Con una Ordinanza del 29 aprile il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio ha dato ragione ai cittadini e al consigliere comunale di Pomezia Giacomo Castro, che avevano presentato il ricorso.
Sono stati pertanto sospesi gli atti che avevano portato al taglio delle fermate a Campo Ascolano e imponendo al Comune di Roma e ad Atac una nuova valutazione del servizio.
Il TAR ferma il taglio delle fermate
Non è ancora una sentenza definitiva, ma rappresenta un passaggio politico e amministrativo importante.
Il TAR del Lazio ha accolto la richiesta dei ricorrenti e ha congelato gli effetti degli atti contestati.
Al centro della vicenda c’è la linea 07 Atac, il collegamento tra Torvaianica, Campo Ascolano e Ostia.
Per molti residenti non si tratta di una tratta qualunque, è il mezzo che consente di raggiungere la Roma-Lido, le scuole, il lavoro e i servizi essenziali.
La battaglia partita dai cittadini
La vicenda era nata dal basso. Cittadini e residenti, insieme al consigliere di Pomezia Giacomo Castro, avevano deciso di rivolgersi al TAR dopo mesi di incertezza sul futuro del collegamento.
Il ricorso chiamava in causa Roma Capitale e Atac, con l’obiettivo di bloccare il ridimensionamento della linea 7 Torvaianica-Ostia.
Il punto è semplice. Mentre le istituzioni si perdevano in mille discussioni, una parte del territorio rischiava di perdere un servizio fondamentale.
Campo Ascolano poteva ritrovarsi più isolata: per studenti, lavoratori, anziani e famiglie, il taglio delle fermate avrebbe avuto conseguenze concrete nella vita quotidiana.
I giudici: prima valutare l’impatto sulle persone
I giudici hanno riconosciuto proprio questo aspetto. Il mantenimento della linea 7 è utile a garantire gli spostamenti da Campo Ascolano verso la ferrovia Roma-Lido. Da lì molti cittadini proseguono ogni giorno verso Roma, per raggiungere scuole, uffici e luoghi di lavoro.
Per i giudici, l’esigenza di sopprimere le fermate passa in secondo piano rispetto al diritto alla mobilità della popolazione locale.
In altre parole, prima di ridurre un servizio pubblico, Roma Capitale deve valutare davvero l’impatto sulle persone che quel servizio lo usano.
Roma dovrà rivalutare la scelta
Il Tribunale ha chiesto al Dipartimento Mobilità Sostenibile e Trasporti di Roma Capitale di riesaminare la questione. Il termine indicato è di 20 giorni dalla comunicazione o notificazione dell’ordinanza.
Non siamo davanti a una vittoria definitiva, ma lo stop è immediato.
Roma dovrà tornare sulla decisione e tenere conto delle esigenze degli utenti di Campo Ascolano.
Il TAR chiede che restino fermate capaci di servire realmente il quartiere e non solo soluzioni formali sulla carta.
Una prima vittoria, ma la partita resta aperta
La linea 7 era già diventata un caso politico a Pomezia.
La preoccupazione riguardava non solo il destino di alcune fermate, ma il rapporto tra centro e periferia, tra Comuni confinanti e tra cittadini e amministrazioni.
La linea 7 Torvaianica-Ostia è salva, ma solo per ora.
Il TAR tornerà a esaminare la vicenda il 10 giugno. In quella sede potranno arrivare nuove decisioni sulla fase cautelare e anche sulle spese del procedimento.
Per il momento, però, i cittadini segnano un punto importante contro Roma Capitale e Atac.
Non una vittoria definitiva, ma una vittoria concreta, soprattutto per chi, ogni mattina, da Campo Ascolano deve raggiungere Ostia, la Roma-Lido, la scuola o il lavoro.
Dopo Campo Ascolano, il caso Roma 2
Il caso della linea 7 si collega a un’altra tensione sui trasporti a Pomezia.
Nel quartiere Roma 2, i residenti temono la soppressione delle fermate su Viale delle Arti e via Fiorucci, con il servizio spostato sulla sola via Solfarata dal 1° luglio.
Anche lì i cittadini si sono mobilitati con un’assemblea pubblica e una petizione. Il tema è lo stesso: non lasciare indietro i quartieri e non trasformare il trasporto pubblico in un servizio sempre più distante da chi ne ha più bisogno.
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