Il progetto, dal valore complessivo di 50mila euro, sarà candidato a un finanziamento della Regione Lazio. Prevede l’installazione di 17 telecamere collegate alla centrale operativa della Polizia Locale di Anzio.
Anzio: Implementazione del Sistema di Videosorveglianza
La giunta comunale di Anzio ha approvato il progetto denominato “Sicurezza Aree ad Incidenza Criminale – Implementazione Sistema di Videosorveglianza”.
Il finanziamento richiesto alla Regione Lazio coprirebbe interamente la spesa prevista, senza necessità di cofinanziamento da parte del Comune.
Il sistema di videosorveglianza che sarà utilizzato è lo stesso già presente in altri quartieri di Anzio, dove, secondo quanto riportato negli atti comunali, “ha dato risultati apprezzabili in termini di sicurezza”.
Il progetto nasce in un contesto particolarmente delicato per il territorio di Anzio. Negli ultimi anni il Comune è stato al centro di diverse inchieste antimafia.
Nel 2022 l’amministrazione comunale fu sciolta per infiltrazioni mafiose dopo l’operazione “Tritone” coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma. Le indagini avevano evidenziato presunti collegamenti con esponenti della ’ndrangheta e il condizionamento di attività economiche e amministrative locali.
Le aree di Anzio interessate dalle nuove telecamere
Le nuove postazioni di videosorveglianza, per un totale di 17 nuove telecamere, saranno installate nel centro di Anzio. Si tratta delle aree tra Piazza Pia, Piazza Battisti, Viale Paolini e Piazza Garibaldi.
Nel dettaglio, quattro telecamere saranno collocate a Piazza Pia, tre in una prima area di Piazza Battisti, altre tre in un secondo punto della stessa piazza, tre tra Piazza Battisti e Viale Paolini e infine quattro a Piazza Garibaldi.
Secondo il progetto, il posizionamento degli impianti è stato studiato tenendo conto “dei flussi di traffico nonché delle zone e aree soggette a reati contro la persona ed il patrimonio”. Le strade selezionate vengono considerate anche possibili vie di fuga in caso di reati.
Negli atti si sottolinea che il sistema permetterà “una più facile ed immediata individuazione degli autori di reati”. L’obiettivo è quello di monitorare gli accessi e gli spostamenti nelle aree maggiormente frequentate, soprattutto da giovani, famiglie e turisti.
Come funzionerà il nuovo sistema di videosorveglianza ad Anzio
Il sistema di videosorveglianza sarà collegato direttamente alla centrale operativa della Polizia Locale di Anzio tramite modem e router 4G+. Gli impianti saranno alimentati attraverso collegamenti elettrici dedicati.
Il Comune spiega che la conformazione pianeggiante del territorio rende questa soluzione tecnica la più adatta. Negli atti viene precisato che gli impianti già presenti e basati sullo stesso sistema “non presentano alcuna criticità”.
Le telecamere previste ad Anzio sono modelli ad alta definizione in grado di effettuare anche analisi del traffico. L’attuale rete comunale è già suddivisa tra sistemi di contesto e impianti per la lettura delle targhe.
Secondo la Polizia Locale, la tecnologia consentirà di ottenere informazioni utili non solo per la sicurezza urbana ma anche per la mobilità e la sicurezza stradale.
Manutenzione e durata del progetto (se sarà concesso il finanziamento)
Il progetto comprende anche un piano di manutenzione ordinaria della durata di cinque anni. Sono previsti tre interventi programmati ogni anno per controlli tecnici, pulizia e verifica del funzionamento degli apparati.
L’importo totale dell’intervento, comprensivo di materiali, software e manutenzione per 60 mesi, è pari a 50mila euro IVA inclusa.
L’esecuzione del progetto sarà avviata soltanto nel caso in cui la Regione Lazio approvi la richiesta di finanziamento presentata dal Comune di Anzio.
Un territorio segnato dalle inchieste antimafia
Nel documento allegato alla delibera viene ripercorsa la presenza storica della criminalità organizzata sul litorale romano. Si parla in particolare della presenza della ’ndrangheta calabrese ad Anzio da circa cinquant’anni.
Le carte ricordano come “le indagini della magistratura, le dichiarazioni di collaboratori di giustizia, le sentenze passate in giudicato attestano il coinvolgimento della famiglia calabrese in numerose attività illecite: dal sequestro di persona al traffico di droga”.
Il testo richiama anche le operazioni “Appia” e “Tritone”, che negli ultimi anni hanno portato a decine di arresti e a condanne per associazione mafiosa e traffico di droga. Secondo quanto riportato nel progetto, il territorio di Anzio e Nettuno rappresenterebbe un punto strategico per alcune articolazioni della criminalità organizzata calabrese.
Nel documento si evidenzia inoltre come le aree interessate dal progetto siano “note come zone dove è estremamente diffuso un sentimento di pericolosità e di rischio”.
Leggi anche: Anzio vuole migliorare la raccolta dei rifiuti elettronici (RAEE) con un progetto da 58mila euro

























