Il documento, presentato dalla deputata Ilaria Fontana, puntava a riaprire il confronto su un’infrastruttura discussa da decenni per costi, impatto ambientale e sostenibilità del progetto.
Il No del Governo all’ordine del giorno sulla Cisterna-Valmontone
La Camera dei Deputati ha esaminato l’ordine del giorno presentato dalla parlamentare Ilaria Fontana durante la seduta del 6 maggio 2026.
Il documento chiedeva al Governo una “complessiva rivalutazione delle priorità infrastrutturali relative al collegamento autostradale Cisterna-Valmontone”.
Tra i punti centrali figurava anche la possibilità di destinare parte dei fondi previsti per la realizzazione della bretella autostradale ad interventi per la sicurezza del territorio, il contrasto al dissesto idrogeologico e la manutenzione della viabilità esistente.
L’ordine del giorno è stato però respinto dal Governo, che non ha accolto gli impegni richiesti.
Un’opera discussa da oltre sessant’anni
Nel testo si ripercorre la lunga storia del progetto Cisterna-Valmontone. L’idea del collegamento autostradale risale infatti agli anni Sessanta, ma l’infrastruttura era stata immaginata in un contesto economico e territoriale molto diverso da quello attuale.
Successivamente, nel 2001, il progetto venne inserito nella programmazione nazionale attraverso una delibera CIPE che prevedeva gli interventi “Pontina-A12-Appia” e il collegamento “Cisterna-Valmontone”.
Oggi le due opere risultano riunite nel cosiddetto “Corridoio intermodale Roma-Latina e collegamento autostradale Cisterna-Valmontone”.
Un sistema infrastrutturale che comprende circa 100 chilometri di tratte autostradali e ulteriori opere collegate per circa 56 chilometri.
Secondo i dati riportati nell’atto parlamentare, il costo complessivo stimato dell’intervento ha raggiunto quota 2 miliardi e 311 milioni di euro aggiornati al 31 agosto 2023.
Le criticità ambientali e il consumo di suolo
Tra gli aspetti evidenziati nell’ordine del giorno respinto c’erano le criticità ambientali e territoriali legate alla realizzazione della bretella.
Nel documento si sottolinea che il progetto definitivo sarebbe ancora in fase di aggiornamento per adeguarsi alle modifiche normative intervenute negli anni, comprese quelle in materia antisismica e paesaggistica.
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La deputata Ilaria Fontana ha inoltre richiamato le perplessità emerse in sede parlamentare riguardo alla “vetustà del progetto” e ai cambiamenti ambientali avvenuti nel territorio nel corso del tempo.
Uno dei passaggi centrali del testo riguarda il possibile impatto dell’opera.
Nell’ordine del giorno si legge infatti che
“la realizzazione della bretella Cisterna-Valmontone rischia di determinare un grave impatto paesaggistico, ambientale e agricolo, oltre a un significativo consumo di suolo”.
Secondo il documento, non sarebbe stata valutata in modo sufficiente l’alternativa rappresentata dal potenziamento e dalla messa in sicurezza della viabilità già esistente.
La richiesta di spostare le risorse sulla sicurezza del territorio
L’atto parlamentare collegava il tema della nuova autostrada anche agli interventi contro il dissesto idrogeologico.
Nel testo viene ricordato che il provvedimento in discussione incrementa le risorse destinate agli interventi urgenti per la difesa del suolo e la sicurezza territoriale negli anni 2026, 2027 e 2028.
Da qui la richiesta di destinare prioritariamente le risorse pubbliche disponibili verso opere considerate più urgenti.
Tra queste figurano manutenzione del reticolo idraulico, consolidamento dei versanti, prevenzione del rischio idrogeologico e sicurezza delle strade esistenti, soprattutto nei territori del Lazio maggiormente esposti a criticità ambientali.
L’ordine del giorno chiedeva inoltre al Governo di riferire alle Camere sullo stato di aggiornamento progettuale, autorizzativo e finanziario della Cisterna-Valmontone.

























