazione comunale di Ardea ha deciso di partecipare all’avviso pubblico promosso dalla Regione Lazio per il “Piano di Interventi Straordinari” dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale.
Al centro della candidatura c’è il restauro del complesso ecclesiastico di Santa Marina, considerato un bene di alto valore storico.
Il progetto nasce da una necessità concreta. Il sito presenta condizioni di degrado che non possono più essere rinviate.
L’intervento prevede un investimento complessivo di 1.256.067,52 euro. La parte principale, pari a un milione di euro, sarà richiesta alla Regione Lazio. La restante quota, circa 256mila euro, sarà coperta dal Comune di Ardea.
Per sostenere questa spesa, l’ente prevede di accendere un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti o con un altro istituto autorizzato.
L’operazione sarà subordinata alla verifica della capacità di indebitamento e al rispetto dei vincoli di finanza pubblica.

Un complesso tra epoche diverse
Il complesso di Santa Marina è un sistema architettonico stratificato. Racchiude testimonianze che vanno dall’età romana fino ai tempi contemporanei.
Sono presenti ambienti ipogei (sotterranei), probabilmente utilizzati in passato come spazi funerari. Vi sono poi strutture medievali, tra cui la chiesa e una torre.
Nel corso dei secoli, il sito ha subito trasformazioni che ne hanno modificato l’aspetto originario. Questa complessità rappresenta un valore, ma anche una fragilità. La conservazione risulta più difficile.
Le criticità strutturali e ambientali
Lo stato attuale del complesso evidenzia diversi problemi. Tra i principali, fenomeni diffusi di umidità di risalita e infiltrazioni d’acqua. Gli intonaci e le decorazioni sono in forte degrado.
Sono state rilevate anche colonizzazioni biologiche e condizioni microclimatiche non controllate, soprattutto negli ambienti sotterranei.
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Un elemento particolarmente critico riguarda la presenza di gas Radon in concentrazioni elevate. Questo aspetto incide sia sulla conservazione sia sulla sicurezza degli spazi.
Secondo quanto riportato nel progetto, “tali condizioni rendono necessario un intervento organico e non più rinviabile”.

Gli obiettivi dell’intervento
Il piano di restauro mira prima di tutto a fermare il degrado. L’obiettivo è riportare il complesso a condizioni di stabilità e sicurezza. In parallelo, si punta alla valorizzazione e alla riapertura al pubblico.
Tra le azioni previste ci sono il risanamento delle murature e il controllo dell’umidità.
Si interverrà anche sul restauro delle superfici decorate. Particolare attenzione sarà dedicata al miglioramento del microclima negli ambienti ipogei.
Il progetto include inoltre l’adeguamento degli impianti e il superamento delle barriere architettoniche. L’obiettivo è rendere il sito accessibile e fruibile da tutti.
Le soluzioni tecniche
La strategia scelta privilegia interventi rispettosi della struttura storica. Si agirà sulle cause del degrado e non solo sugli effetti. Sono previste tecniche tradizionali affiancate da tecnologie moderne.
Per esempio, verranno realizzati sistemi drenanti per contrastare l’umidità. Le coperture saranno restaurate con materiali compatibili. Gli apparati decorativi saranno oggetto di pulitura e consolidamento.
In alcuni casi si utilizzeranno tecnologie avanzate, come la pulitura laser. Gli impianti saranno a basso impatto visivo. È previsto anche un sistema di illuminazione a LED e soluzioni per la deumidificazione controllata.
Accessibilità e sostenibilità
Una parte importante del progetto riguarda l’accessibilità. Saranno introdotti strumenti per eliminare le barriere architettoniche. Verranno utilizzati anche sistemi di comunicazione digitale accessibili.
Il cronoprogramma prevede una durata complessiva di 36 mesi. Si tratta di un intervento complesso, che richiederà un coordinamento costante anche con la bx, a causa dei vincoli archeologici e paesaggistici.
Durante i lavori, eventuali scavi saranno eseguiti sotto sorveglianza archeologica. Questo per tutelare possibili ritrovamenti non ancora noti.
Santa Marina di Ardea, gioiello di storia e spiritualità
L’edificio sorgerebbe proprio sopra la grotta in cui Santa Marina visse in eremitaggio, un dettaglio che ne accresce il valore simbolico e spirituale.
Costruita nel 1191 per volere di Cencio Savelli, futuro papa Onorio III, la struttura si presenta oggi come il risultato di trasformazioni secolari: da antico sepolcro romano a luogo di culto cristiano.
All’interno, spiccano la tomba a camera trasformata in cripta e i resti di decorazioni che raccontano il passaggio tra epoca romana e medievale, tra cui un suggestivo affresco bizantino dedicato alla santa.
Non meno interessante è la recente scoperta, accanto alla chiesa, di una sepoltura ipogea di età imperiale, con corridoio e arcosolii, testimonianza di un passato ancora in parte avvolto nel mistero e tutto da approfondire.
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