Non si tratta ancora dell’approvazione definitiva, ma di un passaggio molto importante: la Regione Lazio ha avviato la consultazione pubblica nell’ambito della Valutazione Ambientale Strategica, la cosiddetta VAS.
Tradotto: prima che il Piano arrivi al traguardo finale e venga approvato in modo definitivo, chiunque abbia interesse può leggere gli atti e inviare osservazioni scritte alla Regione Lazio.
Ora si apre la fase delle osservazioni
L’avviso è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio del 5 maggio. Da quella data decorrono 45 giorni per partecipare alla consultazione.
In concreto, oggi restano poco più di 40 giorni per intervenire. La scadenza indicativa è il 19 giugno. Entro quel termine cittadini, comitati, associazioni, enti locali, professionisti e imprese possono inviare contributi, critiche, richieste di modifica, dati tecnici o osservazioni ambientali sul Piano e sui suoi effetti.
Dove inviare la PEC
Le osservazioni devono essere presentate in forma scritta e inviate a entrambe le autorità indicate nell’avviso regionale.
La prima è l’Autorità competente VAS, alla PEC: [email protected].
La seconda è l’Autorità procedente, cioè la Direzione regionale Ambiente, alla PEC: [email protected].
È consigliabile inviare lo stesso testo a entrambi gli indirizzi, indicando chiaramente nell’oggetto: “Osservazioni al Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti 2026-2031 – VAS”.
Cosa può scrivere un cittadino
Non serve per forza essere tecnici o avvocati. Una osservazione può riguardare l’impatto dell’inceneritore Acea di Santa Palomba sul territorio, la qualità dell’aria, il traffico dei camion, la salute pubblica, la distanza dalle abitazioni, la coerenza con la raccolta differenziata o il consumo di suolo.
Si possono anche segnalare alternative: più riciclo, più riduzione dei rifiuti, più impianti per l’organico, meno smaltimento. L’importante è essere chiari, indicare nome e riferimenti, e spiegare perché si chiede una modifica.
Il ruolo centrale di Santa Palomba
Nel nuovo Piano, Santa Palomba diventa uno dei punti più delicati dell’intera strategia regionale.
L’impianto Acea viene collegato alla gestione dei rifiuti di Roma, che viene trattata come un ambito separato dal resto del Lazio. Questo significa che la Capitale avrà un suo percorso specifico, già impostato dal Piano commissariale.
Per i cittadini dell’area sud di Roma e dei Castelli Romani, però, la questione resta concreta: dove andranno i rifiuti, quanti camion passeranno, quali emissioni ci saranno e quali controlli saranno previsti.
Il Lazio diviso in due ATO
Con l'implantologia computer guidata, alternativa meno invasiva alla classica
Il Piano regionale dei rifiuti del Lazio propone anche una nuova divisione degli Ambiti Territoriali Ottimali, gli ATO.
Finora il sistema era basato su cinque ambiti provinciali.
La proposta, invece, prevede due grandi aree: ATO 1, cioè tutto il Lazio esclusa Roma Capitale, e ATO 2, cioè solo Roma.
È una scelta pesante dal punto di vista amministrativo, perché cambia il modo in cui verranno programmati raccolta, impianti, trattamento e smaltimento dei rifiuti nei prossimi anni.
L’enorme contraddizione
La Regione Lazio indica anche alcuni obiettivi generali: arrivare al 72,3% di raccolta differenziata nel Lazio e ridurre la produzione dei rifiuti del 9,1% rispetto al 2022.
Sono numeri ambiziosi.
Ma la domanda posta da molti cittadini è semplice: se si punta davvero su meno rifiuti e più riciclo, a cosa dovrebbe servire un inceneritore così grande?
È proprio su questo punto che la fase delle osservazioni può diventare decisiva, perché consente di mettere per iscritto dubbi, proposte e contestazioni.
Perché questa consultazione conta
La consultazione pubblica non è una semplice formalità. Le osservazioni entrano nel procedimento di Valutazione Ambientale Strategica e devono essere esaminate prima della conclusione dell’iter.
Non significa che ogni richiesta verrà accolta, ma significa che la Regione Lazio dovrà confrontarsi con i contributi ricevuti.
Per questo comitati, associazioni e cittadini contrari all’inceneritore Acea di Santa Palomba hanno ora una finestra precisa per intervenire nel procedimento, prima dell’approvazione definitiva del Piano.
Ma scaduti questi giorni sarà poi difficile inserirsi con una opposizione nell’iter burocratico e rimarrebbero solo i tribunali.
Dove leggere i documenti
La proposta di Piano, il Rapporto Ambientale e la Sintesi non tecnica sono consultabili sul sito della Regione Lazio, nella sezione dedicata alla pianificazione dei rifiuti, e nella pagina regionale sulla Valutazione Ambientale Strategica.
La documentazione è indicata anche negli albi pretori della Città Metropolitana di Roma Capitale e delle Province di Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo.
Prima di inviare la PEC, conviene leggere almeno la Sintesi non tecnica: è il documento più accessibile per capire gli effetti principali del Piano.
La posta in gioco
Il tema non riguarda solo Santa Palomba. Il nuovo Piano Rifiuti del Lazio disegna il sistema dei prossimi anni: raccolta differenziata, riciclo, impianti, discariche, trattamento dell’umido e recupero energetico. Ma l’inceneritore Acea resta il simbolo della partita più discussa.
Da una parte la Regione Lazio punta a chiudere il ciclo dei rifiuti e ridurre la dipendenza da impianti fuori regione, dall’altra, cittadini e territori chiedono garanzie, alternative e trasparenza, specie in tema di consumi idrici di questo mega forno brucia rifiuti in un’area colpita da 17 anni da una crisi idrica tanto feroce quanto irreversibile. Ora la parola passa anche a loro.























