Ma adesso la vera sfida non riguarda più soltanto il percorso: riguarda il tempo.
L’opera è finanziata con circa un milione di euro di fondi PNRR e la scadenza del 30 giugno prossimo incombe su un intervento che deve ancora superare alcuni passaggi indispensabili prima dell’apertura del cantiere.
Terreni acquistati e progetto esecutivo depositato
Il tracciato dovrà partire dalla pista già esistente accanto a via Goffredo Mameli, nel territorio di Marino, per proseguire lungo via Capanne di Marino, dentro i confini di Ciampino, fino all’Appia Antica.
Il 28 aprile il Comune di Marino ha protocollato il progetto esecutivo e acquistato dalla società agricola Parvus Ager i terreni destinati all’opera: 2.690 metri quadrati situati nel territorio ciampinese.
La pista, secondo gli atti del comune di Marino, correrà lateralmente alla strada senza modificare la carreggiata esistente.
Ciampino dice sì, ma prima vuole garanzie
Il progetto interessa anche Ciampino direttamente, ma gestione e manutenzione resteranno in capo a Marino. Il parere favorevole del Comune aeroportuale, però, non è un lasciapassare senza condizioni.
Prima dell’inizio dei lavori dovranno essere approvati il progetto esecutivo per quanto di competenza di Ciampino e un accordo formale capace di tenere l’ente indenne dalle responsabilità collegate al cantiere.
La nota di Marino chiarisce già che manutenzione, pulizia, sicurezza e segnaletica saranno a suo carico; manca però, negli atti disponibili, la convenzione definitivamente sottoscritta.
Il vincolo Appia Antica e gli scavi sotto osservazione
C’è poi il passaggio più delicato: la ciclabile ricade nell’area tutelata del Parco Regionale dell’Appia Antica e del Parco Archeologico dell’Appia Antica.
Qui ogni intervento sul terreno può trasformarsi in un ostacolo se non viene affrontato prima.
Ciampino ha prescritto che eventuali scavi siano concordati con gli organi di tutela e preceduti da sondaggi archeologici.
È una garanzia necessaria per proteggere un territorio sensibile, ma anche un adempimento che pesa sul calendario dei lavori.
La scadenza PNRR mette pressione al progetto
Il tempo disponibile è il vero nodo dell’operazione. L’intervento rientra nella misura PNRR dedicata ai progetti di rigenerazione urbana, compresa tra quelle per cui le linee guida nazionali richiedono la conclusione delle operazioni entro il 30 giugno 2026.
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Solo in casi limitati e motivati l’amministrazione titolare può autorizzare il completamento oltre quella data, rispettando comunque il limite finale del 31 agosto 2026.
Non basta, dunque, annunciare il cantiere: bisogna arrivare alla conclusione e alla certificazione dell’opera nei tempi utili alla rendicontazione europea.
La corsa agli ultimi atti prima del cantiere
La Giunta di Ciampino, il 15 maggio, ha preso atto del progetto di Marino, precisando che l’intervento non comporta al momento spese per il proprio bilancio.
Ma il fascicolo non documenta ancora i molti passaggi mancanti:
- l’approvazione definitiva del progetto esecutivo da parte di Ciampino,
- la convenzione firmata tra i due Comuni,
- l’esito delle verifiche archeologiche,
- il verbale di consegna dei lavori.
La ciclabile può diventare una porta verde tra Castelli Romani e Appia Antica. Prima, però, Marino e Ciampino devono vincere la corsa amministrativa contro i tempi del calendario PNRR.
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