Al centro dello scontro ci sono i confini tra area privata e spiaggia demaniale, ossia dello Stato: per il Comune di Pomezia tutti i circa 6mila mq di spiaggia gestiti in passato dallo stabilimento Miami devono essere rilasciati, visto che la concessione è decaduta e l’area è pubblica.
Per il privato, parte di quell’area è di sua proprietà. Il Comune di Pomezia, pertanto, si prepara alla nuova battaglia legale al Tribunale civile di Velletri e affida la propria difesa all’avvocato Damiano Carletti.
La nuova mossa: si va davanti al giudice civile
La novità emerge da una Determinazione comunale. L’atto comunale conferisce l’incarico al legale per assistere l’Ente nel ricorso per accertamento tecnico promosso dallo Stabilimento Miami Snc
per determinare correttamente le delimitazione della proprietà privata dei ricorrenti rispetto alla fascia demaniale dello Stato.
In parole semplici, i ricorrenti chiedono al giudice civile di Velletri di verificare con precisione dove finisca la proprietà privata e dove inizi il demanio, ossia la spiaggia pubblica. Una verifica tecnica che, se favorevole alle loro tesi, potrebbe riaprire almeno una parte del confronto sulle aree contestate.
La disputa sulla particella catastale
Con una sentenza pubblicata il 4 aprile del 2025, il TAR Lazio aveva respinto il ricorso dello stabilimento contro l’ordinanza di rilascio e sgombero dell’area demaniale marittima, causata dalla scadenza della concessione balneare.
L’ordinanza riguardava la concessione n. 38/2002, estesa per circa 6mila metri quadrati, sul litorale di Torvaianica.
Per i giudici amministrativi, lo sgombero era conseguenza della precedente decadenza della concessione, scaduta nel 2019.
Nella sentenza i giudici però parlano anche del tema della proprietà di una specifica particella catastale, la numero 382, ovvero del
terreno attualmente adibito a parcheggio e formante parte della concessione demaniale, assentita alla ‘STABILIMENTO MIAMI’ s.n.c.”.

L’Agenzia del Demanio intanto ha dichiarato di aver presentato
“formale istanza di correzione delle intestazioni catastali dei beni demaniali distinti al fg. 25 p.lla 382, erroneamente attribuite ai privati, con conseguente attribuzione della corretta intestazione al Demanio Pubblico dello Stato”.
La battaglia vera è sui confini
Il punto su cui lo stabilimento insiste quindi è delicato: non tutta l’area, secondo la sua posizione, sarebbe davvero demaniale, ma una porzione sarebbe privata. E per questo è in corso una disputa giudiziaria presso il Tribunale di Velletri.
Per difendersi il Comune di Pomezia ha quindi stanziato 4.328 euro, cifra comprensiva di spese, IVA e oneri professionali.
L’incarico è stato affidato allo stesso avvocato che aveva già seguito l’Ente in altri procedimenti collegati alla vicenda.
La scelta segnala che Pomezia considera il dossier ancora sensibile e non intende lasciare scoperto il fronte giudiziario. Non è una spesa enorme, ma racconta bene una cosa: la partita Miami non è affatto archiviata.
Il nodo del contendere
Il giudizio civile non inciderà comunque in nessuna maniera rispetto a quanto già deciso dal TAR. La decadenza della concessione e l’ordine di sgombero restano, allo stato, confermati.
Ma l’accertamento sui confini può incidere su un altro piano: capire se esistano porzioni rivendicabili come private, quali siano i limiti dell’area demaniale e se da questa verifica possano nascere nuove pretese.
È qui che il caso diventa importante anche per cittadini e operatori balneari: il confine tra pubblico e privato sul mare resta uno dei nodi più sensibili del litorale.
Una guerra legale che continua
La vicenda M. è quindi tutt’altro che chiusa. Da una parte c’è uno stabilimento che, dopo lo sgombero e dopo il “No” del TAR Lazio arrivato il 4 aprile, continua a sostenere le proprie ragioni.
Dall’altra c’è il Comune di Pomezia, che difende la linea seguita finora e si presenta anche davanti al giudice civile.
Il cuore dello scontro è il controllo concreto di un pezzo di costa: chi può usarlo, a che titolo e con quali confini.
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