Ma il problema della trasparenza degli atti della pubblica amministrazione è enorme in molti Comuni dei Castelli Romani.
La legge impone alle amministrazione di rendere pubblico qualsiasi atto da loro prodotto. E ora con internet l’accesso a questi atti dovrebbe essere in teoria facilitato: non c’è più bisogno di recarsi presso gli uffici comunali, basta andare sulla pagina dell’Albo Pretorio di un Comune per essere sicuri di trovare tutti gli atti pubblici prodotti.
In realtà non è così. E ve lo possiamo garantire noi de Il Caffè, che consultiamo questi albi quotidianamente.
In molti casi le mancanze sono enormi. Si tratta di cancellazioni, errori, omissioni, sparizioni… ce n’è per tutti i gusti.
Velletri ha un problema di trasparenza
A Velletri intanto una seduta è stata convocata per lunedì 18 maggio, alle ore 9.30, nella Sala Commissioni del Palazzo Comunale per l’audizione dell’Ufficio CED, cioè il Centro Elaborazione Dati.
Si tratta della struttura tecnica che normalmente si occupa dei sistemi informatici dell’ente, della gestione digitale dei servizi e del funzionamento operativo del sito istituzionale.
A questo ufficio saranno chiesti chiarimenti sulle criticità emerse nella sezione “Amministrazione Trasparente” e sulla reale fruibilità dei servizi online da parte dei cittadini.
In sostanza, il Comune di Velletri, guidato dal sindaco Ascanio Cascella, sarà chiamato a spiegare se il proprio portale garantisca davvero accesso semplice, pieno e immediato per i cittadini agli atti e alle informazioni che riguardano la vita amministrativa della città.
Il problema tecnico in realtà è politico
La questione, però, non è una faccenda per addetti ai lavori e relativa solo al Comune di Velletri.
Oggi il sito internet di un Comune non è più una vetrina, è uno sportello pubblico, un archivio, un ufficio aperto ventiquattr’ore su ventiquattro.
Prima il cittadino era costretto ad andare fisicamente in municipio; oggi può cercare una determina, una delibera, un avviso, una convocazione o un atto direttamente online. Se il sito non funziona, o se i documenti non si trovano, il problema diventa politico, prima ancora che tecnico.
L’Albo Pretorio, la miniera degli atti
Il cuore di tutto è l’Albo Pretorio online, la vera miniera dei documenti comunali.
È lì che passano tutti gli atti che incidono sulla vita pubblica: affidamenti, ordinanze, determine, delibere, avvisi.
La normativa ha spostato sul web il valore legale della pubblicazione degli atti amministrativi, e il periodo ordinario minimo di pubblicazione è indicato in almeno 15 giorni quando non siano previsti termini diversi.
Con l'implantologia computer guidata, alternativa meno invasiva alla classica
Già in questa fase si notano in vari Comuni delle gravi omissioni. Come ad esempio quando si concede un’autorizzazione edilizia oscurando alcuni dati od omettendo di allegare i progetti dei lavori.
I Comuni che “si nascondono”
Ed è qui che nasce la differenza tra Comuni di Roma sud e in particolare dei Castelli Romani.
Alcune amministrazioni, scaduti i 15 giorni, continuano poi a lasciare disponibili gli atti in sezioni storiche consultabili.
Una scelta di vera trasparenza, che aiuta cittadini, giornalisti, consiglieri comunali, associazioni e imprese.
Altri Comuni, invece, rendono molto più difficile recuperare documenti vecchi di mesi o anni e preferiscono farli ‘scomparire’. O, meglio, per ottenerli diventa necessario un accesso agli atti cartaceo che richiede normalmente più di 30 giorni.
Non c’è una violazione formale, ma il risultato pratico è chiaro: meno accessibilità, meno controllo, meno trasparenza.
