Siamo in un terreno a poche decine di metri dai Comuni di Albano, Ariccia, Castel Gandolfo, Pomezia e Ardea.
È qui che il sindaco-Commissario per l’emergenza rifiuti ha aperto, pala in mano, il cantiere insieme all’assessora Sabrina Alfonsi e all’amministratore delegato di Acea Fabrizio Palermo.
Roma parla di un impianto da 600mila tonnellate l’anno, investimento da un miliardo di € e prima consegna dei rifiuti nel 2029. Parliamo di un giro d’affari generato (secondo quanto scritto sul bando) di circa 7,5 miliardi di euro.
La prima pietra che non si vede
Il punto, però, è prima di tutto nell’immagine. Molte cronache parlano di “prima pietra”.
Ma dalla verifica sui materiali pubblici disponibili emerge un dettaglio non banale: nelle foto indicizzate, nei resoconti istituzionali e nei video rilanciati online si vede soprattutto Gualtieri nel cantiere, con terra smossa, mezzi e caschetti.
Non risulta, allo stato, una immagine chiara e inequivocabile della posa materiale di una vera “pietra”.
Acea festeggia, ma la Borsa no
I dubbi sul perché di questa cerimonia, che appare piuttosto una messa in scena per mandare un messaggio a qualcuno, sono tanti. Ma non siamo i soli ad averli
C’è infatti il giudizio più freddo, quello dei mercati.
Proprio il 15 maggio, mentre a Santa Palomba Gualtieri celebrava l’avvio del cantiere, il titolo Acea ha chiuso a 22,52 euro, in calo a fine giornata del 2,51%.
Il dato è riportato da Borsa Italiana e confermato anche dalle serie storiche di Investing.
Naturalmente una seduta negativa non basta da sola a spiegare il giudizio del mercato su un’opera. Ma il giudizio degli investitori tiene conto di fattori spesso non noti al pubblico. Non possiamo sapere se è una coincidenza o un giudizio sull’opera che tiene conto anche delle enormi spaccature politiche e delle gravi accuse che i tribunali stanno vagliando
Il contrasto comunque resta potente: sul palco si celebrava il progetto, urbi et orbi, sul listino la capofila industriale dell’inceneritore di Roma chiudeva in rosso.

Manca il progetto esecutivo completo
Il Campidoglio presenta l’opera come il tassello decisivo per chiudere il ciclo dei rifiuti di Roma.
Ma la domanda è una: dove si può vedere e scaricare il progetto esecutivo completo?
Sul portale commissariale risultano pubblicati il progetto preliminare e quello definitivo (quest’ultimo insieme agli atti del PAUR).
Ma dalle verifiche da noi effettuate non emerge il progetto esecutivo integrale dell’impianto. E, nelle prescrizioni del PAUR, vi sono a dir poco molti dubbi sul sistema di raffreddamento dell’impianto che potrebbe consumare enormi quantità d’acqua in un’area in crisi idrica da 17 anni.
Il fronte politico del No all’interno del Campo largo
Ma non è tutto. Gualtieri prova a raccontare l’impianto di Santa Palomba come la fine dell’anomalia romana.
Ma intorno al cantiere c’è un “campo politico minato”.
Il Movimento 5 Stelle e l’area legata a Virginia Raggi continuano a contestare l’opera.
Il paradosso è evidente: pezzi dell’ecosistema progressista che altrove dialogano con il Pd, qui si ritrovano contro il progetto simbolo del sindaco dem.
È la crepa più profonda del campo largo romano che dovrebbe portare Gualtieri verso il bis a maggio 2027.
Sui rifiuti, la maggioranza politica potenziale si spacca prima ancora di arrivare alle urne. E quella buchetta scavata dal sindaco rischia di diventare anche la tomba del campo largo romano.

L’assedio nei Tribunali
Poi, da ultimo, c’è l’assedio giudiziario. A dire di Gualtieri, i cantiere parte, ma la carta bollata corre.
Sul tavolo, contro l’inceneritore, ci sono ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica e al TAR del Lazio promossi da amministratori e Comuni del quadrante sud, tra cui Ardea, Pomezia e Ariccia, con il coinvolgimento politico del centrodestra territoriale, ma anche di Genzano e Castel Gandolfo, filo PD.
Parallelamente, il fronte delle associazioni e dei comitati hanno portato avanti almeno cinque ricorsi al TAR del Lazio e al Tribunale superiore delle acque pubbliche.
Uno dei filoni più delicati riguarda, difatti, proprio il consumo idrico e l’impatto sulla falda, tema sensibile in un’area che si percepisce già sotto pressione ambientale.
Poi ci sono due inchieste: una della Corte dei Conti e una della Procura di Roma.
La vera partita comincia ora
Per Gualtieri Santa Palomba è il monumento politico alla “Roma che decide”. Per i territori, è l’ennesima scelta calata dall’alto su una fascia già caricata di servitù, traffico e che devasterà una falda idrica e i laghi Albano e Nemi ormai al collasso.
In mezzo resta Acea, società quotata e perno industriale dell’operazione, chiamata a trasformare lo spot del cantiere in un’opera reale, autorizzata, resistente ai ricorsi e sostenibile nei numeri.
La prima pietra, visibile o invisibile, è stata raccontata, ma la vera costruzione politica dell’inceneritore comincia adesso: nelle carte bollate, nei tribunali coi ricorsi e le inchieste che assediano il progetto, nei mercati di Borsa che traballano e nelle urne.
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