Il problema dell’insabbiamento dello stretto canale di collegamento tra il lago di Fogliano e il mare è una questione che si ripropone periodicamente.

Il dragaggio che riapre il canale non ha mai risolto il problema in maniera definitiva. Inoltre, interventi dell’uomo su tratti del litorale limitrofi hanno modificato le correnti che impattano sul litorale e con esse il movimento della sabbia.
Sullo sfondo del problema insabbiamento della Foce del Duca resta infatti aperto anche il tema dell’impatto del pontile della centrale nucleare, rimosso nel 2013, indicato da alcuni cittadini come possibile concausa delle criticità attuali che concorrono all’insabbiamento della foce del Fosso del Duca.

Una nuova fase per affrontare l’insabbiamento
L’assessore Gianluca Di Cocco ha anticipato una settimana intensa sul fronte amministrativo.
“Martedì 5 maggio alle ore 15.15 relazionerò in Commissione congiunta, presieduta dal consigliere Alessandro Porzi e dalla consigliera Pina Cochi, in merito all’incontro che si è svolto tra il sottoscritto, il collega Nasso, l’Ente Parco Nazionale del Circeo e il Comando dei Carabinieri Reparto Biodiversità del Fogliano, sulla problematica della Foce del Duca”.
Al centro del confronto c’è una criticità che da tempo interessa l’area.
“Un confronto importante che ha riguardato il progressivo insabbiamento dell’area, una criticità nota e attesa, che richiede oggi una risposta strutturale e non più emergenziale”.
Il fenomeno dell’accumulo di sabbia alla foce del lago rappresenta infatti un problema ricorrente. Negli anni si è intervenuti più volte con operazioni di dragaggio. Interventi che però non hanno risolto in modo definitivo la situazione.
La proposta di una soluzione definitiva
Nel corso dell’incontro con gli enti coinvolti, l’assessore ha avanzato una proposta operativa.
“Al tavolo ho proposto una soluzione ‘definitiva’, condivisa da tutti i partecipanti, basata su un percorso operativo chiaro e su responsabilità definite per ciascun ente coinvolto”.
L’obiettivo è superare la logica degli interventi tampone. L’amministrazione punta a una pianificazione più ampia.
“L’obiettivo è arrivare in tempi rapidi a interventi strutturali capaci di ripristinare la funzionalità idraulica originaria del lago e garantire una gestione stabile e duratura dell’area”.
Un sorriso più radioso col "Trattamento illuminante" in un solo appuntamento
Si tratta di un passaggio cruciale. La funzionalità della foce incide non solo sull’equilibrio ambientale, ma anche sulla sicurezza idraulica e sulle attività legate al territorio.
Il nodo del pontile e delle correnti
Accanto alle iniziative istituzionali, emergono anche le osservazioni dei cittadini. Alcuni interventi sottolineano la necessità di una gestione attenta delle paratoie: senza un’apertura corretta
“Foce del Duca si richiuderà velocemente”.
Sulla stessa linea un altro utente che richiama l’importanza dei cicli naturali:
“Per rimuovere la sabbia dalla foce e necessario aprire e chiudere le paratoie seguendo i Cicli mareali”.
Tra i punti sollevati emerge anche un elemento più ampio. C’è chi pone una domanda che apre un ulteriore fronte di riflessione:
“Ma come mai da quando è stato tolto il pontile della nucleare si stanno verificando questi insabbiamenti in tutti i moli”.
L’osservazione richiama il possibile impatto delle modifiche strutturali sulla linea di costa. Un aspetto che l’assessore Di Cocco non esclude:
“Capisco l’osservazione ed è un tema che merita attenzione. La rimozione del pontile ha certamente modificato gli equilibri delle correnti e del trasporto dei sedimenti lungo costa, e questo può aver contribuito ai fenomeni di insabbiamento che si stanno registrando nei moli”.
Si tratta di un passaggio significativo. Introduce il tema della dinamica costiera e delle sue trasformazioni nel tempo.
Altri cittadini segnalano che l’impatto sulle correnti non è stato causato dal pontile o dalla sua rimozione. Il problema sarebbe in realtà creato dalla presenza sul fondo dell’enorme tubo che portava l’acqua di raffreddamento della centrale.
Verso studi tecnici più approfonditi
Di Cocco invita però alla cautela. Ogni intervento deve essere valutato con attenzione.
“Proprio per questo è necessario affrontare la questione con un’analisi tecnica approfondita: interventi come l’allungamento dei bracci dei moli possono essere una soluzione, ma vanno valutati con studi specifici per evitare effetti indesiderati su altri tratti di litorale”.
L’approccio indicato è quindi quello della pianificazione tecnica. L’obiettivo resta quello di individuare una soluzione efficace e duratura.
“La priorità è garantire sicurezza, funzionalità dei porti e tutela della costa”,
conclude l’assessore, sottolineando la necessità di un lavoro condiviso tra enti e specialisti.
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