È l’ultima novità per un’area di oltre 10mila metri quadrati, segnato da una contaminazione di inquinanti nel terreno e nella falda idrica ancora da risolvere. L’obiettivo è ripulire il suolo e riportarlo entro i limiti ambientali previsti.
L’area interessata: oltre 10mila metri quadrati
Il provvedimento del Comune di Ciampino riguarda una superficie complessiva di 10.510 mq.
La parte dove sono stati rilevati superamenti dei limiti di contaminazione è però molto più ridotta: 505 mq.
Non si parla quindi di un intero comparto compromesso, ma di una porzione di terreno da delimitare meglio e bonificare.
L’area in questione è interamente circondata da edifici residenziali.
Inquinamento da mappare
Prima di procedere con gli interventi definitivi, la società dovrà eseguire 18 nuovi punti di indagine.
Serviranno a capire con maggiore precisione dove arriva la contaminazione e quanto materiale dovrà essere rimosso.
È un passaggio importante anche sul piano economico e urbanistico: più chiara sarà la mappa dell’inquinamento, più mirato potrà essere l’intervento di bonifica.
Una procedura più veloce
La scelta del Comune di Ciampino consente alla società di seguire una strada amministrativa più rapida rispetto al percorso ordinario.
In sostanza, il privato può procedere direttamente con un progetto di bonifica del suolo, assumendosi la responsabilità degli interventi e dei dati prodotti. La velocità, però, non elimina i controlli.
ARPA Lazio (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) dovrà verificare gli esiti finali e certificare che il terreno sia rientrato nei parametri richiesti.
Tempi stretti e controlli pubblici
La bonifica dovrà partire dopo una comunicazione formale al Comune di Ciampino e ad ARPA Lazio.
Da quel momento scatteranno i tempi: 18 mesi per concludere gli interventi, con una possibile proroga massima di 6 mesi.
Se i lavori non saranno completati nei tempi o se le analisi finali non saranno positive, la società dovrà tornare alla procedura ordinaria, più lunga e più complessa.
Il nodo della Soprintendenza
Il via libera comunque non è una delega in bianco.
Ogni attività che comporterà scavi o perforazioni dovrà essere concordata con la Soprintendenza archeologica.
È un aspetto non secondario, soprattutto in un territorio come quello di Ciampino e dell’area dei Castelli Romani, dove le trasformazioni del suolo possono incrociare vincoli e presenze storiche.
La bonifica dovrà quindi muoversi tra ambiente, proprietà privata e tutela pubblica.
Cosa cambia per il futuro dell’area
Il punto politico è chiaro: l’ex stazione del gas entra in una fase decisiva. Non è ancora un’area bonificata, né automaticamente pronta per nuovi usi, ma il Comune ha aperto la strada al recupero.
Con l'implantologia computer guidata, alternativa meno invasiva alla classica
Se ARPA Lazio confermerà il rientro nei limiti ambientali, il sito potrà essere utilizzato secondo la destinazione urbanistica vigente. Fino ad allora, la partita resta aperta e tutta da monitorare.
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