Le due ordinanze, emesse ad aprile 2026, riguardano casi distinti ma con un elemento comune. In entrambi i procedimenti, promossi dai genitori dei minori, il Tribunale ha accertato una condotta ritenuta lesiva dei diritti degli studenti disabili da parte del Comune di Ardea.
Il tribunale stabilisce più ore di sostegno a due studenti disabili di Ardea
Nel primo caso, il giudice ha stabilito che il minore ha diritto a 22 ore settimanali di sostegno didattico e a 12 ore di assistenza specialistica.
Nel secondo caso, invece, è stata ordinata l’assegnazione di 9 ore settimanali di assistenza OEPAC (Operatore Educativo per l’Autonomia e la Comunicazione) e 9 ore di assistenza CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa).
In entrambi i provvedimenti si legge che il Tribunale “accerta e dichiara la natura discriminatoria della condotta posta in essere” dall’amministrazione comunale di Ardea.
È stato inoltre disposto che tali servizi vengano garantiti non solo per l’anno scolastico in corso, ma anche per quelli successivi, salvo eventuali aggiornamenti nei piani educativi individualizzati.
Il Comune di Ardea si oppone
Dopo aver ricevuto le ordinanze, gli uffici comunali di Ardea hanno avviato una valutazione interna. Il settore economico-finanziario ha espresso parere favorevole alla possibilità di presentare reclamo.
Sulla base di queste valutazioni, la giunta ha deliberato all’unanimità di procedere con l’impugnazione. L’obiettivo dichiarato è quello di “difendere le ragioni dell’Ente” e tutelare la propria posizione nei giudizi.
La decisione non sospende automaticamente gli effetti delle ordinanze, ma apre una nuova fase giudiziaria in cui saranno rivalutate le questioni sollevate.
Assistenza scolastica e diritti degli studenti disabili
Il tema al centro della vicenda è quello del sostegno scolastico e dell’assistenza agli studenti disabili e con bisogni educativi speciali (BES). Le ordinanze del Tribunale intervengono proprio su questo punto, sottolineando l’importanza di garantire servizi adeguati.
Nel primo provvedimento, il giudice parla esplicitamente di “cessazione del comportamento pregiudizievole”, indicando come soluzione l’aumento delle ore di sostegno e assistenza.
Nel secondo caso, oltre a stabilire le ore di supporto, il Comune di Ardea è stato anche condannato al pagamento delle spese legali.
Con la delibera approvata, il Comune ha dato mandato agli uffici di individuare un legale esterno che seguirà il contenzioso. L’ente, infatti, non dispone di un’avvocatura interna.
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