Ai Mondiali del 2026, infatti, l’Italia non sarà in campo, ma sarà rappresentata dall’arbitro Maurizio Mariani.
Il fischietto della sezione di Aprilia è stato scelto tra i direttori di gara della competizione, entrando nella ristretta élite internazionale. Un risultato che porta anche un pezzo di Aprilia sui campi di Stati Uniti, Canada e Messico, nel primo Mondiale davvero itinerante.
La redazione de Il Caffè ha intervistato il presidente della sezione di Aprilia dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA), Giovanni Garito.

Con lui è stato possibile ripercorrere gli inizi della carriera di Mariani, mettendo in luce le qualità che lo hanno portato a emergere e a imporsi ai massimi livelli.
Un percorso fatto di crescita costante, fino a diventare uno dei volti più rappresentativi dell’arbitraggio italiano, nel solco di una tradizione che continua a distinguersi nel panorama internazionale.
Gli inizi a Venezia: l’ascesa di Mariani vista da Garito
Maurizio Mariani è sicuramente uno dei protagonisti della classe arbitrale italiana, tra i più conosciuti. Giovanni Garito lo ha visto crescere e ci ha raccontato i primi momenti della sua carriera:
Maurizio è un classe ’82, quindi anche giovane e già con una carriera di tutto rispetto. La scelta di diventare arbitro l’ha fatta a Venezia, durante la scuola navale. Già a 16 anni quindi la carriera è iniziata di netto. Dopo l’esame ha scelto anche di tornare nel Lazio a Roma.
Ecco che dopo il ritorno nella Capitale un primo piccolo ma importante passo in campo c’è stato:
Ricordo insieme la Coppa Italia Promozione al Flaminio. Un bel ricordo in cui già si vedevano tutte le qualità di un ottimo arbitro.
Giovanni Garito ha poi raccontato i primi fischi di Mariani in categorie sempre più importanti:
Ha fatto una buona gavetta, ma anche rapida dato il talento dimostrato. Prima in Serie D due anni, poi in Serie C. L’esordio in Serie B è stato ad agosto 2011, un Gubbio-Ascoli.
Da quel momento in poi Mariani ha collezionato ben 95 presenze in Serie B. Tutto questo però, senza mai perdere di vista le proprie origini. Il presidente della sezione pontina infatti racconta di un Mariani sempre affettuoso verso Aprilia:
Maurizio ha sempre partecipato attivamente alla sezione di Aprilia, non ha mai dimenticato da dove è partito e come ha iniziato. Alle volte ci è anche venuto a trovare in qualche riunione.

L’esordio in Serie A: tutta la grinta dell’arbitro Mariani
Non poteva mancare il racconto dell’esordio in serie A di un giovane ma deciso Mariani:
L’esordio di Maurizio fu un Chievo-Atalanta del 2013. Una partita vinta dal Chievo per 1-0. Lì è iniziata sicuramente una carriera importante.
Un sorriso più radioso col "Trattamento illuminante" in un solo appuntamento
In quella partita vinse il Chievo Verona per 1-0, con gol di Isaac Cofie. Mariani si distinse per rigore, quattro cartellini gialli, tutti dati con un giusto atteggiamento. Proprio, riguardo questo, Garito ha sottolineato una cosa:
Una caratteristica che distingue Maurizio dal resto è probabilmente la parte atletica, molto definita. Questo però senza escludere un’ottima preparazione tecnica del regolamento e il buon temperamento.
Ecco, il temperamento deve essere una caratteristica fondamentale e ben formata per ogni arbitro. Questo perchè i falli vanno visti, devono essere fischiati quando ci sono e bisogna farlo facendosi rispettare dai giocatori.
Ecco come si forma un arbitro: dalle lezioni al tutor sul campo
Molta curiosità nel capire come avviene anche la formazione di un arbitro che potrebbe giungere nella massima serie:
Prima di tutti c’è un corso arbitro che dura 2 o 3 mesi dove viene spiegato il regolamento e come applicarlo nel dettaglio. Poi, si passa al campo: qui prima si ha un tutor che ti accompagna e supervisiona, poi si inizia da soli con le prime partite.
Inoltre, secondo Giovanni Garito il “segreto” è uno:
Rimane fondamentale fare tanta esperienza, si cresce arbitrando più partite possibili e soprattutto seguendo i consigli giusti come ha fatto Mariani.
Insomma, dietro un buon arbitro si nasconde un percorso fatto di gavetta e formazione, con la speranza anche di formare tanti giovani che come Maurizio Mariani possano arrivare a grandi traguardi.

Mariani e la carriera da arbitro: un predestinato sin dall’inizio
Al presidente Giovanni Garito non è mancata la risposta alla domanda sul momento in cui si reso conto che Maurizio Mariani sarebbe diventato quello che è oggi:
Non ho dubbi sul fatto che Maurizio sia stato da sempre un predestinato. Già da quando eravamo insieme ai campionati regionali, si dimostrò un arbitro di grande qualità, non solo di sostanza.
Inoltre, quando fai una carriera così importante e che può ancora migliorare, diventa semplice montarsi la testa. Lui invece è caratterizzato da grande umiltà, ha una gran voglia di lavorare e mettersi a disposizione.
Bisogna tener presente che la figura dell’arbitro è centrale in una partita e quindi importante. Lui riesce a rendere onore a questo compito.
Per Aprilia è quindi un grande onore avere un arbitro da 18 presenze in Champions League che non di meno ha arbitrato di recente il quarto di finale della competizione tra gli inglesi del Liverpool e i parigini del PSG.
Importanti soddisfazioni anche nell’arbitrare nel 2025 la finale del Mondiale U20 tra Argentina e Marocco e anche la finale di Coppa Italia tra Milan e Bologna, vinta dagli emiliani.
Insomma, ai Mondiali americani manca poco e come sottolineato da Giovanni Garito, anche un po’ di Aprilia calcherà i prati della competizione.
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