Una contestazione che è stata avviata da una interrogazione parlamentare, per poi essere ripresa dal Ministero dell’Ambiente e infine gestita dalla Regione Lazio.
Ora la Zappone dovrà decidere quale tenere e quale lasciare tra le due cariche istituzionali.
Interrogazione parlamentare con varie accuse
L’interrogazione parlamentare è stata presentata dal Movimento 5 Stelle che ha portato all’attenzione del Governo il doppio incarico di Emanuela Zappone.
Nel documento presentato alla Camera, due deputati chiedono al Ministero dell’Ambiente chiarimenti sulle verifiche effettuate prima della nomina e sulla possibile incompatibilità tra i due ruoli.
Primo firmatario è Sergio Costa, ex ministro dell’Ambiente ed esponente del Movimento 5 Stelle, insieme alla collega Ilaria Fontana.
Il Ministero dell’Ambiente, dal canto suo, ha inviato un parere alla Regione Lazio in cui sollecita la Zappone a scegliere quanle mantenere tra le due cariche.
Ricostruiamo la vicenda
Al centro della vicenda c’è Emanuela Zappone, esponente di Fratelli d’Italia, che attualmente ricopre contemporaneamente la carica di Presidente del Parco Nazionale del Circeo e quella di Consigliera regionale del Lazio.
Zappone è entrata nel Consiglio regionale dopo la sospensione del consigliere Enrico Tiero, coinvolto in un’inchiesta per corruzione. La nomina a Presidente del Parco del Circeo era invece arrivata in precedenza.
Il conflitto d’interessi
Nel testo dell’interrogazione i parlamentari evidenziano come il ruolo di presidente di un ente parco nazionale sia considerato un incarico di vertice all’interno di un ente pubblico non economico. Un ruolo che comporta responsabilità amministrative, gestionali e finanziarie rilevanti.
Per questo motivo Costa e Fontana sollevano dubbi sull’opportunità politica della contemporanea presenza di Zappone nel Consiglio regionale del Lazio.
Secondo i deputati, infatti, potrebbero emergere situazioni di potenziale conflitto di interessi, considerando che la Regione Lazio esercita funzioni di indirizzo e controllo in materie che riguardano anche l’attività del Parco Nazionale del Circeo.
Nell’interrogazione si sottolinea inoltre che l’Ente parco intrattiene rapporti istituzionali continui con la Regione Lazio per la gestione dell’area protetta.
Un elemento che, secondo gli esponenti del Movimento 5 Stelle, renderebbe necessario chiarire eventuali profili di incompatibilità.
Il riferimento alla condanna della Corte dei Conti
Un altro passaggio centrale dell’atto riguarda il passato amministrativo di Zappone. I parlamentari ricordano che l’attuale presidente del Parco del Circeo è stata componente del Consiglio di amministrazione di un’azienda speciale del Comune di Terracina.
Sempre secondo quanto riportato nell’interrogazione, la stessa Zappone sarebbe stata destinataria di una sentenza della Corte dei Conti che avrebbe confermato, “seppur in via sussidiaria”, una condanna per danno erariale.
Proprio su questo aspetto Costa e Fontana chiedono al Ministero dell’Ambiente anche se, al momento della nomina, siano stati acquisiti e valutati tutti gli elementi relativi alla vicenda contabile.
I deputati chiedono inoltre se il Ministro abbia effettuato verifiche specifiche sull’assenza di cause di incompatibilità o conflitto di interessi prima di conferire l’incarico.
La questione dei rimborsi carburante
L’interrogazione richiama anche alcune informazioni pubblicate dal quotidiano “Domani” riguardo ai rimborsi spese percepiti dalla presidente del Parco del Circeo.
Nel testo si parla di rimborsi per carburante che in alcuni mesi si sarebbero avvicinati ai mille euro. Circostanze rispetto alle quali, secondo quanto riportato nell’articolo citato dai parlamentari, Zappone avrebbe respinto ogni contestazione.
La Presidente del Parco avrebbe definito le polemiche “cattiverie stupide”, aggiungendo che sarebbe “tutto pubblico e previsto nello statuto”.
Sempre secondo quanto riportato nell’interrogazione parlamentare, Zappone avrebbe anche rivendicato di aver sempre vissuto del proprio stipendio da “umile dipendente provinciale”, ridimensionando il peso della condanna contabile.
Su questo fronte Costa e Fontana chiedono al Ministero se siano in corso verifiche oppure se il Governo intenda avviarne nell’ambito delle attività di vigilanza sull’uso delle risorse pubbliche da parte dell’ente parco.
Le richieste rivolte al Governo
L’interrogazione chiede anche al Ministero dell’Interno di introdurre criteri più rigorosi in materia di integrità amministrativa e assenza di condanne contabili per accedere a ruoli di questo tipo.
Secondo i parlamentari, l’obiettivo dovrebbe essere quello di rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni che si occupano della tutela ambientale e della gestione delle aree protette.
Al momento l’interrogazione risulta “in corso” e si attende la risposta del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.
La Regione Lazio accerta l’incompatibilità
Ora il presidente del Consiglio regionale Antonello Aurigemma dovrà mettere in calendario una seduta per prendere atto dell’incompatibilità tra le due cariche di Consigliere regionale e di Presidente dell’ente Parco da parte di Zappone, così come stabilito dalla giunta per le elezioni.
La Consigliera e Presidente avrà poi 15 giorni di tempo per decidere quale carica mantenere.
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