La vicenda, ora, è destinata a proseguire davanti al Consiglio di Stato, che è l’ultimo grado della giustizia amministrativa, dove i proprietari hanno presentato ricorso.
Un nuovo capitolo di un contenzioso che va avanti da anni e che riguarda il futuro di una delle strutture più conosciute del litorale pometino.
Il Comune di Pomezia ha deciso il 5 maggio di costituirsi al Consiglio di Stato per difendere la propria decisione con la nomina di un difensore di fiducia.
Il cuore del contenzioso: concessione e opere contestate
Al centro della lite ci sono la concessione demaniale marittima e alcune opere realizzate all’interno del complesso balneare.
La società La Perla Nera aveva cercato di difendere la propria posizione anche richiamando una vecchia istanza di condono edilizio, presentata nel 1987, relativa ad alcune strutture accessorie dello stabilimento.
Il Comune di Pomezia, però, nel 2020 ha adottato provvedimenti molto pesanti: decadenza dalla concessione, ‘No’ al condono e ordine di demolizione delle opere ritenute abusive.
Il vecchio parere del 2008 e il nuovo scontro
Uno dei punti più discussi riguarda un atto comunale del 2008, che secondo la società avrebbe avuto valore di parere favorevole sotto il profilo paesaggistico.
Per La Perla Nera, quel documento avrebbe dovuto pesare nel procedimento di condono e avrebbe potuto cambiare l’esito della vicenda.
Il Comune di Pomezia, invece, ha successivamente annullato quell’atto in autotutela, sostenendo che non potesse bastare a superare i problemi edilizi e paesaggistici emersi nel tempo.
Cosa ha detto il Tribunale
Il TAR del Lazio, a novembre 2025, non è entrato fino in fondo nel merito della natura giuridica del vecchio atto del 2008.
Ha dichiarato il ricorso de La Perla Nera inammissibile, spiegando che anche un eventuale annullamento dell’atto comunale del 2022 non avrebbe cambiato la situazione concreta della società.
Secondo i giudici il motivo era che il diniego di condono era già stato adottato nel 2020 e la Soprintendenza non aveva espresso un parere favorevole necessario alla sanatoria.
Cosa rischia La Perla Nera
Ora il rischio concreto, per la struttura, è perdere definitivamente la possibilità di gestire l’area demaniale con spiaggia, bar e ristorante.
La battaglia giudiziaria serve quindi a tentare di ribaltare o limitare gli effetti della decadenza dalla concessione e degli atti collegati.
Un sorriso più radioso col "Trattamento illuminante" in un solo appuntamento
Non si tratta solo di una questione formale: in gioco c’è la continuità di un’attività balneare conosciuta e frequentata, inserita da anni nel tessuto turistico e commerciale di Torvaianica.
Una struttura nota sul litorale pometino
La Perla Nera è uno stabilimento balneare legato all’immagine tradizionale del litorale di Torvaianica: spiaggia attrezzata, servizi per i bagnanti, ristorante e bar.
È una di quelle strutture che, soprattutto nella stagione estiva, contribuiscono alla vita economica della costa pometina.
Proprio per questo la vicenda non riguarda soltanto carte bollate e provvedimenti amministrativi, ma interessa anche utenti, lavoratori, operatori turistici e residenti.
Scontro tra Comune e concessionari
Il caso La Perla Nera si inserisce in un tema più ampio: quello delle concessioni balneari, dei controlli sugli abusi edilizi e della tutela paesaggistica lungo il litorale.
I Comuni devono garantire il rispetto delle regole su aree pubbliche e delicate dal punto di vista ambientale; gli operatori, dall’altra parte, cercano di difendere investimenti, attività economiche e continuità aziendale.
È proprio in questo equilibrio difficile che si colloca lo scontro tra la società e il Comune di Pomezia.
Ora la parola ai giudici d’appello
Dopo le decisioni già arrivate davanti al TAR, la vicenda passa quindi ora al vaglio dei giudici del Consiglio di Stato.
Sarà questo tribunale a valutare se gli atti comunali possano reggere oppure se vi siano profili da rivedere.
Fino ad allora, il caso resta aperto e continua a rappresentare uno dei dossier più delicati per il litorale di Torvaianica: una controversia in cui si intrecciano turismo, concessioni pubbliche, urbanistica e tutela del territorio.
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