Ma con la famosa legge sulla privacy come la mettiamo? Possono davvero fare questa massa di telefonate, che somiglia tanto all’odiato ‘spam’?
Il ruolo del “promemoria telefonico”
Il servizio affidato si concentra su una fase specifica del recupero crediti: il contatto diretto con i contribuenti.
L’idea è quella di anticipare procedure più rigide, come ingiunzioni o riscossioni coattive, attraverso un semplice promemoria telefonico.
Un approccio che punta a ridurre i tempi e, almeno nelle intenzioni, anche i contenziosi. Perché a volte una chiamata può risultare più efficace di una notifica cartacea lasciata in attesa sulla scrivania.
Il Comune di Aprilia e il “telefono amico” dei tributi
Nel lungo elenco degli strumenti utilizzati dagli enti locali per recuperare le somme non pagate, ad Aprilia si aggiunge quindi ora un elemento molto concreto: il telefono.
L’amministrazione comunale ha autorizzato il subappalto del servizio di “Sollecito Telefonico del Credito”, affidandolo alla società Credit-On Srl. L’importo complessivo dell’operazione è pari a 100mila euro.
L’obiettivo è semplice, almeno sulla carta: ricordare ai contribuenti che i tributi non si dimenticano, anche quando il tempo passa e la memoria selettiva diventa troppo efficiente.
Una catena già lunga di incarichi
Il servizio si inserisce in un quadro già piuttosto articolato. Tutto parte dalla gara pubblica del 2022, quando il Comune di Aprilia ha affidato la gestione del supporto all’Ufficio Tributi a un raggruppamento di imprese.
Capofila iniziale era Geropa Srl, affiancata da M.T. S.p.A. Successivamente, nel 2024, il Comune di Aprilia ha preso atto del passaggio di ramo d’azienda a favore proprio di M.T. S.p.A., che è diventata così uno dei riferimenti principali del servizio.
Una struttura che, a ogni passaggio, sembra più simile a una catena di montaggio amministrativa che a un semplice appalto.
Il lavoro più “umano” delle tasse
Tra le varie attività previste dal contratto, il sollecito telefonico è probabilmente la più diretta. Non ci sono algoritmi complessi o software sofisticati: qui si parla di persone che chiamano altre persone.
Con tono presumibilmente gentile, ma con messaggio piuttosto chiaro: “ci sono tributi da regolarizzare”.
Il Comune di Aprilia ha autorizzato questa fase dopo aver verificato documenti, chiarimenti e procedure. Anche perché, come sempre accade in questi casi, la burocrazia precede la telefonata.
Prima di arrivare al via libera, sono state attivate le verifiche previste dalla normativa antimafia attraverso la Banca Dati Nazionale Antimafia.
Trascorsi i termini previsti, l’ente ha potuto procedere comunque con l’autorizzazione, secondo quanto stabilito dalle regole vigenti. Un passaggio tecnico che si inserisce nel normale iter amministrativo.
Il contratto e le sue regole interne
Il contratto principale prevede già la possibilità di subappalto, fino a un massimo del 30% dell’importo complessivo. In questo caso, il servizio di sollecito rientra nei limiti stabiliti.
Dal punto di vista operativo, il meccanismo è lineare: Credit-On Srl svolge l’attività, ma fattura a M.T. S.p.A., che resta il soggetto principale del rapporto con il Comune.
In altre parole, chi chiama non è chi risponde al contratto finale. Una dinamica tipica del mondo degli appalti pubblici, dove le linee dirette sono rare quanto una giornata in Comune senza proteste di cittadini.
Ma il Comune può telefonare a casa dei cittadini?
In linea generale, un Comune può trattare i dati personali dei cittadini – incluso il numero di telefono – per finalità legate alla gestione dei tributi, ma solo nel rispetto dei principi previsti dal Regolamento UE 2016/679 (GDPR).
Cioè, se avete firmato qualche documento in Comune dove vi hanno fatto mettere la firma per l’autorizzazione per la privacy (quel foglio con tante piccole clausole che non legge mai nessuno) e lì c’era esplicitamente inserita la possibilità di telefonarvi, allora è tutto regolare.
In ogni caso, ciò non significa che l’ente possa liberamente contattare telefonicamente i cittadini per sollecitare pagamenti: il contatto deve essere pertinente, proporzionato e coerente con le finalità istituzionali, oltre che, appunto, previamente comunicato nell’informativa privacy, quando si è acquisito il numero telefonico.
In sintesi, le telefonate non sono vietate in assoluto, ma devono essere giustificate da una base giuridica chiara, rispettare i principi di liceità, correttezza e trasparenza (artt. 5 e 6 GDPR) e non possono sostituire le forme ufficiali di comunicazione previste dalla legge.
La telefonata non ha alcun valore dal punto di vista giuridico. Verrebbe fatta solo come ‘cortesia’ per evitare al cittadino successive comunicazioni ufficiali come raccomandate, PEC o notifiche tramite messo comunale.
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