La società che gestisce la casa di riposo ha richiesto al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio la sospensione immediata del provvedimento, ma il TAR ha respinto la richiesta di sospensione urgente.
Il provvedimento sarà oggetto di valutazione in una successiva seduta.
I controlli nella casa di riposo per anziani di Ardea
La decisione del Consorzio socio-sanitario Pomezia-Ardea nasce da numerosi sopralluoghi eseguiti tra la fine del 2023 e il 2025 nella casa di riposo di via Pratica di Mare, ad Ardea.
Ai controlli hanno partecipato i carabinieri del Nas di Roma, il personale della Asl RM 6.4 e gli assistenti sociali del Comune e del Consorzio.
Secondo quanto riportato nella determina di revoca, durante le verifiche sarebbero emerse diverse criticità. Tra queste, la mancata regolarizzazione del cambio del legale rappresentante, problemi legati ai requisiti strutturali delle camere e degli spazi interni, l’assenza di alcuni adeguamenti sulle barriere architettoniche e questioni relative ai documenti sanitari e antincendio.
Il Consorzio parla di “gravi e ripetute violazioni” e di “gravi disfunzioni assistenziali”. Nella determina si sottolinea inoltre la necessità di “adottare misure necessarie a tutela delle persone ospiti della struttura”, evidenziando che gli anziani devono essere accolti “in condizioni strutturali e ambientali adeguate”.
Le contestazioni sulle camere e sugli spazi della casa di riposo
Uno dei punti centrali della vicenda riguarda l’adeguamento della struttura ai requisiti regionali previsti per le case di riposo.
Secondo il Consorzio, la struttura non avrebbe rispettato gli standard minimi previsti dalla normativa regionale per dimensioni delle camere e numero di ospiti per stanza.
Viene inoltre contestato il mancato adeguamento ai requisiti in deroga previsti dalla Regione Lazio.
Tra le criticità indicate compaiono anche lavori non completati sulle barriere architettoniche e la mancanza, almeno in una prima fase, del rinnovo periodico della documentazione antincendio.
La struttura, dopo le diffide ricevute nel corso del 2024 e del 2025, ha comunicato di aver avviato una serie di interventi correttivi.
La società ha dichiarato di aver trasformato alcune camere triple in camere doppie, di aver effettuato lavori nella mensa e di aver eseguito adeguamenti sulle barriere architettoniche.
Sono stati inoltre trasmessi documenti relativi alla conformità antincendio e all’elaborazione di un nuovo piano alimentare da sottoporre alla Asl.
Quel progetto di adeguamento perso nell’incendio degli uffici comunali
La società che gestisce la casa di riposo di Ardea ha contestato la revoca sostenendo di avere diritto ai requisiti in deroga previsti dalla Regione Lazio per le strutture autorizzate nei primi anni di applicazione della legge regionale del settore.
Attraverso il proprio legale, la società ha spiegato di aver presentato già nel 2014 un progetto di adeguamento agli uffici comunali e alla Asl.
Secondo la difesa, quel progetto di adeguamento sarebbe poi andato perso nell’incendio che nel 2020 colpì gli uffici dei servizi sociali del Comune di Ardea.
Nelle memorie depositate agli atti, la struttura sostiene che il mancato reperimento della documentazione “non è addebitabile in alcun modo alla parte privata”.
La società ha inoltre chiesto di poter regolarizzare la struttura attraverso un nuovo progetto di distribuzione degli spazi interni.
Il nodo del progetto antincendio
Uno dei passaggi più delicati della vicenda riguarda la documentazione trasmessa dalla struttura al Consorzio nell’aprile 2025.
La società aveva inviato un documento relativo a un “progetto di adeguamento antincendio” della casa di riposo.
Tuttavia il Consorzio ha ritenuto che quel documento non fosse sufficiente a dimostrare la richiesta di accesso ai requisiti in deroga previsti dalla normativa regionale.
Per questo motivo l’ente ha confermato le contestazioni già avanzate nei mesi precedenti.
La decisione del TAR del Lazio (che non decide ancora nulla)
Dopo la revoca dell’autorizzazione, la società si è rivolta al TAR del Lazio chiedendo l’annullamento del provvedimento e una sospensione immediata degli effetti della determina.
Il presidente della Seconda Bis del TAR però, ha respinto la richiesta urgente. Secondo il tribunale, non sussistevano i requisiti di “estrema gravità ed urgenza” necessari per adottare una misura cautelare immediata.
Nel decreto viene anche evidenziato che la società aveva depositato l’istanza per la fissazione dell’udienza pubblica a distanza di circa undici mesi dal ricorso, circostanza che per il giudice ha inciso sulla valutazione dell’urgenza.
Il TAR però non è ancora entrato nel merito della legittimità della revoca. La questione sarà discussa davanti al collegio dei giudici nella camera di consiglio fissata per il 9 giugno 2026.
Leggi anche: Revocata dopo 20 anni l’autorizzazione alla casa di riposo di Ardea


























