Il TAR del Lazio ha respinto la richiesta dell’associazione “Nicla Mille Storie”, gestore del centro anziani “Renato Salvini” di Anzio, di sospendere il trasferimento delle attività nei locali dell’ex ambulatorio di via Aldobrandini.
Secondo i giudici amministrativi, il Comune ha agito in modo legittimo dopo la chiusura della storica sede del centro, dichiarata non sicura dai Vigili del Fuoco a causa di problemi strutturali nell’ottobre 2025.
La decisione del TAR: trasferimento del centro anziani legittimo
Con un’ordinanza pubblicata dopo la camera di consiglio del 12 maggio, il Tribunale Amministrativo Regionale ha respinto l’istanza cautelare presentata dall’associazione “Nicla Mille Storie Aps”, che gestisce il centro anziani “Renato Salvini”.
L’associazione aveva chiesto di bloccare temporaneamente la delibera con cui il Comune di Anzio ha assegnato al centro anziani i locali comunali di via Aldobrandini 22, individuati come nuova sede dopo l’interdizione dell’edificio storico.
Per il TAR i motivi del ricorso non appaiono sufficientemente fondati. I giudici hanno ritenuto che il Comune abbia motivato in maniera adeguata la scelta e che il trasferimento rappresenti una soluzione organizzativa legata all’emergenza creata dall’inagibilità della vecchia struttura.
Nell’ordinanza si legge che il provvedimento del Comune di Anzio non ha eliminato il servizio svolto dall’associazione né ha revocato l’affidamento della gestione del centro anziani. Il provvedimento ha semplicemente modificato i locali destinati alle attività.
La chiusura della sede storica del centro anziani di Anzio
La vicenda nasce il 29 ottobre 2025, quando i Vigili del Fuoco hanno disposto l’interdizione della storica sede del centro anziani “Renato Salvini” dopo le verifiche effettuate in seguito alla comparsa di alcune crepe nell’edificio.
La struttura è stata ritenuta non sicura e il Comune di Anzio si è trovato nella necessità di individuare rapidamente una sede alternativa per consentire la prosecuzione delle attività del centro anziani frequentato da centinaia di utenti.
La scelta dell’amministrazione è ricaduta sui locali dell’ex ambulatorio di via Aldobrandini 22, spazi che nel frattempo si erano liberati dopo la conclusione dell’esperienza del centro per disabili “Elena Castellacci”.
Par l’associazione i nuovi locali sarebbero piccoli e inadeguati
Pur continuando a gestire il centro anziani, l’associazione “Nicla Mille Storie” ha contestato la soluzione individuata dal Comune, ritenendo i nuovi locali non adeguati alle esigenze del servizio.
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Secondo quanto evidenziato nel ricorso, gli spazi disponibili sarebbero molto più ridotti rispetto alla precedente sede. Si passerebbe infatti da circa 300 metri quadrati a circa 130 metri quadrati.
L’associazione ha inoltre sostenuto che la conformazione interna dei locali renderebbe difficile organizzare le attività del centro anziani, che al momento della chiusura contava circa 550 iscritti. In particolare, è stata segnalata la presenza di pilastri centrali che limiterebbero l’utilizzo degli ambienti.
Tra le contestazioni portate davanti al Tar c’era anche quella relativa alla mancanza di una soluzione alternativa ritenuta realmente idonea.
Il TAR: trasferimento motivato da una situazione di emergenza
Il Tar non ha però accolto queste obiezioni nella fase cautelare. I magistrati hanno evidenziato che il Comune di Anzio ha spiegato le ragioni della scelta. Il provvedimento di trasferimento del centro anziani appare “proporzionato” rispetto alla situazione di emergenza determinata dalla chiusura della sede storica.
Secondo il collegio, inoltre, l’associazione non avrebbe fornito elementi sufficienti per dimostrare in modo concreto che i nuovi locali siano incompatibili con lo svolgimento delle attività sociali del centro anziani.
Nell’ordinanza i giudici sottolineano anche che non vi sarebbe stata alcuna violazione delle norme relative al terzo settore, dal momento che il servizio continua a essere svolto dal medesimo soggetto gestore.
Per questo motivo la richiesta di sospendere immediatamente l’efficacia della delibera comunale è stata respinta.
L’assegnazione dei locali di via Aldobrandini resta valida. Il centro anziani “Renato Salvini” dovrà continuare a svolgere le proprie attività nella nuova sede individuata dal Comune di Anzio dopo l’interdizione dell’edificio storico.
Il presidente dell’associazione Nicla Mille Storie: “La nuova sede non è ancora agibile”
Di fronte all’ordinanza del TAR, Claudio Di Giovanni presidente dell’associazione “Nicla Mille Storie.AP.S” ha affermato:
“L’ordinanza del TAR, pur respingendo la cautelare, non inficia il risultato finale del ricorso , che una volta integrato, farà valere i diritti degli anziani”.
Di Giovanni infatti fa notare che i locali di Via Aldobrandini 22, sono allo stato dei fatti inagibili:
“Nel DIP oltre ad una spesa prevista di circa 495.000 euro per il restauro (Bene sottoposto a tutela ), si prevedono circa 9 mesi di attesa e la capienza max dichiarata è di 45 persone.
Pertanto allo stato attuale, il centro anziani è senza sede fisica da Novembre 2025. Si proseguono alcune attività, in locali convenzionati oltre a gite socioculturali, come previsto dalla convenzione.
Si precisa, che la suddetta convenzione prevede l’obbligo, per il Comune di fornire locali idonei ed a norma per sicurezza e dimensioni.
























