La decisione è arrivata con un atto ufficiale, una Determina dirigenziale del 22 aprile, che chiude la stagione della gestione affidata all’associazione, iniziata nel 2021 e proseguita in proroga provvisoria.
La decisione del Comune di Pomezia
Il provvedimento riguarda la decadenza e revoca del contratto di “Affidamento in concessione del servizio di gestione dell’impianto sportivo di proprietà comunale denominato “La Macchiozza – Campo 1 – Campo 2” sito in Pomezia Via della Macchiozza 5A/5B
Il Comune di Pomezia sostiene che siano venute meno le condizioni per lasciare ancora la gestione all’associazione. Per questo dichiara la decadenza della concessione e dispone il rientro dell’impianto nella disponibilità del municipio pometino.
In concreto, la ASD Pomezia Rugby 1957 dovrà restituire non solo i campi, ma anche immobili, attrezzature, arredi, beni comunali e documenti legati alla gestione.
Il nodo delle utenze non pagate
Il punto più pesante riguarda i pagamenti. Secondo il Comune di Pomezia, l’associazione avrebbe accumulato debiti per utenze energetiche e acqua. Nel documento si parla di mancati pagamenti per 49.172,63 euro, riferiti al periodo tra gennaio 2022 e luglio 2025.
La Determina elenca poi ulteriori somme non saldate, per un totale di 35.132,27 euro. Tra queste compaiono conguagli acqua molto consistenti, relativi a dicembre 2024 e gennaio 2025, oltre a importi riferiti ad altre mensilità.
La garanzia mai arrivata
C’è anche un altro passaggio decisivo. Il Comune di Pomezia richiama una rateizzazione da 16.768,66 euro, che avrebbe dovuto essere coperta da una polizza fideiussoria. In parole semplici, una garanzia economica a tutela dell’ente.
Secondo gli uffici comunali, questa garanzia non sarebbe stata presentata al Comune. Per il municipio, quindi, non c’erano più sufficienti sicurezze sul recupero delle somme dovute. È uno degli ulteriori elementi che ha contribuito alla decisione finale.
I lavori contestati
La vicenda però non è solo economica. Il Comune di Pomezia contesta anche la mancata realizzazione di alcuni interventi previsti nella gestione dell’impianto. Tra questi, la rete parapalloni, il consolidamento dei pali di recinzione, un varco di accesso alla tribuna e la revisione dell’impianto di innaffiamento.
Sono lavori che, secondo l’amministrazione, facevano parte degli impegni assunti dal concessionario. La loro mancata esecuzione viene quindi letta come un’ulteriore rottura del rapporto fiduciario tra Comune e associazione.
Una concessione arrivata al capolinea
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La gestione era partita nel 2021, quando l’impianto venne affidato all’allora ASD Gladiatore Pomezia Rugby. Nel tempo l’associazione ha cambiato denominazione e assetto, diventando ASD Pomezia Rugby 1957.
Il contratto aveva una durata triennale. Al momento della determina, però, la gestione risultava ancora in proroga provvisoria, in attesa della valutazione di una richiesta presentata dall’associazione nel luglio 2025. La decisione del Comune di Pomezia interrompe questo percorso.
Nessun rimborso e possibili richieste danni
Il Comune chiarisce anche un altro punto: non riconoscerà al concessionario decaduto rimborsi per opere eseguite o spese sostenute. Inoltre, l’amministrazione si riserva ulteriori azioni per chiedere eventuali danni e applicare possibili penali previste dal contratto.
È un passaggio politicamente significativo. L’ente non si limita a riprendere l’impianto, ma lascia aperta la porta a una fase successiva, anche economica e legale.
Cosa può succedere adesso
La data da segnare è quella del 15 maggio. Entro quel giorno l’associazione dovrà completare la riconsegna dell’impianto al Comune. Da lì si aprirà una nuova fase.
Resta da capire come il municipio intenderà garantire la continuità delle attività sportive e quale sarà il futuro dei due campi. La scelta potrà passare da una gestione diretta, da un nuovo affidamento o da un’altra soluzione amministrativa.
L’associazione potrà contestare il provvedimento. La determina indica la possibilità di ricorrere al TAR del Lazio entro 60 giorni, oppure al Presidente della Repubblica entro 120 giorni. Resta anche la strada del giudice ordinario per eventuali questioni legate a diritti patrimoniali.
Per ora, però, la decisione del Comune di Pomezia è chiara: la concessione è dichiarata decaduta e “La Macchiozza” deve tornare nelle mani dell’amministrazione comunale.
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