Il via libera arriva con la determinazione comunale n. 548 del 30 aprile, che chiude positivamente la Conferenza dei servizi. L’impianto avrà una potenza di 4.468,75 kWp, cioè circa 4,5 MegaWatt, cioè un impianto di circa 7.000/8.000 pannelli che può mediamente alimentare il consumo di energia elettrica di circa 2.000 famiglie.
Quanto sarà grande e quando potrà partire
La scheda progettuale identifica l’impianto come “Pomezia Sea Way” e indica una superficie di circa 7,7 ettari, con terreni a destinazione agricola e collegamento in cavidotto interrato.
L’atto comunale stabilisce che i lavori dovranno iniziare entro due anni dalla pubblicazione sul B.U.R. Lazio e concludersi entro tre anni dall’avvio.
Il Sì del Comune di Pomezia, ma con prescrizioni
Il Comune di Pomezia non ha concesso però un via libera in bianco.
La società proponente, NV Fotovoltaico Anagni Campo Volo Srl, dovrà pubblicare l’avviso sul Bollettino regionale, presentare compensazioni territoriali (non ancora determinate) pari ad almeno il 2,5% dei proventi dell’attività, garantire la manutenzione dell’impianto e depositare una fideiussione per la futura dismissione.
Sono previste anche opere di mitigazione verde e una relazione agronomica prima dell’avvio dei lavori.
Il nodo dell’area agricola
Il punto più delicato è la localizzazione. L’intervento ricade in area agricola, ma il Comune di Pomezia lo ritiene compatibile con la pianificazione vigente e inserito in area “idonea” secondo la normativa sulle rinnovabili, anche per la vicinanza a una zona a destinazione industriale.
Nel procedimento è stato richiamato anche un precedente del TAR del Lazio sulla possibilità di considerare idonee aree vicine a cabine elettriche primarie.
Scavi sotto controllo archeologico
Il progetto non riguarda solo l’installazione dei pannelli fotovoltaici. Le opere di connessione e gli elettrodotti comporteranno scavi e movimentazione di terra.
Per questo la Soprintendenza ha imposto la presenza di un archeologo qualificato durante le attività. In caso di ritrovamenti o interferenze, potranno essere richiesti ulteriori accertamenti e perfino modifiche al progetto. È uno dei passaggi più concreti per capire tempi e complessità del cantiere.
TAnti impianti fotovoltaici a Pomezia
La nuova autorizzazione si inserisce in una partita già aperta da mesi. La stampa ha raccontato diversi casi: dal progetto “Pomezia Rossi” a Santa Procula, circa 15 ettari e quasi 15mila pannelli, al contestato impianto di Campo Jemini, da circa 10 ettari e 10mila pannelli, su cui il Consiglio comunale aveva espresso contrarietà.
Più di recente, si è parlato anche del maxi fotovoltaico “Solforatelle”, vicino al Lago degli Innamorati.

Una questione che resta aperta
Con l'implantologia computer guidata, alternativa meno invasiva alla classica
Il caso di Via del Mare conferma il tema centrale per Pomezia: non se fare o meno energia pulita, ma dove e come realizzarla.
Nel novembre 2025 Il nostro giornale raccontava il ritorno in Commissione del regolamento comunale sugli impianti fotovoltaici e sulle fonti rinnovabili, proprio per fissare criteri più chiari su aree agricole, compensazioni e garanzie per il territorio.
Resta da vedere quali compensazioni saranno proposte al Comune di Pomezia, come verranno organizzati gli scavi e quali controlli accompagneranno l’opera.
Per i cittadini, la notizia è abbastanza ‘semplice’: un nuovo impianto fotovoltaico a terra si aggiunge alla mappa energetica di Pomezia, questa volta lungo Via del Mare.
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