La cosa che ci colpisce maggiormente è che si continua a dare questo tipo di autorizzazioni senza fornire nessuna spiegazione su dove sarà presa l’acqua per alimentare l’impianto e di quali controlli verranno posti in essere.
Cosa ha autorizzato il Comune di Frascati
L’atto è una Determinazione comunale: n. 126 del 29 aprile. Non parliamo, almeno da quanto emerge dalla pubblicazione, di un semplice arredo da giardino, ma di un intervento che ha richiesto una autorizzazione paesaggistica ordinaria.
Il Comune di Frascati ha quindi ritenuto necessario valutare la compatibilità dell’opera con il contesto tutelato.
Ma al cittadino resta una domanda semplice: quanto sarà grande questa piscina? E con quali prescrizioni? Con quale acqua verrà riempita?
Il nodo non è la piscina, ma il metodo
Nessuno sostiene che l’intervento sia illegittimo. Il punto è un altro: in un territorio in piena emergenza idrica, ogni nuovo specchio d’acqua privato meriterebbe spiegazioni chiare.
Invece l’Albo Pretorio restituisce una scheda asciutta, quasi muta. Manca la parte più utile per capire: dimensioni, approvvigionamento idrico, eventuali limiti, prescrizioni, sostenibilità dell’intervento.
Così la pubblicazione diventa formalmente corretta, ma sostanzialmente poco comprensibile, quindi trasparente.
Piscine, biolaghi e autorizzazioni
Il caso arriva dopo altri precedenti simili, tra piscine scoperte, biolaghi e interventi privati che chiamano in causa lo stesso tema: l’acqua.
A Frascati, nei mesi scorsi, aveva già fatto discutere il via libera a un biolaghetto balneabile in via Vermicino, con piante acquatiche e fitodepurazione, ma con un interrogativo centrale rimasto sul tavolo: da dove arriva l’acqua necessaria a riempirlo e mantenerlo?

Il punto, anche qui, non è demonizzare, ma chiedere regole leggibili. A maggior ragione visto che il nuovo bunker Acea anti crisi idrica di Frascati verrà riempito con acqua anche del Lago Albano.

La crisi idrica non è uno sfondo
È il contesto a rendere la vicenda politicamente pesante.
I Castelli Romani vivono una crisi idrica sempre più evidente. La falda è sotto pressione, i laghi Albano e Nemi sono al centro di un allarme crescente, cittadini e comitati denunciano arretramenti, perdite, abbassamenti del livello delle acque.
Con il rischio che la falda finisca per collassare – insieme ai laghi Albano e Nemi – in caso di avvio dell’Inceneritore Acea di Santa Palomba.
Con l'implantologia computer guidata, alternativa meno invasiva alla classica
In questo scenario, ogni autorizzazione che riguarda piscine e bacini privati non può essere trattata come una pratica qualsiasi.
Il paradosso dei Castelli Romani
Da una parte si parla di emergenza, di investimenti, di rete idrica da rafforzare, di laghi da salvare. Dall’altra, nei Comuni dei Castelli Romani continuano ad arrivare via libera a opere private che consumano o comunque richiedono acqua.
Una singola piscina non cambia da sola il destino della falda, ma una somma di scelte, senza un indirizzo chiaro, racconta un problema di governo del territorio.
La politica può davvero chiedere sacrifici ai cittadini e poi non spiegare queste autorizzazioni?

La domanda che manca: con quale acqua?
Il punto più concreto resta sempre lo stesso: con quale acqua verrà riempita la piscina di via di Grotte Maria?
Rete pubblica? Pozzo? Autobotti? Recupero di acque meteoriche?
Esistono limiti nei mesi più critici? Sono previsti obblighi di copertura, riuso o contenimento degli sprechi?
Senza allegati e senza dettagli accessibili, il cittadino non può saperlo. E quando la risorsa è scarsa, anche l’assenza di informazioni diventa una notizia.
Trasparenza come prima opera pubblica
La vicenda non va letta come una crociata contro un privato. Va letta come un problema di amministrazione pubblica.
Se un Comune autorizza nuove piscine in un territorio che discute ogni giorno di crisi idrica, deve spiegare bene cosa autorizza, perché lo autorizza e con quali condizioni.
La trasparenza, in questo caso, non è un optional burocratico: è la prima opera pubblica necessaria. Senza quella, la fiducia evapora più in fretta dell’acqua.
Leggi anche: Castelli Romani, Trasparenza online KO in 4 Comuni. Ma solo uno è sul “banco degli imputati”























