Con un’ordinanza firmata dal sindaco, vengono vietati i contatti e gli accordi tra clienti e persone dedite alla prostituzione su tutto il territorio comunale di Anzio, con particolare attenzione alle aree considerate più esposte al fenomeno.
Previste sanzioni amministrative fino a 500 euro e controlli rafforzati da parte delle forze dell’ordine.
Il provvedimento del Comune di Anzio sulla prostituzione in strada
L’ordinanza nasce dalla volontà dell’amministrazione di Anzio di contrastare episodi legati all’esercizio della prostituzione su strada che, secondo quanto riportato nell’atto, incidono sulla sicurezza urbana, sulla vivibilità dei quartieri e sulla tranquillità dei residenti.
Il documento richiama numerose segnalazioni arrivate dai cittadini e descrive una situazione che, in alcune zone della città, avrebbe assunto dimensioni tali da generare disagio e allarme sociale.
Il provvedimento resterà in vigore fino al 30 settembre 2026. Alla scadenza sarà effettuata una valutazione con le forze dell’ordine per verificare l’efficacia delle misure adottate.
Stop ai contatti con le prostitute in strada
L’ordinanza introduce un divieto molto ampio. Non sarà consentito “contattare soggetti dediti alla prostituzione ovvero concordare con le stesse prestazioni sessuali a pagamento”.
Vietato anche “intrattenersi, anche solo per chiedere informazioni” con persone che esercitano l’attività di meretricio o che manifestino l’intenzione di esercitarla.
Particolare attenzione viene riservata agli automobilisti. La violazione scatterà anche in caso di semplice fermata del veicolo finalizzata al contatto con le prostitute. L’eventuale salita a bordo dell’auto di una persona dedita al meretricio sarà considerata “conferma palese” della violazione.
Per chi non rispetterà le disposizioni è prevista una sanzione amministrativa da 25 a 500 euro. L’importo indicato per il pagamento in misura ridotta è fissato a 150 euro. Gli agenti potranno inoltre procedere al sequestro cautelare di eventuali beni utilizzati per commettere la violazione.
Le motivazioni dell’ordinanza anti-prostituzione del Comune di Anzio
Nel testo dell’atto il Comune di Anzio collega il fenomeno della prostituzione su strada a problemi di sicurezza urbana e ordine pubblico. L’amministrazione sottolinea come in alcune aree cittadine si registrino frequentemente schiamazzi notturni, alterchi, rallentamenti del traffico e situazioni di degrado.
Secondo quanto riportato nell’ordinanza, “l’occupazione forzosa della strada e dei marciapiedi da parte delle prostitute comporta, per i residenti prossimi a tali aree, la grave compressione della libertà di movimento e della legittima aspettativa di quieto vivere”.
Tra gli episodi segnalati vengono citati “grida e schiamazzi”, “aggressioni verbali o fisiche”, rumori provocati dalle auto dei clienti e accumulo di rifiuti nelle zone interessate dal fenomeno.
L’atto evidenzia inoltre il timore di un aumento di reati collegati alla prostituzione, come spaccio di droga, violenze, risse e sfruttamento. Il Comune sostiene che tali situazioni rischiano di compromettere la convivenza civile e la percezione di sicurezza da parte dei cittadini.
Sicurezza urbana e decoro
Nel provvedimento vengono richiamate le norme nazionali che attribuiscono ai sindaci poteri straordinari in materia di sicurezza urbana. L’ordinanza richiama il principio secondo cui la sicurezza non riguarda soltanto la prevenzione dei reati, ma anche la tutela della vivibilità delle città e del decoro urbano.
L’amministrazione sottolinea il legame tra sicurezza pubblica e qualità della vita nei quartieri. Nel testo si legge infatti che il fenomeno “ingenera, nei cittadini, un comune sentimento di allarme sociale” e ostacola “il mantenimento delle condizioni di vivibilità della collettività”.
Tra le motivazioni viene citata anche la necessità di tutelare l’attività turistica e l’immagine della città, evitando che il fenomeno possa ulteriormente estendersi.
L’ordinanza ha carattere temporaneo. Dal primo ottobre 2026 il Comune valuterà insieme alle altre forze dell’ordine gli effetti concreti delle misure introdotte, per verificare se il provvedimento abbia contribuito a ridurre il fenomeno della prostituzione su strada e le problematiche collegate.
C’è da dire che ordinanze analoghe sono state emesse anche negli anni passati, ma non sembra che il fenomeno sia diminuito.

