L’indagine de Il Caffè sui Comuni
Abbiamo quindi svolto un approfondimento sul funzionamento degli Albi pretori dei Comuni castellani di:
- Frascati,
- Grottaferrata,
- Ciampino,
- Castel Gandolfo,
- Albano Laziale,
- Marino,
- Rocca di Papa,
- Ariccia,
- Genzano di Roma,
- Lanuvio,
- Nemi
- Velletri.
Quella che emerge è una fotografia a due velocità.
In diversi Comuni gli atti risultano rintracciabili anche a distanza di tempo.
In altri, invece, non è stato possibile reperire documenti vecchi anche soltanto di 3 settimane, che altrove restano consultabili. E questo, per un cittadino, fa tutta la differenza.
Velletri non è sola. Tra i rimandati: Ciampino, Frascati e Castel Gandolfo
Il caso sotto i riflettori in questo momento è quello di Velletri: la questione infatti è arrivata formalmente dentro la Commissione Trasparenza.
Ma, da quanto risulta dalla verifica effettuata su questi 12 comuni dei Castelli Romani, criticità analoghe emergono anche per Ciampino, Frascati e Castel Gandolfo, dove non siamo riusciti a reperire documenti come invece è possibile fare nei siti degli altri Comuni.
Il punto non è fare una classifica sterile: il punto è capire perché alcuni enti rendano facile il controllo e altri no.
Altro che problemi tecnici! È volontà politica
Non ci si può nascondere dietro giustificazioni “tecniche” di malfunzionamenti.
Per fare un esempio, ogni Albo pretorio dovrebbe avere dei campi di ricerca. Per non dover scorrere uno a uno le centinaia di atti amministrativi, il sistema informatico dovrebbe permettere di fare una ricerca attraverso delle parole chiave: se sto cercando ad esempio una autorizzazione relativa a un immobile in via ‘Sempronio’, mi basterà inserire quel vocabolo per avere come risultato della ricerca soltanto gli atti dove è citata la parola ‘Sempronio’ e in ordine di data.
In molti comuni questa ricerca non funziona.
Parliamo di un database dal funzionamento piuttosto semplice, che anche uno studente di informatica di 16 anni sarebbe in grado di far funzionare. Nulla di particolarmente complesso.
Ecco perché non si può parlare di problemi tecnici, ma di volontà politica.
Promossi e rimandati
Vogliamo ora fare i professorini, dando le pagelle. Però siamo buoni: in realtà non bocciamo nessuno, ma qualcuno va certamente rimandato. Sperando che non bisogni arrivare a settembre per sistemare quelle gravi mancanze di trasparenza e democrazia.
Comuni Promossi:
Grottaferrata, Pomezia, Albano Laziale, Marino, Rocca di Papa, Ariccia, Genzano di Roma, Lanuvio, Nemi.
Comuni Rimandati:
Velletri, Ciampino, Frascati, Castel Gandolfo.
A Velletri ora se ne discuterà. Negli altri Comuni rimandati cosa vuole fare la maggioranza per risolvere il problema? E quando pensa l’opposizione di sollevarlo?
Ma anche tra i Comuni promossi qualche mancanza c’è.
Sarebbe il caso di dare direttive più specifiche di come debba essere tenuto un Albo pretorio, tenendo presente che l’unico obiettivo deve essere quello della massima trasparenza dell’amministrazione verso i cittadini.
Una trasparenza che si ottiene con la pubblicazione di tutti gli atti amministrativi, anche quelli dove magari non c’è un obbligo: questa è vera trasparenza.
E a chi non lo fa, chiediamo a nome dei cittadini: a quale scopo nascondete gli atti amministrativi?
La trasparenza è democrazia pratica
La trasparenza digitale oggi è democrazia concreta, non uno slogan.
Un cittadino che può consultare un atto pubblico, anche dopo mesi dalla sua pubblicazione, esercita un diritto.
Un’opposizione che può ricostruire le decisioni amministrative svolge meglio il proprio ruolo.
Una redazione che può verificare documenti lavora su fatti, non su voci.
Per questo l’accessibilità degli archivi comunali non è un dettaglio informatico: è un pezzo essenziale del controllo pubblico sul potere locale.
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