La scelta è contenuta nella delibera di Giunta n. 100 del 18 maggio scorso, approvata all’unanimità dall’amministrazione uscente.
Il punto, però, è uno: le nuove assegnazioni slittano e nell’atto non compare alcuna data certa per il nuovo bando.
Il Comune di Genzano motiva la scelta
Il Comune di Genzano spiega di aver dovuto fermare il percorso verso le nuove concessioni perché, durante la preparazione delle gare, sono emersi ulteriori approfondimenti da svolgere sulla regolarità tecnica, urbanistica ed edilizia dei manufatti.
In parole semplici: prima di mettere nuovamente a gara i chioschi, il Palazzo comunale vuole chiarire se gli immobili siano pienamente in ordine.
La conseguenza, però, è che il passaggio alle procedure pubbliche viene rinviato, mentre chi già utilizza le strutture continua a lavorarci.
Nell’atto vengono richiamati il chiosco con area verde di via Toscana e quello comunale di viale Vittorio Veneto n. 16. Ma in ballo vi sono non meno di quattro chioschi pubblici.
Una proroga temporanea, ma senza un termine scritto
Formalmente il Comune di Genzano non parla di rinnovo delle vecchie concessioni.
La permanenza degli attuali esercenti viene definita provvisoria, revocabile in qualsiasi momento e priva di diritti di prelazione per le future gare.
Tradotto: i gestori potranno restare nei chioschi fino a quando il Comune non sarà pronto a procedere diversamente, ma non potranno considerarsi automaticamente favoriti quando arriveranno i bandi.
Resta però il dato più delicato: la delibera non stabilisce entro quando dovranno concludersi le verifiche, né quando saranno pubblicate le nuove procedure di assegnazione.
Quanto pagheranno i gestori? Nell’atto non c’è la cifra
La permanenza comunque non sarà gratuita.
Chi continuerà a utilizzare i chioschi dovrà versare un’indennità di occupazione, che il Comune stabilisce dovrà essere non inferiore ai canoni già vigenti oppure ai valori di mercato.
La Giunta non indica gli importi concreti che ciascun gestore dovrà pagare. Saranno gli uffici comunali a calcolare e riscuotere le somme, oltre a verificare eventuali morosità.
Chi non sarà in regola con i pagamenti perderà immediatamente la possibilità di restare nel chiosco e dovrà riconsegnare il bene.
Neppure il numero dei chioschi viene messo nero su bianco
C’è poi un altro elemento destinato ad alimentare il confronto politico: la delibera parla genericamente di chioschi comunali e di attuali esercenti, ma non riporta l’elenco completo delle strutture coinvolte nella nuova gestione transitoria.
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Non viene quindi chiarito, all’interno dell’atto, quanti immobili restino effettivamente occupati grazie al provvedimento.
La Giunta motiva la scelta con la necessità di evitare abbandono, degrado e perdita di entrate per il Comune.
La scelta della Giunta uscente lascia il dossier alla nuova amministrazione
Il provvedimento è arrivato proprio pochi giorni prima le elezioni e il conseguente cambio di amministrazione.
Un atto che contiene una clausola precisa: i nuovi organi di governo comunale potranno confermare, modificare o revocare questa gestione provvisoria.
La Giunta uscente sostiene di aver agito per tutelare il patrimonio pubblico e garantire continuità alle attività.
Il risultato è che il dossier dei chioschi resta aperto: gli attuali gestori rimangono dentro, le cifre da versare non sono ancora esplicitate nell’atto e il nuovo bando resta sospeso a una regolarizzazione tecnica senza calendario pubblico.
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