È questo il punto centrale della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio, che ha dato ragione all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Alberto Bertucci.
Il Tribunale ha infatti confermato l’acquisizione gratuita dell’opera abusiva disposta dal Comune di Nemi nel 2023 e dell’intera area interessata, pari a 1.242 metri quadrati, situata in zona agricola nei pressi del Lago di Nemi.
Cancellata la multa da 20.000 euro
La sentenza non accoglie però tutte le ragioni del Comune di nemi.
Il TAR del Lazio ha annullato la sanzione pecuniaria da 20mila euro che era stata applicata alle proprietarie.
Il motivo riguarda i tempi di entrata in vigore delle norme. Le ordinanze di demolizione risalgono al 2001 e al 2003, mentre la sanzione economica per l’inottemperanza è stata introdotta successivamente. Secondo i giudici, quindi, quella multa non poteva essere applicata retroattivamente.
Da deposito agricolo a opera abusiva
La vicenda nasce da una concessione edilizia rilasciata nel 2001 per realizzare un vano agricolo interrato, destinato a deposito attrezzi.
Secondo il Comune di Nemi, però, l’opera effettivamente realizzata era diversa da quella autorizzata. Non si sarebbe trattato di una semplice variazione, ma di un organismo edilizio differente per forma e volume.
Da qui sono arrivate le ordinanze di demolizione e, anni dopo, il provvedimento di acquisizione al patrimonio comunale.
Perché passa tutto al Comune di Nemi
Le ricorrenti sostenevano che una parte dell’abuso fosse stata demolita e che l’area acquisita dal Comune fosse troppo ampia. Il giudici del TAR del Lazio non hanno accolto questa tesi.
Per evitare l’acquisizione, la demolizione avrebbe dovuto essere completa. Una rimozione solo parziale, secondo i giudici, equivale comunque al mancato rispetto dell’ordine impartito dal Comune.
Inoltre, trattandosi di un’area agricola, il Comune di Nemi ha applicato il criterio del lotto minimo previsto dalla normativa regionale.
Cosa succede ora
Nel concreto, l’area e il manufatto entrano nel patrimonio pubblico comunale. Il Comune di Nemi potrà quindi completare gli adempimenti necessari, compresi quelli catastali e di trascrizione.
Per le proprietarie resta cancellata la multa da 20mila euro, ma non viene meno l’effetto più importante della sentenza: la perdita della proprietà dell’area acquisita.
Certo le proprietarie potrebbero ancora rivolgersi al Consiglio di Stato, per un ulteriore appello, ma l’atto è molto costoso e la possibilità di ribaltare la sentenza è davvero scarsa.
La decisione, comunque, chiarisce anche un punto pratico rilevante: quando un ordine di demolizione non viene eseguito integralmente, il bene abusivo può diventare pubblico.
Ampliamento in vista del centro sportivo?
Resta ora una domanda: se per l’immobile la demolizione è quasi certa, il Comune di Nemi potrebbe almeno utilizzare il terreno, ormai acquisito al patrimonio pubblico, per ampliare il vicino centro canoe?
Una possibilità che trasformerebbe una lunga vicenda edilizia in un’occasione concreta per rafforzare i servizi sportivi e pubblici sul Lago di Nemi.
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