La prima notizia dell’aumento dei posti letto risale allo scorso 12 marzo, che prevedeva che il NOC dovesse arrivare a 319 posti letto complessivi, quindi con un aumento di 67 posti letto in totale.
Ora è stata pubblicata una nuova deliberazione della Giunta Lazio del 14 maggio sul Bollettino ufficiale Lazio del 21 maggio e i numeri sono cambiati.
C’è la conferma dell’ampliamento del nosocomio, che sostituisce i tre vecchi ospedali di Ariccia, Albano e Genzano, ma l’aumento dei nuovi posti letto si ferma a 54, arrivando così a una nuova ricettività di 306 posti letto totali.
Meno posti letti per un “errore materiale”
Il potenziamento, dunque, resta, ma il salto promesso perde 13 posti.
La Regione Lazio, però, non presenta esplicitamente il passaggio da 319 a 306 posti come un “taglio”: nel provvedimento parla da un lato di “parziale attuazione” della programmazione ospedaliera 2026-2028, dall’altro di una “rettifica per mero errore materiale” riferita alla precedente configurazione dei posti letto.
La Regione Lazio ammette quindi che nella precedente deliberazione erano presenti errori materiali nella configurazione dei posti letto nei singoli reparti.
La correzione arriva – così si legge tra le carte – dopo un riesame delle planimetrie allegate al parere tecnico. In sostanza, la Regione rilegge gli atti, si accorge che alcuni numeri non tornano e sistema ufficialmente la tabella dell’ospedale.
In quali reparti aumentano i posti letto
Due mesi fa, nella programmazione regionale, come accennato in apertura, si parlava di 319 posti letto complessivi, con rafforzamenti in Medicina generale, Neurologia, Terapia intensiva, Oncologia, Ortopedia e Urologia.
Ora, il nuovo e più recente atto regionale mette nero su bianco una fotografia più contenuta: 306 posti letto totali, di cui 274 ordinari e 32 diurni.
La Regione Lazio autorizza e accredita, in questa fase, l’ampliamento di 22 posti letto ordinari in Medicina generale, 5 in Oncologia e 5 in Neurologia.
La Medicina generale arriva così a 66 posti. L’errore era in partenza, con 53 posti indicati, ma la Regione ora precisa che quelli corretti erano 44. Quindi, facendo i calcoli esatti: 44 (di partenza) +22 (in più), fa appunto 66 posti letto totali, secondo la nuova pianta.
All’Oncologia sono riconosciuti 5 posti ordinari più 6 diurni, mentre la Neurologia entra con 5 posti ordinari, ai quali si affianca l’Unità di trattamento neurovascolare già indicata nell’area emergenza.
C’è qualche reparto che nella redistribuzione dei numeri ci guadagna.
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La Nefrologia non doveva avere 3 posti, ma 6. Stesso discorso per la Gastroenterologia, che passa da 3 a 6. L’Otorinolaringoiatria, invece, non risultava inserita, ma ora compare con 4 posti letto.
Infine, l’Oncologia era stata indicata con 12 posti in Day Hospital, mentre il dato corretto è 6 posti diurni.
Il nuovo assetto dell’ospedale
Dopo la correzione dell’ampliamento, il presidio di Ariccia arriva quindi ad offrire 306 posti letto complessivi.
L’area medica conta 158 posti, quella chirurgica 109, mentre l’area emergenza-urgenza resta a 39 posti.
Restano confermati anche il Pronto soccorso, le 8 sale operatorie, il blocco parto, la diagnostica, il laboratorio analisi, l’emodinamica, il centro dialisi e gli altri servizi specialistici già previsti.
Il documento, però, non parla di nuove assunzioni né di tempi operativi puntuali per rendere pienamente effettivi i posti autorizzati.
Il nodo politico e sanitario
La partita, adesso, si sposta dal numero scritto negli atti alla capacità reale dell’ospedale di assorbire più pazienti.
Per i Castelli Romani, più posti in Medicina generale, Oncologia e Neurologia sono una notizia importante., ma c’è un ultimo nodo, però, che resta aperto ed è forse il più concreto di tutti, perché più posti letto significano anche più personale e più risorse.
Non bastano gli annunci, se poi non arrivano medici, infermieri e coperture economiche adeguate.
È su questo che si misurerà la credibilità del piano: non solo sulle promesse, ma sulla capacità di affiancare alla nuova rete ospedaliera una vera pianta organica, assunzioni sufficienti e fondi aggiuntivi per far funzionare davvero l’ospedale.
























